La sua presenza sta aumentando velocemente, con impatti significativi sia sull'ecosistema marino che sulla sicurezza umana. Conoscerlo e saper riconoscere i sintomi della sua puntura e sapere come trattarla può fare la differenza tra una giornata spiacevole e un'emergenza medica
Il Mar Mediterraneo è sempre più minacciato dalla presenza del Vermocane, un verme marino urticante che sta rapidamente espandendo il suo raggio d’azione. Originario delle acque tropicali e delle acque più calde del sud Italia, il Vermocane è stato individuato ormai da molti anni in molte altre aree del Mediterraneo dove, a causa dell’aumento delle temperature delle acque, riesce a proliferare con facilità. La sua capacità di adattarsi ai cambiamenti climatici e l’assenza di predatori naturali ne stanno facilitando l’espansione, trasformandolo in una seria minaccia per gli ecosistemi locali e mettendo in pericolo la biodiversità marina: è infatti un predatore vorace che si nutre di piccoli organismi marini, polipi di corallo e carcasse di pesci. Approfondiamo il discorso scoprendo nel dettaglio cos’è il vermocane, dove si trova, se è pericoloso e qual è il suo impatto nei nostri mari.

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Cos’è il vermocane
Il “vermocane“, conosciuto scientificamente come Hermodice carunculata, è un verme marino appartenente alla famiglia Amphinomidae. Spesso ci riferisce ad esso col nome di “verme di fuoco” a causa delle sue caratteristiche urticanti, anche per l’uomo. per le sue proprietà urticanti.
Più nello specifico si tratta di un polichete, cioè un verme segmentato. Quanto alle sue dimensioni, può addirittura raggiungere i 30 centimetri di lunghezza. Il suo aspetto si caratterizza invece per un colore spesso verde-rossastro con sfumature cangianti, il che lo rende facilmente visibile tra le rocce o sui fondali sabbiosi. E’ inoltre riconoscibile per la presenza di particolari setole bianche e uncinate urticanti che, se entrano in contatto con la cute, sono capaci di provocare gravi irritazioni cutanee.
Anche il suo nome non è particolarmente invitante, e la sua etimologia si perde nell’antichità. Sembra infatti che gli antichi Greci lo descrivessero come un animale metà verme e metà cane: un verme che striscia come un cane senza zampe, o un verme infernale che abbaia: proprio da qui deriva il termine “verme cane”, poi diventato vermocane.

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Dove si trova il vermocane
Ma dove è possibile trovare il vermocane? Predilige le acque più calde ed è originario della zona tropicale dell’Oceano Atlantico, ma tipico anche delle coste del sud Italia. In realtà negli ultimi anni, complice il progressivo aumento della temperatura dell’acqua del nostro mare, si è diffuso capillarmente nella maggior parte del Mediterraneo, dalle coste adriatiche al mar Tirreno, dove ormai trova le condizioni ideali per vivere e riprodursi.
Contrariamente a quanto si pensa, quindi, non si tratta affatto di una specie aliena invasiva. E’ infatti autoctono di una parte del bacino del Mediterraneo, ma oggi a preoccupare è la sua rapida espansione in zone diverse da quelle di cui è originario, dove rappresenta un serio rischio per la sopravvivenza di altre specie marine.
Quanto al suo habitat, il vermocane predilige barriere coralline e fondali rocciosi ricchi di sedimenti, così come pure fondali di sabbia o le praterie di Posidonia oceanica. Si può inoltre trovare sia in acqua poco profonde che fino a 40 metri di profondità.
Impatto del vermocane sull’ambiente
La diffusione del vermocane in aree di non sua originaria pertinenza può provocare un grave danno agli ecosistemi marittimi del Mediterraneo. Siamo infatti di fronte a un predatore decisamente vorace che, tra l’altro, si riproduce molto velocemente.
La sua fame insaziabile è l’aspetto più preoccupante della sua proliferazione. Pur mangiando praticamente di tutto (anche i pesci già catturati nelle reti), predilige senza dubbio il corallo. Cibandosene in modo vorace, sta distruggendo velocemente le formazioni coralligene del nostro mare.
La sua presenza, danneggiando seriamente le barriere coralline, compromette l’ecosistema locale e la biodiversità della porzione di mare in cui prolifera.
Il vermocane è pericoloso per l’uomo?
Quali sono invece i pericoli del vermocane in relazione all’uomo? Di per sé non si tratta di una minaccia diretta per gli esseri umani, ma un incontro ravvicinato con un esemplare può decisamente portare con sé fastidi e… bruciori!
Come anticipato, infatti, il corpo del vermocane è disseminato da setole bianche urticanti che, se entrano in contatto con la cute umana, possono causare forte prurito, bruciore e infiammazione proprio a causa della sostanza tossica rilasciata dalle setole penetrate nella pelle.
Cosa fare in caso di puntura del vermocane? Ebbene, in caso di contatto, è importante rimuovere immediatamente le setole utilizzando nastro adesivo o pinzette, evitando di strofinare la zona colpita, in modo da scongiurare il diffondersi ulteriore delle tossine.
Una volta rimosse le setole, è importante sciacquare l’area con acqua di mare, evitando l’acqua dolce, che può intensificare il dolore e, se possibile, può essere di sollievo immergere la parte colpita in acqua calda (non bollente) per almeno 30-90 minuti, in quanto il calore dovrebbe aiutare a disattivare le tossine.
Sarebbe buona norma avere sempre con sé antidolorifici da banco per alleviare il dolore e antistaminici per ridurre il prurito e il gonfiore, fermo restando che, in caso di reazioni gravi o allergiche, è fondamentale rivolgersi immediatamente a un medico.
Paola Greco
