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Giardini al posto dei tetti, il verde che fa risparmiare

Anche in Italia comincia ad affermarsi la pratica di trasformare i lastrici solari. Un modo per migliorare l'efficienza energetica adesso “premiato” dalla detrazione fiscale

Lia Del Fabro
8 luglio 2014

Image by © Maskot/CorbisMettete dei fiori sui vostri… tetti. Uno slogan che potrebbe sembrare a prima vista una provocazione. Ma i giardini pensili sono una delle risposte a cui si guarda con maggiore insistenza per rispondere all’esigenza di quanti vorrebbero vivere in case più sane e sostenibili e in città a misura d’uomo. Del resto, se si va a curiosare in giro per il mondo, i tetti verdi sono ormai una realtà.

Ce lo conferma Paolo Callioni, agronomo e responsabile del settore della pianificazione sostenibile dell’Anab (Associazione nazionale architettura bioecologica) in occasione del convegno “Architettura naturale e verde pensile per gli edifici e le città ecologiche del futuro” organizzato per celebrare il venticinquennale dell’associazione. «Gli esempi di verde pensile in alcune realtà estere sono oramai numerosi, spesso favoriti da legislazioni e incentivi fiscali che ne incoraggiano la diffusione – sottolinea Callioni -. Prendiamo il caso di San Francisco, città dove si trovano moltissimi orti urbani, spesso collocati proprio sui tetti degli edifici. Altro caso virtuoso è Vancouver, dove è consolidata la pianificazione verde, compresa quella pensile. Tra l’altro, nella città canadese, esiste l’obbligo di provvedere a coperture green per gli edifici commerciali superiori ai cinquemila metri quadri. Anche a Toronto, dal 2010, i nuovi edifici con metratura superiore ai duecento mq hanno l’obbligo del tetto verde. A New York, è previsto un bonus fiscale per chi riconverte il tetto a giardini e orti almeno per il 50% del totale della superficie. A Chicago gli incentivi fiscali coprono il 50% dei costi sostenuti per la destinazione a verde dei tetti cittadini. In Svezia, a Malmö e Stoccolma, è promosso il verde urbano in modo sistematico attraverso una serie di norme legislative e fiscali. È anche previsto un sostegno tecnico e scientifico per quei cittadini interessati a mettere in pratica la riconversione verde a partire dai tetti delle proprie abitazioni».

Image by © Antony Nagelmann/CorbisAnche nelle città italiane questo tipo di pratica sta cominciando a farsi largo. Per ora si distingue Bolzano, dove vige un regolamento edilizio simile a quello in uso a Berlino. La città alto-atesina ha introdotto un indice per la valutazione dell’impatto edilizio, promuovendo le superfici destinate al verde pensile che diventano cruciali se si vogliono rispettare gli standard richiesti. Nel caso funzionasse, si tratterebbe di un bel modo per cambiare l’immagine e la qualità di vita di una città.

La pratica del tetto verde realizzato in edifici di nuova costruzione o, in caso di ristrutturazione, dei lastrici condominiali, in realtà non è così sconosciuta in Italia. Prova ne sia che sul mercato si stanno affacciando sempre più numerose ditte specializzate che offrono soluzioni sostenibili per la copertura degli edifici. Così, da qualche anno, i tetti verdi spuntano un po’ dappertutto, segnalati dal nord al sud della penisola. Ma sono quasi sempre iniziative che nascono da scelte personali e che per ora costituiscono una nicchia.

Nei prossimi anni potrebbe invece essere possibile, anche in Italia, trasformare le nostre città in oasi verdi proprio a partire dalle coperture degli edifici. Si tratta qualcosa di più di una semplice congettura. Esiste infatti, da pochi mesi, una novità a livello legislativo che potrebbe favorire il diffondersi del verde pensile con la sostituzione dei lastrici solari in giardini. Facendo riferimento alla legge 10 del 2013 che disciplina lo sviluppo degli spazi verdi urbani, il comitato per lo Sviluppo del verde pubblico del ministero dell’Ambiente con una delibera dell’aprile scorso ha fissato detrazioni fiscali pari al 65% sulle spese sostenute per trasformare i tetti in giardini pensili riconoscendo in questo modo che prati e orti sui tetti meritano gli incentivi perché possono far molto per migliorare l’efficienza energetica degli edifici.

