Wise Society : Le tre erre dell’economia circolare: quali sono e tutti i vantaggi

Le tre erre dell’economia circolare: quali sono e tutti i vantaggi

di Maria Enza Giannetto
12 Settembre 2025

Ci è il ricondizionamento dei prodotti elettronici, l'utilizzo degli scarti alimentari, il riciclo di componenti delle auto e persino le costruzioni modulari nell'edilizia. Sono già tanti, nella realtà, gli esempi di applicazione delle "3 erre" dell'economia circolare per un approccio sostenibile alla gestione dei rifiuti e al consumo delle risorse

È di certo uno dei modi in cui tutti, dal singolo individuo alle grandi multinazionali, possono fare la loro parte per ridurre l’impatto ambientale delle proprie attività, gestendo le risorse in modo più efficiente. Le “tre R” dell’economia circolare – ovvero ridurre, riutilizzare, riciclare – sono il paradigma di una strategia produttiva e di consumo che si oppone al tradizionale modello lineare che si muove lungo la traiettoria produzione, consumo e smaltimento.

tre erre economia circolare

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Quali sono le tre erre dell’economia circolare

Le “3 erre” dell’economia circolare (ridurre, riutilizzare, riciclare) rappresentano i pilastri di un approccio sostenibile alla gestione dei rifiuti (che in Italia continua a crescere) e al consumo delle risorse in generale. Per capire meglio in cosa consiste la regola delle 3R è bene analizzare ogni singola attività.

Ridurre (Reduce)

Questa è la prima e probabilmente la importante delle tre R perché è bene ricordare che il miglior rifiuto è quello che non si produce. La regola del “ridurre” punta quindi sulla prevenzione della produzione di rifiuti e del consumo eccessivo fin dall’inizio.

Significa, quindi, acquistare meno, scegliere prodotti con meno imballaggi, optare per beni durevoli invece di quelli usa e getta e, in generale, ripensare le proprie abitudini di consumo per minimizzare lo spreco di risorse. Di fatto, ridurre l’acquisto e il consumo di prodotti significa anche ridurre la quantità di materie prime estratte, l’energia utilizzata per la produzione e il trasporto, e le emissioni associate.

Riutilizzare (Reuse)

Il riutilizzo di un oggetto consiste nel dare una seconda vita ai prodotti o ai loro componenti prima che diventino rifiuti. Il riutilizzo può avvenire in molti modi dalla riparazione degli oggetti rotti, alla donazione di vestiti o mobili che non vengono più utilizzati. E poi, ancora, scegliere contenitori riutilizzabili, o acquistare prodotti di seconda mano.

Riutilizzare significa allungare il ciclo di vita di un prodotto, prolungarne la vita utile, riducendo la necessità di produrne di nuovi e, di conseguenza, risparmiando risorse ed energia.

Riciclare (Recycle)

Il riciclo è il processo di trasformazione dei materiali di scarto in nuovi prodotti, prevenendo così lo smaltimento in discarica e riducendo la necessità di materie prime vergini. Ci sono materiali come carta, plastica, vetro, metallo e organico che possono essere raccolti, lavorati e reintrodotti nel ciclo produttivo.

Sebbene sia un’attività cruciale per la gestione dei rifiuti, il riciclo è considerato l’ultima delle tre R in ordine di priorità, poiché richiede, comunque, energia e risorse per la trasformazione, a differenza di “ridurre” e “riutilizzare” che mirano a evitare il rifiuto alla fonte.

economia circolare

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I vantaggi delle modello delle 3 erre

Le tre R rappresentano una gerarchia di azioni da seguire passo passo. E in questa gerarchia la priorità resta ridurre il consumo, seguita dal riutilizzo degli oggetti, e infine dal riciclo dei materiali quando le prime due opzioni non sono più possibili. I vantaggi del modello delle tre R e dell’applicazione di questi principi sono evidenti.

La riduzione, come anticipato, è la strategia più importante, in quanto mira a prevenire la produzione di rifiuti e questo offre il vantaggio di un minore consumo di risorse naturali (e quindi minore pressione su foreste, miniere e riserve idriche). Inoltre, ridurre il consumo significa, oltre che ridurre la pressione sulle discariche e sugli inceneritori, risparmiare energia, inquinare meno, e quindi risparmiare a livello economico.

Tanti anche i vantaggi della seconda R, ovvero del riutilizzo. Dare una seconda vita agli oggetti massimizza il loro valore e riduce la necessità di produrre nuovi articoli. Questo porta al risparmio di materie prime ed energia: nonché di rifiuti. Inoltre il riutilizzo può anche avere una valenza economica in quando ci sono opportunità di lavoro (es. negozi dell’usato, servizi di riparazione) oltre a mettere in movimento la creatività e innovazione nel trovare nuovi scopi per gli oggetti o nel ripararli.

