Wise Society : Un futuro senza spazzatura
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Un futuro senza spazzatura

Un guru danese nel libro «Dalla culla alla culla» propone una strategia rivoluzionaria. Cambiare la produzione perché i materiali non diventino rifiuti ma prodotti da reinserire nei cicli produttivi. Senza creare più elementi inquinanti

di Anna Maria Catano
26 gennaio 2010

 Image Source/Corbis

Una visione radicale quella del danese Michael Braungart, direttore del settore chimico di Greenpeace, che insieme a l’architetto e professore universitario americano William McDonough, ha scritto un libro dal titolo Dalla culla alla culla per affermare l’importanza di crealizzare prodotti che non siano più rifiuti inquinanti da smaltire, ma materie completamente riciclabili da reinserire nei cicli produttivi. In estrema sintesi risolve il problema dei rifiuti non creando rifiuti.

 

Libro Michael Braungart, Ed. Filoderba«Adottare comportamenti che riducano la spazzatura o le emissioni di gas – ha detto Braungart – significa accettare soltanto di fare meno male al pianeta. Avanti di questo passo andremo dalla culla alla tomba. La filosofia  “dalla culla alla culla” prevede invece che gli oggetti di cui ci circondiamo non muoiano come rifiuto, ma vengano reinseriti nel ciclo biologico, trasformandosi in “nutrienti” per altri oggetti. Solo così il mondo potrà passare da una filosofia  c”radle to grave” (dalla culla alla bara) ad una “cradle to cradle” (dalla culla alla culla)».

 

«Per questo – ha spiegato il guru danese – è fondamentale fissare degli obiettivi e generare una nuova attività di produzione, differenziandola da quella attuale in modo visibile. Passando cioè da un metabolismo tecnico ad un metabolismo biologico della materia. Questo è un moto della persona, non possiamo aspettare che queste cose avvengano per legge, quindi dobbiamo generare una nuova cultura».

 

Secondo Braungart, questa filosofia non ha solo un fondamento etico, ma anche economico. «Le imprese che nel mondo ragionano in questo modo stanno moltiplicando gli affari. Se, ad esempio, si continuerà a pianificare la costruzione di termovalorizzatori, si programmerà la produzione di altri rifiuti affinché possano lavorare. Allo stesso modo, se ricicliamo materia costruita con agenti inquinanti, moltiplichiamo l’inquinamento. Io propongo una visione diversa: l’uomo non deve attenuare comportamenti negativi inquinando di meno, ma deve agire tendendo a non inquinare per nulla».

 

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