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Traghetti elettrici, il trasporto navale green si diffonde in Europa

La necessità di tagliare consumi ed emissioni ha spinto alcuni Paesi a puntare sui traghetti elettrici. Una decisione che premia, ecco perché

Andrea Ballocchi
20 dicembre 2018

Finché la barca va, lasciala andare, cantava Orietta Berti. Bei tempi, forse, ma oggi le imbarcazioni devono cominciare a fare i conti con l’impatto ambientale provocato dalla richiesta sempre più energivora e impattante. Secondo uno studio ICCT il consumo totale di carburante per le imbarcazioni è aumentato da 291 milioni a 298 milioni tonnellate (+ 2,4%) dal 2013 al 2015; inoltre il trasporto navale attualmente genera il 2% delle emissioni globali di CO2 e, se non si dovesse porre rimedio, segnala Phys citando dati World Bank potrebbe arrivare a rappresentare il 15% delle emissioni. Da qui la necessità di ridurre sensibilmente consumi ed emissioni: durante l’ultimo vertice internazionale dell’IMO, l’organizzazione marittima internazionale, è arrivato l’ok degli oltre 170 Paesi aderenti alla convenzione ONU a un accordo per ridurre le emissioni di CO2 del 50% entro il 2050, rispetto ai livelli del 2008, puntando a diventare zero emission quanto prima.

traghetti elettrici, mobilita, emissionico2-ellen

Si chiama Ellen ed è dotato del parco batterie più grande mai installato su una nave (4 MW). Il primo dei battelli elettrici del progetto europeo e-ferry project  circolerà nel Mar Baltico, in acque danesi, Foto: www.e-ferryproject.eu

 

Come riuscire nell’impresa? Puntando su un sistema di propulsione 100% elettrico. È una via lunga, ma praticabile e i traghetti hanno cominciato a imboccarla.

E-FERRY E ALTRI TRAGHETTI ELETTRICI – Cominciamo con una bella notizia che riguarda l’Italia, più precisamente Napoli, il cui porto diventerà il primo del Mezzogiorno a realizzare un’infrastruttura per l’alimentazione elettrica delle navi. Questo si deve a un accordo tra Autorità di Sistema del Mar Tirreno Centrale, Enel e Compagnia Regionale Marittima (Caremar), grazie al quale traghetti e altre imbarcazioni della Caremar che approderanno nello scalo partenopeo potranno usare energia elettrica e spegnere i generatori di bordo, minimizzando l’inquinamento acustico e ambientale. Ma l’Italia deve fare decisamente di più sul tema perché ne vale la pena. Non è solo un discorso di ecosostenibilità, ma anche di business: la società di analisi inglese IDTechEx, nel report “Electric Boats and Ships 2017-2027” prevede in decisa crescita il mercato delle imbarcazioni elettriche. Già oggi ci sono più di 100 produttori di barche e navi elettriche, ma è il valore di mercato di navi e imbarcazioni ibride e pure elettriche a farsi notare: secondo le stime crescerà rapidamente fino a superare i 20 miliardi di dollari in tutto il mondo da qui al 2027.

SCANDINAVIA, L’EMOBILITY PRENDE PIEDE ANCHE IN ACQUA – Chi punta su mezzi elettrici potrebbe trarre grossi vantaggi. Lo hanno compreso in Scandinavia, dove la mobilità elettrica in generale ha preso piede. In Norvegia, Paese d’eccellenza già per il parco auto “a spina”, il Governo ha deciso di porre al bando, nella circolazione navale nei Fiordi, qualsiasi mezzo che non sia elettrico, dando via libera quindi agli e-ferry.

E si chiama proprio E-Ferry il progetto europeo per realizzare traghetti elettrici per lunghe distanze per il trasporto passeggeri, veicoli e merci. Il primo, battezzato Ellen, circolerà nel Mar Baltico, in acque danesi ed è dotato del parco batterie più grande mai installato su una nave (4 MW). Sarà in grado di coprire distanze di oltre 20 miglia marine, ossia circa 37 km, fra una ricarica e l’altra, ben superiore alle tre miglia marine del norvegese Ampere e di altre imbarcazioni oggi circolanti.

Dalla Danimarca ci si sposta in Finlandia, dove si segnala Elektra, traghetto ibrido della compagnia statale FinFerries, premiato come nave dell’anno 2018. La propulsione principale rimane quella elettrica, ma in condizioni di emergenza o particolarmente difficile è possibile attivare anche l’alimentazione diesel. In tutti gli altri casi, è il cuore elettrico a spingere l’imbarcazione, compresi passeggeri e auto, a coprire la tratta (1,6 km), richiedendo 8 minuti. Grazie alla modalità di ricarica supercharge, in soli cinque minuti le batterie saranno pronte ad affrontare il percorso inverso.

TRAGHETTI ELETTRICI VELOCI, GREEN ED ECONOMICI – La propulsione elettrica può anche sostituire del tutto quella tradizionale, non solo in nuove imbarcazioni ma anche in retrofit. È il caso, in Svezia, di Movitz, progetto promosso dalla compagnia Green city ferries, sponsorizzato all’avvio dall’Autorità per l’energia svedese con 1 milione di euro per la sua realizzazione e poi con fondi di un programma europeo. La società ha ricevuto due riconoscimenti, quale “Engineer of the year” all’Electric and Hybrid Marine Expo e il “Propulsion System of the Year” per BB Green, traghetto più veloce al mondo, in grado di raggiungere 30 nodi ovvero più di 55 km/h.

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In Scandinavia i traghetti elettrici sono già una splendida realtà, Foto: Bosc d’Anjou/Flickr

Di traghetti elettrici si ha notizia un po’ in tutto il mondo, magari con tecnologia derivante dal Nord Europa: citiamo, a esempio, il Canada che ne ha acquistati due da adibire al trasporto sul lago Ontario, che verranno realizzati dal cantiere olandese Damen Shipyards, in collaborazione con il gruppo tedesco Schottel.

La scelta di puntare sull’elettrico per i traghetti non solo è green ma anche economica: in Norvegia con l’e-ferry Ampere, entrato in funzione nel 2015, si sono ridotte le emissioni di CO2 del 95% e si sono tagliati i costi di gestione dell’80% rispetto a imbarcazioni con alimentazione tradizionale.

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