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Spending review: alziamo il Pil abbattendo gli sprechi

L'Italia è sprecona. Solo in famiglia getta nella spazzatura 1.600 euro l'anno di cibo e 600 li spreca in consumi inutili e ambientalmente dannosi. Ma adottando comportamenti responsabili si potrebbe risparmiare fino al 3% del Pil

Francesca Tozzi
19 giugno 2013

Foto di Nick Saltmarsh/flickrPerdiamo punti di Pil perché i consumi sono fermi e la produzione rallenta. È la crisi, e poco si può fare. Abbiamo perso il 10% del Pil agricolo a causa delle forti perturbazioni seguite al lungo periodo di siccità. E anche qui non abbiamo molti margini di intervento a livello individuale. Ma quando andiamo a vedere i dati relativi agli sprechi nel nostro Paese – solo lo spreco alimentare vale nel nostro Paese il 2,3% del Pil, dieci volte la percentuale che lo Stato impiega per lo sviluppo del turismo o per finanziare i beni culturali – viene da chiedersi perché non riusciamo ad adottare quei comportamenti responsabili che potrebbero cambiare le cose.

Riducendo il cibo che viene buttato in pattumiera ed eliminando consumi e comportamenti dannosi dal punto di vista ambientale, si potrebbero risparmiare fino a tre punti di Pil. Eppure ogni famiglia italiana continua a gettare nella spazzatura 1.600 euro l’anno di cibo andato a male o semplicemente non utilizzato. Le cifre emerse dal convegno “SprecoZero. Energia, acqua, cibo, materiali: ecco la spending review ecologica”, presentate nell’ambito della manifestazione ZeroEmission da Fiera di Roma e Last Minute Market con la collaborazione di Legambiente e Consorzio Libera Terra, dovrebbero far riflettere.

 I consumi inutili e ambientalmente dannosi che si potrebbero facilmente eliminare: bottiglie di acqua minerale, sacchetti usa e getta, energia per lampadine inadatte, valgono da soli 600 euro. La partita di questi sprechi casalinghi vale da sola l’1% del Pil. E questi sono solo i risparmi che si potrebbero avviare con la corretta informazione e sensibilizzazione partendo dalle famiglie italiane, mentre i veri e propri risparmi economici potrebbero provenire da una seria waste review del settore imprenditoriale e amministrativo. Il concetto di base è che non si può fare una vera spending review senza una seria waste review. “Ogni spreco, dichiara Andrea Segrè ideatore di Last minute market, si porta dietro altri sprechi e ogni azione di risparmio si porta dietro altri risparmi. Per esempio, lo spreco di cibo e di energia spesso comporta un grande impiego di acqua. Nel 2010 abbiamo buttato via 12,6 miliardi di metri cubi d’acqua, impiegati nella produzione di 14 milioni di tonnellate di prodotti agricoli abbandonati nei campi”. La grande distribuzione organizzata spreca circa 1 miliardo di euro ogni anno in cibo che si butta, una cifra che potrebbe servire a sfamare almeno 600.000 persone.

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