Wise Society : Un progetto per salvare le coltivazioni dall’acqua del mare
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Un progetto per salvare le coltivazioni dall’acqua del mare

Un ponte-diga per risolvere l'intrusione salina del fiume Casamance, due pozzi con acqua debatterizzata e un grande Centro Polivalente costruito in terra cruda. L'associazione presieduta dall'architetto Raoul Vecchio porta in Africa le tecnologie verdi e sostenibili

Maria Enza Giannetto
21 febbraio 2020

Edilizia sostenibile nei paesi in via di sviluppo. Un binomio possibile, a patto di utilizzare le tecnologie più avanzate. Lo sa bene Raoul Vecchio, architetto-ingegnere catanese di 34 anni che ha deciso di mettere le proprie competenze professionali al servizio dell’architettura sociale e di vari progetti umanitari con la sua associazione Balouo Salo – Un ponte per la vita, nata per la realizzazione di un grande “ponte-diga” anti sale che possa risolvere il fenomeno idrologico di intrusione salina del fiume Casamance in Senegal.

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Foto archivio Balouo Salo

Le maree che inondano i terreni coltivati

«Qualche anno fa – spiega l’architetto – ho incontrato a Catania il musicista senegalese Jali Diabate che mi ha parlato dei problemi della sua zona natia. Nella regione di Sedhiou, infatti, i cambiamenti climatici hanno causato la nascita di un raro fenomeno ambientale: le maree dell’Oceano Atlantico inondano terreni coltivabili e contaminano l’acqua dei pozzi. Nelle aree prettamente rurali, dove l’agricoltura è l’unica fonte di sostentamento, le comunità soffrono malnutrizione, malattia e povertà. In una delle vallate più grandi del fiume Casamance, la vallata di Tanaf, le maree hanno distrutto 10.000 ettari di risaie e causato gravissimi disagi».

Quel ponte-diga che frena la corsa dell’acqua del mare

Nasce così l’interesse per quei territori e l’intuizione, trasferita subito su carta, di poter costruire un ponte-diga per risolvere i tanti problemi di queste zone. Cominciano i viaggi in Senegal, i sopralluoghi, gli accordi, i permessi propedeutici alla realizzazione del progetto modello che dopo 5 anni  è stato ora preso in carico dal governo senegalese che ne seguirà la realizzazione sotto l’egida del ministero dell’Agricoltura.

Intanto, però, i progetti di Balouo Salou non si sono fermati e hanno già messo a segno la realizzazione di un primo pozzo nel villaggio di Sambacounda Santo (un secondo è in costruzione nel villaggio di Sanoufily).

Tecnologia italiana per costruire nuovi pozzi

«In questa regione del Senegal – spiega Vecchio –  i pozzi sono tradizionalmente scavati e non arrivano alla falda sotterranea bensì a depositi che si svuotano velocemente, causando gravi problematiche di approvvigionamento. Inoltre, il fenomeno di intrusione salina ha causato l’acidificazione e contaminazione del sottosuolo e della falda, con acque salate e contaminate e un rischio altissimo di infezioni come giarda e colera. Noi abbiamo realizzato un pozzo moderno che arriva alla profondità della falda per permettere a Sambacounda e ai villaggi limitrofi di attingere alla risorsa idrica in qualsiasi momento. Il pozzo, grazie alla collaborazione con l’azienda italiana Sorgiva, inoltre, è stato dotato di una pompa a immersione alimentata da energia solare e un sistema di desalinizzazione e decontaminazione a osmosi e debatterizzazione UV dell’acqua, che consegna così un’acqua di altissima qualità priva di batteri e virus”.

Il pozzo Balou Salo fornisce acqua depurata

Il pozzo Balouo Salo è un punto di riferimento per l’approvvigionamento idrico e per la metodologia di realizzazione. Grazie alla sua profondità di 16metri (contro i 5-7metri dei pozzi tradizionali) si raggiunge la falda sotterranea su cui scorrono maggiori quantità di acqua, peraltro di migliore qualità perché l’acqua della falda non è stagnante. La presenza della falda consente di avere acqua anche nella stagione secca. Inoltre, l’acqua viene estratta attraverso una pompa di sollevamento a immersione a 24V alimentata da due pannelli solari da 80W ciascuno. Il sistema invia a cicli l’acqua in un sistema filtraggio composto da un filtro a sabbia, che permette l’eliminazione dei sedimenti, un filtro a osmosi, che elimina ogni batterio e virus e desalinizza l’acqua e un sistema che sterilizza tramite una lampada a Uv. L’acqua depurata viene quindi scaricata in due serbatoi che conserveranno l’acqua al coperto e all’ombra per mantenerne la qualità.
Il pozzo Balouo Salo – realizzato con la collaborazione della direzione regionale del ministero di Idraulica di Sedhiou, e Sorgiva, è stato finanziato  da donazioni private, dal 5 per mille, dal Concorso Kaira Looro e dall’Unione comunità ebraiche in Italia.

«Si tratta di locali destinati alla tutela delle culture senegalesi costituiranno un grande polo attrattivo culturale e turistico per tutta la Regione del Casamance. Il centro, che si sviluppa attorno a una grande corte all’aperto,  avrà una sala incontri, una per la formazione e un museo. In totale 500 metri quadri al coperto», spiega l’architetto che non nasconde l’entusiasmo per aver portato in Senegal un modello di costruzione totalmente green, a impatto e a costo zero che si basa sull’utilizzo della terra cruda.

Stop al cemento e spazio a costruzioni tradizionali in terra cruda

«È un paradosso – spiega – che qui in Senegal si utilizzi il cemento, con un grande spreco economico e, soprattutto, con tanti difetti costruttivi. La nostra idea, invece, è stata quella di riprendere e ottimizzare alcune costruzioni tradizionali che facevano

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Centro polivalente costruito in terra cruda, Foto archivio Balouo Salou

uso di terra cruda, utilizzando sacchi riempiti di sabbia e argilla che vengono preparati dentro una cassaforma. Muri altamente massivi e isolanti garantiscono grande comfort ambientale e climatico. Poi tutti i materiali naturali possono essere reperiti in un raggio di cinque chilometri con un impatto ambientale pari a zero. Inoltre, il progetto è creato in autocostruzione e la formazione degli operai in cantiere serve anche a formare competenze in questa tecnica che può essere replicata ovunque in Senegal».

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