Il riciclo, la trasformazione dei rifiuti in nuove materie prime, offre il grande vantaggio di preservare le risorse naturali perché  consente di recuperare materiali preziosi, riducendo la dipendenza dall’estrazione di nuove risorse (es. riciclare la carta salva alberi, riciclare l’alluminio riduce l’estrazione di bauxite). Questo significa anche risparmio energetico e riduzione dell’inquinamento e sicuramente minore quantità di rifiuti in discarica. I materiali riciclati vengono reintrodotti nel ciclo produttivo, alleggerendo il carico sulle discariche e riducendo l’impatto ambientale dello smaltimento.

riciclare

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Gli esempi reali delle tre erre dell’economia circolare

L’economia circolare è una realtà in crescita e oggi sono tanti gli esempi concreti in diversi settori che vanno dall’industria della moda a quello alimentare, passando per il settore elettronico e l’edilizia.

Moda e tessile

Nell’ambito dell’industria tessile, che rimane una delle più inquinanti al mondo e che con la fast fashion continua a nuocere in modo massiccio sull’ambiente, ci sono vari esempi di strategia delle tre erre e di moda circolare: si va dal riciclo dei tessuti al second hand – con piattaforme come Vestiaire Collective – ai servizi di noleggio (es. per abiti da cerimonia) che riducono la necessità di acquisti usa e getta. Non mancano neanche le aziende lavorano con materiali riciclati e innovativi, come Econyl che trasforma le reti da pesca abbandonate in un filato rigenerato per produrre costumi da bagno oppure Orange Fiber, che crea tessuti a partire dagli scarti di lavorazione delle arance. E ci sono anche marchi, come Patagonia, che offrono servizi di riparazione per i loro capi, prolungandone la vita utile e promuovendo la cultura della durabilità.

Settore Alimentare e Agricolo

Nel settore alimentare, il modello delle tre R e dell’economia circolare si concentra sulla riduzione dello spreco alimentare e sulla valorizzazione dei sottoprodotti.

Ad esempio, i rifiuti organici (avanzi di cibo, scarti agricoli) possono essere trasformati in compost per fertilizzare i terreni o in biogas per produrre energia. Per quanto riguarda la valorizzazione dei sottoprodotti, esempi virtuosi includono la produzione di farina o altri ingredienti da scarti vegetali, o l’utilizzo di bucce di frutta per creare cosmetici o tessuti.

Un esempio italiano è Caviro, che valorizza il 99% degli scarti della produzione vinicola. Da segnalare anche l’upcycling alimentare con la creazione di nuovi prodotti alimentari da ingredienti che altrimenti andrebbero sprecati (es. birra prodotta con pane raffermo Panbirretta).

Settore Edilizia e Costruzioni

Nel settore dell’edilizia e delle costruzione, le tre erre passano dall’utilizzo di cemento, acciaio, vetro e altri materiali da costruzione riciclati per nuove edificazioni o ristrutturazioni.

Molte aziende mettono anche in campo la demolizione selettiva, e invece di demolire un edificio in modo indiscriminato, procedono con la separazione dei materiali per permetterne successivamente il riutilizzo o il riciclo. Infine, c’è anche la nuova tendenza a progettare edifici in modo che i loro componenti possano essere facilmente smontati e riutilizzati alla fine della vita utile dell’edificio stesso: edifici modulari e “progettati per lo smontaggio”.

Settore Elettronico (ICT)

Con l’aumento dei rifiuti elettronici (e-waste), la circolarità è cruciale e passa dalla riparazione e il ricondizionamento con servizi di riparazione per smartphone, tablet, computer e altri dispositivi elettronici per prolungarne la vita, a modelli product-as-a-Service in cui il consumatore non acquista il prodotto, ma ne paga l’utilizzo ed è l’azienda produttrice, che ne mantiene la proprietà, a occuparsi della manutenzione e del riciclo a fine vita. E c’è anche il recupero di materiali preziosi con l’estrazione di metalli rari e altri materiali preziosi da schede elettroniche e batterie usate.

Packaging e Imballaggi

Una delle aree più visibili dell’economia circolare è quella degli imballaggi che possono essere riutilizzabili con contenitori per bevande o alimenti che possono essere restituiti e riempiti più volte oppure riciclati e riciclabili attraverso l’utilizzo di plastica riciclata (rPET), carta riciclata o altri materiali facilmente riciclabili.

Inoltre, esiste la possibilità di imballaggi compostabili/biodegradabili che si degradano in natura o in impianti di compostaggio industriale. Un esempio italiano in questo settore è la “Cartacrusca” di Favini e Barilla, che usa la crusca (sottoprodotto della macinazione del grano) per produrre carta.

Settore Automobilistico

La regola delle 3 erre può essere anche applicata al settore automobilistico. Per ridurre l’impatto della produzione e dello smaltimento dei veicoli, si ricorre al ricondizionamento di componenti con aziende come Renault che rigenerano componenti meccanici (motori, cambi) per dare loro una seconda vita, riducendo la necessità di produrne di nuovi.

Inoltre nel settore si registra un utilizzo crescente di plastica riciclata, pneumatici riciclati e altri materiali rigenerati nella produzione di nuove auto. E infine rienatrano in questo contesto i programmi di “take-back” con le aziende che si riprendono i veicoli a fine vita per smantellarli e riciclarne i materiali.

Maria Enza Giannetto

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