Wise Society : Donald Trump smantella un altro caposaldo della regolamentazione sul clima

Donald Trump smantella un altro caposaldo della regolamentazione sul clima

di Valentina Neri
24 Febbraio 2026

Con la revoca dell’Endangerment Finding voluta da Donald Trump, l’Agenzia per l’ambiente statunitense (Epa) perde la facoltà di limitare i gas serra che incidono sul clima

Il nome, Endangerment Finding, suona tutt’altro che intuitivo. Al di fuori dei tecnicismi, è il documento che dà all’Environmental Protection Agency (Epa) il diritto di regolamentare le emissioni di gas serra negli Stati Uniti. Il 12 febbraio 2026, la stessa Epa l’ha revocato. Così facendo, l’amministrazione di Donald Trump compromette in modo forse irrimediabile la possibilità di tutelare il clima. Con conseguenze che vanno ben oltre i confini federali, visto che gli Stati Uniti sono al primo posto al mondo sia per emissioni storiche cumulative, sia per emissioni pro capite.

Donald Trump

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Cos’è l’Endangerment Finding dell’Epa

Per capire la portata di questa notizia è necessario fare un passo indietro. Storicamente, gli Stati Uniti hanno sempre incontrato forti difficoltà nell’approvare una legislazione sul clima. L’amministrazione federale, dunque, ha fatto leva soprattutto su regolamenti specifici come il Clean Air Act del 1970. Nel 2007, in una causa nota come Massachussets vs Epa, la Corte suprema ha stabilito che i gas serra rientrano nella definizione di inquinanti proprio ai sensi del Clean Air Act e ha dato mandato all’Agenzia per la protezione ambientale (l’Epa, appunto) di determinare se fossero una minaccia per la salute umana.

Il risultato di questo percorso è proprio l’Endangerment Finding adottato nel 2009, durante l’amministrazione di Barack Obama. Sulla base di solide e approfondite analisi scientifiche, il documento mette nero su bianco che la concentrazione in atmosfera di sei gas serra – anidride carbonica (CO2), metano (CH4), protossido di azoto (N2O), idrofluorocarburi (HFC), perfluorocarburi (PFC) ed esafluoruro di zolfo (SF6) – “minaccia la salute pubblica e il benessere delle generazioni presenti e future.” Una seconda parte della valutazione aggiunge che i nuovi veicoli contribuiscono a questo inquinamento.

L’Endangerment Finding, dunque, non è una legge sul clima e non impone direttamente obblighi alle industrie o alle pubbliche amministrazioni: è la base giuridica che obbliga l’Epa a occuparsi del clima come una questione di salute pubblica, e dunque a regolamentare le emissioni dei veicoli, dell’industria e delle centrali elettriche.

Inquinamento

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Cosa succede ora alla regolamentazione sul clima negli Stati Uniti

Dopo 16 anni, l’Epa ora ha emanato una norma che afferma che le basi scientifiche e l’interpretazione giuridica alla base dell’Endangerment Finding erano errate e vanno revocate. La decisione dunque porta la firma dell’agenzia, ma quest’ultima – così come le altre agenzie federali – fa parte del potere esecutivo: il vertice è nominato dal presidente e ne attua le priorità attraverso regolamenti. La revisione dell’endangerment finding rientra quindi in una scelta di politica climatica che la Casa Bianca ha definito e l’Epa ha tradotto operativamente.

Come precisa il World Resources Institute, ciò non significa che la regolamentazione sull’inquinamento atmosferico scompaia nella sua interezza. Viene meno, però, il fondamento giuridico per regolamentare i gas serra emessi dalla combustione di carbone, petrolio e gas. L’Agenzia presenta questa decisione come “la più grande operazione di deregolamentazione nella storia degli Stati Uniti, che farà risparmiare agli americani oltre 1.300 miliardi di dollari”. Resta la possibilità che i singoli Stati si muovano per adottare regolamentazioni valide nel loro territorio.

Le organizzazioni ambientaliste fanno causa a Donald Trump

Nella sua analisi della decisione dell’Epa, Carbon Brief si pone immediatamente una domanda: verrà impugnata in tribunale? Gli esperti interpellati dalla testata concordano sul fatto che contenga “significative vulnerabilità giuridiche e analitiche”: ma potrebbero volerci mesi, se non anni, per arrivare a un verdetto giudiziario definitivo. Si è immediatamente attivata una coalizione di organizzazioni ambientaliste – di cui fanno parte, tra le altre, Center for Biological Diversity, Sierra Club, Union of Concerned Scientists – attraverso una causa contro l’amministrazione Trump depositata il 18 febbraio presso la Corte federale del distretto di Columbia (D.C. Circuit).

“Stiamo facendo causa per impedire a Trump di bruciare il futuro dei nostri figli a favore di un gigantesco regalo alle compagnie petrolifere”, ha dichiarato David Pettit, avvocato del Climate Law Institute del Center for Biological Diversity. “Nessuno, a parte la grande industria del petrolio, trae beneficio dal fatto che Trump calpesti la scienza del clima e permetta ad auto e camion di consumare di più e inquinare di più. I consumatori pagheranno di più per fare il pieno e i nostri cieli e oceani si riempiranno di ulteriore inquinamento. I passi indietro dell’Epa si basano su fandonie politiche, non sulla scienza o sul diritto, e i tribunali dovrebbero riconoscerlo”.

Valentina Neri

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