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Human centric lighting: illuminazione smart al nostro servizio

I consigli di due esperti lighting designer su come conciliare la necessità di trascorrere la giornata in casa e svolgere smart working e le attività quotidiane con la giusta illuminazione.

Andrea Ballocchi
14 aprile 2020

Come rendere più confortevoli e umano-centrici i nostri ambienti domestici grazie alla luce? «La risposta la sintetizzerei così: se ci vogliamo bene, apriamo le finestre. Sono proprio loro a consentire alla luce naturale di penetrare in casa e diffondere i suoi benefici effetti». A dirlo sono Serena Tellini e Francesco Iannone, architetti e lighting designer, titolari dello studio Consuline Architetti Associati, membri fondatori della Professional Lighting Designers Association (Plda), la più grande e riconosciuta associazione mondiale del settore.

Grazie a loro cerchiamo di comprendere quali azioni mettere in atto per illuminare casa nel modo migliore.

Ragazz di spalle davanti ad una finestra di casa aperta

Foto: Free-Photos Pixabay

Luce solare: ecco la vera human centric lighting

Tutti gli esseri viventi non possono fare a meno della luce solare, tra questi gli esseri umani. Ora però, a causa dell’emergenza Covid-19 siamo costretti a restare quanto più possibile in casa. Occorre rispettare le misure imposte per limitare il contagio, ma è necessario rispettare la fondamentale esigenza biologica di contare sulla giusta luce, conciliandola col concetto di human centric lighting, ovvero l’illuminazione al servizio dell’individuo, che nasce per  accordare le esigenze visive (comfort e prestazioni) e non visive (effetti circadiani, produttività, umore) con l’efficienza energetica. La luce ha quindi un’importanza fondamentale per la vita. «Svolge un’azione essenziale nell’aiutarci a sintetizzare la vitamina D», rileva Tellini. Esporsi al sole è l’unico modo per garantirci una buona parte del quantitativo necessario per mantenere in salute le ossa e tutto l’organismo, conferma la Fondazione Veronesi.

Come fare il pieno di vitamina D in casa: aprire le finestre per consentire il passaggio dei raggi ultravioletti

La vitamina D, infatti, assorbita dal sole contribuisce alla fissazione del calcio nelle ossa. Inoltre potenzia la produzione di serotonina, ormone del benessere e del buonumore, incentiva la produzione di melatonina permettendo la regolarizzazione del ciclo sonno – veglia, è uno strumento utile per la prevenzione di molte malattie. Per questo è importante aprire le finestre «perché il vetro non permette il passaggio dei raggi ultravioletti e infrarossi; più è spesso il vetro più è di ostacolo. Anche le tende rappresentano una barriera. Basta tenere aperte anche poco tempo le finestre durante la giornata per agevolare questo benefico effetto. Mettiamoci a svolgere la nostra attività quanto più possibile alla luce del sole, favoriamo il contatto di tutti, anziani e bambini in particolare», raccomanda Iannone.

Ridurre il contatto con pc e mezzi informatici

Aumentare il quantitativo di luce solare «significa anche ridurre il contatto con pc e smartphone, sorgenti luminose artificiali, oppure magari stando vicini se possibile alla luce del sole», sottolineano Iannone e Tellini. Essi raccomandano anche di evitare di usare mezzi informatici prima di coricarsi: sono sorgenti di luce blu che, fra quelle che possiamo assorbire tramite la vista è la più influente sul nostro ciclo circadiano, sfalsando il ritmo naturale e alterando il sonno. «Se proprio non è possibile farne a meno, sui monitor di pc e cellulari oggi c’è la possibilità di impostare la tonalità più corretta per il momento diurno o serale».

Mantenere gli stessi orari e lo stesso ritmo

Sempre per regolare il ritmo circadiano sarebbe importante mantenere gli stessi orari adottati prima dell’emergenza coronavirus: «se prima dovevamo necessariamente recarsi al lavoro a una certa ora, avevamo ritmi alquanto scanditi. Sfruttiamo questo

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Foto: Andrea Pugiotto

momento in cui molti di noi fanno smart working per svolgere quanto più possibile l’attività nel pieno ciclo di luce naturale. Cerchiamo anche di esporci più possibile al sole, come facevamo prima per recarci al lavoro, evitando di passare dal letto al laptop». Anche per i pasti, è bene sfruttare la bella stagione e pranzare e cenare con le finestre spalancate, godendo della luce solare.

«Alla sera è possibile anche adottare stratagemmi per avvicinarci al momento di coricarsi impiegando una luce calda: a questo proposito può essere utile coprire una abat-jour, in cui sia inserita una luce Led, con un foulard arancione. La tonalità luminosa “calda” manda particolari messaggi al nostro corpo che lo inducono al sonno. Oppure teniamo accesa una candela o un lumino, sul tavolo, che sono una sorgente luminosa eccellente», consigliano i lighting designer.

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