Wise Society : Bioedilizia: una favola e una scuola per insegnare la sostenibilità
ARTICOLI Vedi tutti >>

Bioedilizia: una favola e una scuola per insegnare la sostenibilità

13 Ottobre 2021

La bioedilizia e la sostenibilità si possono insegnare anche ai bambini, sotto forma di favola. A idearla e scriverla ci ha pensato Paolo Rava, architetto e docente presso l’Università degli studi di Bologna di progettazione dei sistemi sostenibili per la città, nonché presidente ANAB – Associazione Nazionale Architettura Bioecologica. Un vero esperto di sostenibilità in architettura e in edilizia, autore di vari saggi dedicati alla declinazione di questo principio nell’approccio progettuale, nelle tecniche costruttive con materiali bioecologici a basso impatto ambientale.

Idea di casa in bioedilizia

Foto Shutterstock

“Le avventure di Nociotto e Nerino”, una favola illustrata sulla sostenibilità

Le avventure di Nociotto e Nerino” (edizioni Fabbri Modigliana) è il titolo della prima favola illustrata sulla sostenibilità. È co-firmata da Saoul Celora (consulente manageriale e di marketing della comunicazione) e illustrata da Arcadio Lobato. L’attenzione ecologica è elevata: stampato su carta riciclata FSC, il libro è un prodotto certificato ICEA.

La favola per bambini è un modo per formare e informare: così come formazione e informazione (per professionisti) sono al centro del nuovo progetto dell’Associazione denominato AnLAB, Alta Scuola di formazione mediterranea che verrà presentata giovedì 14 ottobre a Milano. In entrambi i casi il fine è unico: educare e far comprendere che un modo di progettare e costruire, più affine alla natura, è possibile e necessario. L’edilizia è una delle attività umane più impattanti, fonte del 40% delle emissioni globali di CO2. Occorre allora puntare su scelte ecologiche. Ed è su questo obiettivo che puntano la favola da una parte e la Scuola-Laboratorio dall’altra.

Le avventure di Nociotto e Nerino

Sostenibilità per bambini: una favola per comprendere che costruire naturale è possibile

Sul libro illustrato si dà così spazio ai principi della bioedilizia, con la convinzione che una casa naturale può concorrere a salvare il mondo. «L’idea di questa fiaba è nata qualche anno fa, quando da professore all’Università di Ferrara lanciammo il primo premio per riconoscere progetti “green” nel mondo per la progettazione architettonica. All’epoca mi era stato chiesto di scrivere un articolo su cosa fosse la sostenibilità. Da lì mi sono posto la domanda di come illustrare e definire la sostenibilità adottando l’approccio naturale. Ossia come la natura ci insegna a utilizzare l’energia in maniera compiuta con lo schema “meno per più”, che significa usare meno energia possibile per ricavare il massimo beneficio».

Paolo Rava

Paolo Rava – Foto di Andrea Ballocchi

Così è nata l’idea di individuare quali fossero, in natura, i semi che potessero rappresentare l’edificio ideale: tra i più indicati vi sono quelli di noce e di granoturco «Il mais rappresenta bene la struttura condominiale, dove tanti plessi abitativi sono a contatto stretto l’uno all’altro in un unico insieme. La noce, invece, traspone in natura il modello per eccellenza del cantiere e della casa naturale. Rivestita di legno, a sua volta è ricoperta da un isolante in fibra (mallo) che la preserva. Pensiamo poi alle foglie, che sfruttano l’energia del sole per svolgere la fotosintesi clorofilliana – su cui si basa il fotovoltaico –. Quindi la noce concentra in sé i concetti di energia passiva a km zero, impiego di materiali naturali locali usati con parsimonia, massima resa per la conservazione e il comfort di ciò che è contenuto (il frutto, ovvero i residenti).
«Così si arriva a realizzare un edificio così semplice eppure complesso dal punto di vista della architettura sostenibile, e a concretizzare un obiettivo che è quanto poi chiede l’Europa mediante il Green Deal e la Renovation Wave: emissioni “net zero” al 2050 e attenzione all’innovazione, all’efficienza e all’impiego di materiali anch’essi a impatto zero».

Bioedilizia e sostenibilità: al via AnLAB

Dalla formazione dei giovanissimi sui principi della bioedilizia e della architettura bioecologica alla formazione di professionisti sul costruire e ristrutturare con qualità il passo è breve. Così nasce AnLAB, Alta Scuola di formazione mediterranea.

L’obiettivo è mettere a fuoco l’importanza di costruire, ristrutturare, pianificare con qualità. Un processo che, in termini estetici tecnici e abitativi, richiede consapevolezza e responsabilità. «Negli ultimi tempi ci siamo dimenticati i materiali tipici della nostra tradizione millenaria mediterranea e le regole del buon costruire salubre, con qualità progettuale, bellezza e scelte consapevoli», spiega l’architetto e docente che insieme, insieme ad Alessandro Rogora, Architetto e docente dell’ateneo politecnico milanese, illustrerà giovedì 14 ottobre a Milano (Spazio Gonzaga 7, nell’omonima via) i contenuti e l’idea di questa scuola-laboratorio.

Nella Scuola di alta formazione di ANAB saranno invitati personaggi che testimonieranno la loro esperienza. I corsi saranno in diretta streaming su piattaforma dedicata, strutturati in seminari che potranno essere frequentati per singoli moduli di interesse.
I corsi si terranno a Milano (nello spazio Gonzaga 7) e Faenza (presso Atena Academy). Le date dei corsi saranno pubblicate sul sito web ANAB e sui social dei partner.

Andrea Ballocchi

© Riproduzione riservata
Continua a leggere questo articolo:
  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 57 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 711
CORRELATI IN WISE
 
DALLA COMMUNITY