Wise Society : L’architettura green si attua con riuso, natura e tecnologia
ARTICOLI Vedi tutti >>

L’architettura green si attua con riuso, natura e tecnologia

Economia circolare, verde urbano, nuove tecnologie e attenzione a materiali naturali e al feng shui: l’architettura sostenibile passa da qui. Lo spiegano i soci dello studio Albera Monti & Associati, uno dei più importanti d’Italia

Andrea Ballocchi
2 gennaio 2019

Economia circolare, verde urbano, nuove tecnologie e attenzione ai materiali eco compatibili, persino feng shui: l’architettura sostenibile passa da qui. Lo conferma l’esempio di uno degli studi più prestigiosi d’Italia, Albera Monti & Associati, Guidato dagli architetti Giovanni Albera e Nicolas Monti che lo hanno fondato nel 1987. Sono stati autentici pionieri nel mettere in atto il concetto di verde verticale all’interno di un edificio, tra i primi a credere e mettere in pratica il concetto di smart working – si veda il progetto per la sede della Boston Consulting Group, a Milano. Se poi si parla di riuso, basta fare un salto in Valcava dove, sopra un traliccio abbandonato della funicolare, il team ha progettato la Casa sul Pilone. Inoltre, hanno sperimentato materiali naturali ed eco-compatibili tanto per chalet montani come nella ristrutturazione di palazzi storici: a quest’ultimo proposito, in un edificio milanese sono stati anche messi in atto, debitamente interpretati, i principi del feng shui, privilegiando soluzioni basate sull’armonia e sull’equilibrio degli elementi architettonici e degli spazi. Sono anche convinti sostenitori della tecnologia, per creare edifici intelligenti ed efficienti.

architettura green, riuso, alberamontiassociati

La Casa sul pilone realizzata in Valcava sui resti di un pilone abbandonato è un esempio di architettura sostenibile, foto: Albera Monti & Associati

L’ARCHITETTO COME ARTEFICE DEL CAMBIAMENTO GREEN – Ecco perché ha senso chiedere loro che responsabilità sentono di avere nel migliorare o comunque contribuire nel dare un’impronta più green sia sulle nuove costruzioni sia sul patrimonio da riqualificare. A rispondere è Mirjana Rikalo, architetto partner dello studio, che incontriamo insieme a Giovanni Albera e Nicolas Monti: «Partendo dal fatto che gli edifici sono i maggiori consumatori di energia e che tale aspetto impatta pesantemente sull’ambiente, sentiamo una grossa responsabilità nella progettazione architettonica. Ottimizzare il costruito significa ridurre i consumi energetici e contribuire sensibilmente al benessere dei residenti, assicurando così nel tempo benefici notevoli sia in termini di risparmio energetico sia di qualità di vita».

Un aspetto che rientra pienamente nel tema della sostenibilità è quella del bilancio energetico di un edificio, in cui entrano in gioco vari elementi tra i quali persino il cibo. «Occorre lavorare su tutta la filiera legata all’apporto e scarto di energia in modo da ottimizzare tutte le risorse per un loro riuso completo, non solo la fonte energetica, ma anche gli stessi alimenti. Nel protocollo di certificazione Well sono persino considerati tra i sette fattori fondamentali integranti all’interno degli ambienti lavorativi, spiegano gli architetti.

RIPENSARE L’EDIFICIO IN CHIAVE CIRCULAR ECONOMY – Un concetto forte nella loro cifra stilistica e pratica è l’economia circolare: «il riuso e la selezione di materiali riciclabili è un tema stimolante, letto in una concezione più generale di riuso dello stesso edificio su cui si interviene per la sua rigenerazione. In Italia il 50% degli edifici si presta a interventi di riqualificazione energetica e strutturale. Mettere in atto un circolo virtuoso è fondamentale per ridare vita al patrimonio esistente nel segno della circular economy e dell’eco sostenibilità».

L’IMPORTANZA DEL VERDE IN ARCHITETTURA – Altrettanto importante è l’inserimento del verde in architettura: «il nostro studio è l’autore del primo muro verde realizzato in Italia, a Milano (per la sede della Provincia), utilizzando materiali di uso comune e low cost come una rete per pollai e un tessuto non tessuto. Un’opera efficace che abbiamo replicato con tecnologie più avanzate per Boston Consulting Group, Discovery Channel e Poste Vita. Abbiamo constatato che il verde oltre a provvedere a una migliore qualità dell’aria, ha un effetto psicologico molto positivo, contribuendo all’integrazione tra interno ed esterno di un edificio; ci sono possibilità molto originali di un suo impiego laddove lo spazio sia molto compresso, limitato. Tra l’altro, abbiamo sperimentato con successo anche la tecnica di inserimento delle piante a testa in giù, meglio ancora se appese in alto, creando un effetto visivo ancora più forte di presenza del verde. Ad esempio, nelle sedi italiane di Amazon, Google, Renault, Tupperware e UbiBanca. Impieghiamo inoltre verde idroponico, anche in ambienti dove non c’è luce naturale, utilizzando luci LED».

architettura green, riuso, alberamontiassociati

I vasi a testa in giù dello studio Albera Monti & Associati sono un esempio di architettura green, foto: Albera Monti & Associati

 

RISTRUTTURAZIONE, TRA NUOVE TECNOLOGIE E FENG SHUI – La ristrutturazione è una modalità di intervento sempre più interessante e da praticare, concordano gli architetti. «Occorre innanzitutto partire da un’analisi accurata delle condizioni preesistenti dell’edificio per poi implementare tutte le potenzialità utili per un miglioramento delle condizioni e delle prestazioni. Qui entrano in gioco le possibilità offerte dalle nuove tecnologie, ma anche i nuovi stili di vita per assicurare una flessibilità d’uso adeguata». Di certo, segnalano l’importanza di considerare tutti gli aspetti attinenti all’analisi energetica, dei consumi, di un ampio apporto dell’illuminazione naturale, imprescindibile. «In questo senso l’architetto ha una grande responsabilità: deve sì fare il bene del proprio committente, facendo in modo di portarlo a ragionare anche in prospettiva di lungo termine, intendendo l’edificio come un’eredità da lasciare alle generazioni che verranno».

In tutto questo discipline millenarie come il feng shui e nuove tecnologie possono convivere per creare un ambiente più confortevole? «Le tecniche millenarie possono avere un risvolto psicologico importante e possono essere abilitatori del cambiamento. Il rispetto di saperi antichi coniugato alle moderne tecnologie possono incentivare la percezione di comfort e migliorare la consapevolezza di un beneficio nell’adottare opportuni accorgimenti» concludono.

© Riproduzione riservata
Continua a leggere questo articolo:
Link Sponsorizzati
COMMENTA NELLA COMMUNITY

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 6989 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 29020 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 31026 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 12625 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 21997 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 85 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 31024 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 11665 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 31027 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 31023 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 28037 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 20290 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 579 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 31028 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 31025
CORRELATI IN WISE
 
DALLA COMMUNITY