Wise Society : Beamforming: cos’è e perché migliora la connessione WiFi

Beamforming: cos’è e perché migliora la connessione WiFi

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17 Dicembre 2025

Tutto quello che c’è da sapere sulla tecnologia beamforming

Un nuovo termine inglese da imparare. Questo, però, a differenza di altri potrebbe davvero tornarci utile. Si tratta del beamforming, una nuova tecnologia che sta cambiando il modo in cui dispositivi e router comunicano senza fili. Una svolta capace di migliorare non solo la copertura, ma anche la velocità e la stabilità del segnale Wi-Fi. Un’esigenza sempre più diffusa, che sia per lo svago o per lo smart working. Grazie a sistemi intelligenti di trasmissione direzionale, il router non diffonde più il segnale in tutte le direzioni, bensì lo concentra verso i dispositivi connessi: così facendo, riduce le interferenze e le dispersioni in un colpo solo. Questa, insomma, è da conoscere: scopriamo oggi cos’è il digital beamforming, come funziona e perché questa nuova tecnologia può trasformare completamente l’esperienza di connessione domestica o aziendale. 

beamforming

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Che cos’è il beamforming

Stiamo andando alla velocità della luce, nel mondo tech. E la tecnologia beamforming ne è l’esempio lampante: abbiamo trovato il modo di trasmettere wireless concentrando il segnale WiFi verso uno specifico dispositivo.

Invece di irradiarlo in tutte le direzioni senza un obiettivo mirato, come avviene da sempre nelle reti tradizionali. In pratica, il router o l’access point “traccia” la posizione del dispositivo connesso e modula la direzione e la fase delle onde radio in modo da massimizzare la potenza del segnale ricevuto. Questo approccio serve non soltanto a ridurre le interferenze, ma ci consente anche di navigare con una maggiore velocità di trasmissione e migliora la stabilità della connessione, soprattutto in ambienti con ostacoli come muri o mobili. 

Esistono peraltro due tipi principali di beamforming: beamforming implicito, che funziona con dispositivi compatibili senza configurazioni particolari, e beamforming esplicito, che al contrario richiede una comunicazione attiva tra router e client per ottimizzare in modo dinamico il segnale. In sostanza, comunque sia, il beamforming stravolge il WiFi così come è sempre stato. Dalla classica emissione “a tappeto” utile ma fino a un certo punto, passiamo a una comunicazione mirata, specifica. E decisamente più efficiente.

digital beamforming

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Come funziona il “filtraggio spaziale”

Alla base del beamforming c’è un principio chiamato filtraggio spaziale. È proprio questa dinamica che permette al router di separare e indirizzare i segnali radio nello spazio, concentrandoli verso il dispositivo connesso e riducendo al minimo le interferenze provenienti dalle altre direzioni. Come funziona? Modulando la fase e l’ampiezza delle onde radio trasmesse dalle diverse antenne del router, in modo che le onde si sommino costruttivamente verso il ricevitore desiderato e si annullino in tutte le altre direzioni, che non ci interessano. In altre parole, il router crea una specie di “fascio” di segnale mirato, come un cono luminoso che punta verso il dispositivo.

Questo filtraggio spaziale è anche dinamico: il router aggiorna continuamente la direzione e l’intensità del fascio in base alla posizione del dispositivo e agli ostacoli presenti nell’ambiente. Questo ci consente di avere sempre  prestazioni ottimali, anche quando ci muoviamo o ci sono interferenze di qualche tipo. Soprattutto, poi, ci permette di non “sprecare” la nostra connessione in aree dove non ci serve, focalizzandola lì dove ne abbiamo bisogno. Per esempio, giocare online richiede una velocità e una stabilità molto alte: nel momento in cui giochiamo, con il beamforming possiamo contare sul massimo delle prestazioni.

wifi beamforming

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I vantaggi sul Wi-Fi del beamforming

I vantaggi sono piuttosto lampanti: il router in beamforming diventa estremamente più efficiente, migliorando la nostra esperienza quotidiana con l’accesso a internet in vari modi. In primo luogo, aumenta la portata del segnale, riducendo le zone morte in casa o in ufficio. Inoltre, incrementa la velocità di trasmissione, dal momento che il segnale arriva più potente e stabile, riducendo sul suo cammino errori e ritrasmissioni. 