Image by © Maskot/Corbis

Certo non bastano incentivi e agevolazioni. Il coinvolgimento, oltre che dei cittadini, dovrebbe arrivare dai Comuni, dalle figure professionali come gli architetti e gli agronomi, dalle aziende di costruzione. E ovviamente dalle istituzioni. Per realizzare tutti insieme quel «modello rigenerativo» delle nostre città che va oltre il concetto di sostenibilità, come spiega Paolo Callioni. «Oggi le nostre sono città morte, capaci solo di approvvigionarsi in eccesso di risorse energetiche dall’esterno e di espellere unicamente rifiuti – continua -. Il modello rigenerativo significa riequilibrare il bilancio tra le risorse utilizzate e quello che come città restituiamo alla natura». E il verde pensile può giocare la sua parte. Pensiamo a Roma, dove sono stati stimati 20 mila lastrici di edifici, pari a circa 400 ettari, che, se riconvertiti a verde, potrebbero significare inanzitutto la diminuzione dell’inquinamento dell’aria e più ossigeno, come già dimostrato dalle esperienze di altre metropoli. Il verde pensile è anche capace di trattenere l’acqua piovana, e questo potrebbe limitare le alluvioni che, negli ultimi tempi, si registrano con preoccupante frequenza in molte aree urbane. Non dimentichiamo poi che un sistema strutturale di verde pensile avrebbe delle ricadute positive anche sulla biodiversità esistente. Un ulteriore vantaggio riguarda l’aspetto estetico, la qualità e la vivibilità delle nostre città. D’altra parte potrebbero ricadere nelle tasche dei singoli cittadini anche benefici economici: negli edifici con copertura a verde, infatti, si incrementa il valore commerciale dell’immobile, migliora l’isolamento termico e diminuisce l’inquinamento acustico.

La spesa di impianto e anche di manutenzione dei tetti verdi non è proibitiva. Per passare dalle piastrelle al giardino si va da un minimo di 70 euro a mq in caso di superficie a prato, sino a 200 euro a mq nel caso di progetti a copertura intensiva con alberi . In media riconvertire a verde costa 150 euro a mq, una spesa paragonabile al rifacimento tradizionale di un terrazzo condominiale.

 

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3 risposte a Giardini al posto dei tetti, il verde che fa risparmiare

  1. Romano Bernasconi

    E’ una proposta stimolante e interessante, ma attenzione al sovraccarico costituito dai contenitori, dal terreno (occorrono almeno 40 cm di terreno per una superficie totale o parziale della copertura, quindi un volume che richiede il calcolo della struttura del solaio). Attenzione anche alla impermeabilizzazione e al deflusso sia delle acque meteoriche che quelle di innaffiamento. Il costo al mq. potrebbe essere ben superiore a quello indicato nell’articolo. Tuttavia sia nelle operazioni di recupero, sia nelle nuove realizzazioni, il progetto deve necessariamente tener conto di quanto sinteticamente osservto dallo scrivente.

  2. Ondina Casolaro

    Aggiungo un commento a parziale correzione del precedente. Premetto che progetto, realizzo e coordino la manutenzione di giardini pensili professionali da oltre 25 anni. Il calcolo dei carichi è assolutamente il primo dato necessario per una corretta progettazione del verde pensile, ma correggo la quantità necessaria di substrato minerale (NON assolutamente terreno, in un giardino pensile!) per un corretto inverdimento: per un giardino pensile estensivo sono necessari infatti 8-15 cm di substrato (a seconda delle condizioni climatiche, della tipologia dello strato drenante e altri fattori) mentre per un giardino pensile intensivo (prato, alberi, arbusti, rampicanti eccetera) mediamente sono necessari 13-25 cm. Il substrato va posto sempre su una stratificazione complessa ben descritta nella Norma UNI 11235 e mai in monostrato a contatto diretto con l’impermeabilizzazione (integrata o meno con l’indispensabile antiradice). In Italia esistono comunque professionisti progettisti esperti, ditte realizzatrici e produttori/distributori di sistemi assolutamente sicuri e funzionanti.

  3. Ondina Casolaro

    E i costi indicati nell’articolo sono assolutamente veritieri e attendibili.

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