Il beamforming contribuisce anche a minimizzare le interferenze provenienti da altri dispositivi o reti vicine, grazie alla direzionalità del fascio di segnale. In ultimo, poi, migliora la stabilità della connessione, che si traduce in performance più costanti anche in presenza di ostacoli come muri o mobilio, e ottimizza la comunicazione con più dispositivi simultaneamente, soprattutto nelle reti moderne a più antenne (MU-MIMO). Possiamo dire che il beamforming rende il Wi-Fi una versione nuova di se stesso, la 2.0: più efficiente, più veloce e più affidabile, nel breve e nel lungo periodo.

router beamforming

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Quali router supportano il beamforming?

Oggi come oggi non tutti i router supportano il beamforming, ma la maggior parte dei modelli moderni sì. Soprattutto, parliamo di quelli compatibili con gli standard Wi-Fi 5 (802.11ac), Wi-Fi 6 e Wi-Fi 7. Il beamforming richiede antenne multiple (MIMO) e la capacità di modulare il segnale in modo diretto verso i dispositivi connessi, perciò è essenziale controllare nelle specifiche tecniche del router la presenza di termini come “beamforming implicito” o “esplicito”. 

Attualmente tra i modelli più diffusi che offrono questa funzionalità ci sono i router dual-band o tri-band di marche come TP-Link, ASUS, Mercusys e Tenda, così come sistemi mesh avanzati tra cui spiccano TP-Link Deco o ASUS ZenWiFi. Tutti questi sono adatti a garantire copertura stabile anche in abitazioni molto grandi e dispersive, o con numerosi ostacoli da aggirare. In ogni caso se il nostro router non lo supporta ma usiamo molto internet, scegliere di cambiarlo con un router con beamforming è una valida opportunità. Ci permette infatti di ottenere una connessione molto più veloce, stabile e performante, specialmente quando ci troviamo a dover utilizzare più dispositivi contemporaneamente o a trasmettere dati ad alta intensità, come streaming in 4K o gaming online.

tecnologia beamforming

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Come attivare il beamforming sul tuo router

Attivare il beamforming sul tuo router è un’operazione molto semplice, che però dipende dal modello e dal firmware in uso. Nella maggior parte dei casi, basta accedere al pannello di controllo del router tramite browser o app dedicata, cercare la sezione relativa al Wi-Fi (o alle impostazioni avanzate della rete wireless) e verificare se è presente una di queste diciture: “Beamforming”, “Explicit Beamforming” o “Implicit Beamforming”. Alcuni router lo attivano automaticamente quando si collegano dispositivi compatibili, mentre con altri c’è bisogno di spuntare la voce manualmente. 

Dopo averlo abilitato, comunque, è sempre consigliabile riavviare il router per assicurarsi che la funzione entri in atto correttamente. Ricorda che il beamforming funziona solo con dispositivi che supportano la tecnologia, quindi il miglioramento delle prestazioni sarà riscontrabile soprattutto su smartphone, laptop e smart TV recenti. Più il modello è nuovo, più vedremo risultati soddisfacenti.

Errori comuni sul beamforming e miti da sfatare

Nonostante gli innegabili vantaggi, sulla tecnologia del beamforming circolano già diversi fraintendimenti e miti da sfatare. Uno dei più comuni è pensare che migliori automaticamente la connessione per tutti i dispositivi, anche quelli molto vecchi o non compatibili: abbiamo appena finito di dire che non è proprio così. Infatti, in realtà il beamforming funziona solo con dispositivi che supportano la tecnologia

Un altro errore è credere che possa sostituire la necessità di un buon posizionamento del router. Della serie che, una volta attivato il beamforming, non esista più ostacolo per la rete Wi-Fi: sarebbe fantastico, ma non funziona esattamente così. Anche con beamforming, muri molto spessi o interferenze ambientali possono ridurre le prestazioni, magari non come prima ma comunque impediscono alla rete di andare al suo massimo. 

Alcuni utenti pensano inoltre che attivando il beamforming la rete diventi più potente in generale: in realtà la funzione concentra il segnale verso i dispositivi collegati, migliorando efficienza e stabilità, ma non aumenta la potenza massima trasmissiva

E poi, per ultimo, abbiamo il mito che tutti i router Wi-Fi moderni lo includano. Non è vero! Infatti, solo i modelli recenti con supporto MIMO e standard Wi-Fi 5 o superiori garantiscono un beamforming efficace. La maggior parte dei nuovi device hanno queste caratteristiche, ma non è scontato. Ad ogni modo, conoscere questi limiti ci aiuta a sfruttare la tecnologia correttamente e ottenere una connessione davvero più stabile e veloce. Ora che sappiamo usare il WiFi anche per misurare il livello di inquinamento, chissà cosa potremo farne con il beamforming!

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