Wise Society : Servizi ecosistemici: cosa sono e perché contano per la società

Servizi ecosistemici: cosa sono e perché contano per la società

di Emanuele Francati
28 Aprile 2026

Dalla definizione agli esempi concreti, fino al ruolo delle infrastrutture verdi e alla situazione in Italia: una guida completa agli ecosystem services

Nel 2024 più del 50% del PIL globale è stato stimato come moderatamente -o fortemente- dipendente dalla natura (fonte: World Economic Forum). Un dato che ribalta la prospettiva: avere ecosistemi sani non è (più) solo una questione ambientale, ma una vera infrastruttura economica e sociale, anche se spesso invisibile. È qui che si comincia a parlare di servizi ecosistemici. Di che si tratta? Dall’impollinazione delle colture alla regolazione del clima, dalla qualità dell’acqua alla protezione da eventi estremi, i cosiddetti ecosystem services supportano ogni giorno attività essenziali senza comparire nei bilanci o nelle decisioni politiche quanto dovrebbero. Eppure, secondo l’IPBES (la Piattaforma intergovernativa sulla biodiversità e i servizi ecosistemici), il degrado degli ecosistemi sta già compromettendo una netta parte di questi benefici, provocando effetti a catena sulla sicurezza alimentare e sulla stabilità economica. Sapere cosa sono i servizi ecosistemici e perché contano ci aiuta a capire -e rendere visibile- ciò che troppo spesso diamo per scontato: il legame tra natura e benessere umano. Un legame indissolubile, nonostante l’urbanizzazione e l’allontanamento dalla vita nel verde. E un legame che oggi, più che mai, ha bisogno di essere riconosciuto e misurato, per poi essere integrato nelle scelte su territori e sviluppo. 

servizi ecosistemici

Foto Freepik

Cosa sono i servizi ecosistemici: definizione

Con ecosystem services -in italiano servizi ecosistemici- si fa riferimento a tutti quei benefici che gli esseri umani ottengono dagli ecosistemi naturali, vale a dire dai sistemi complessi formati da piante, animali, suolo, acqua e aria che esistono e interagiscono tra loro. Il concetto, che non è nuovo ma bensì è stato formalizzato a livello internazionale con il Millennium Ecosystem Assessment nei primi anni 2000, serve a rendere evidente un aspetto fin troppo spesso trascurato: la natura è una rete di funzioni essenziali che sostiene direttamente la vita e le attività umane. Non solo qualcosa da proteggere, o meglio: va protetta anche per questo motivo. È il capitale naturale, la rilevanza della natura nella ricchezza economica. 

I servizi ecosistemici comprendono alcuni processi fondamentali, come la produzione di ossigeno, la regolazione del clima, la purificazione dell’acqua, la fertilità del suolo e l’impollinazione delle colture. Senza tutti questi meccanismi naturali, molti sistemi economici e sociali semplicemente non potrebbero esistere né tantomeno funzionare. La loro particolarità è che operano in modo continuo e invisibile, senza un prezzo di mercato esplicito, anche se il loro valore reale è enorme. Forse, inquantificabile. 

Per renderli più semplici da comprendere, di solito i servizi ecosistemici vengono suddivisi in quattro categorie: 

  • servizi di approvvigionamento (come cibo, acqua e materie prime)
  • servizi di regolazione (come il controllo del clima e delle malattie)
  • servizi culturali (legati a benessere, paesaggio e attività ricreative)
  • servizi di supporto (processi di base come la formazione del suolo e i cicli dei nutrienti).

Parlare di servizi ecosistemici equivale dunque a riconoscere che il benessere dell’uomo dipende anche da equilibri naturali complessi. Il che apre le porte a una serie di possibili integrazioni nelle decisioni economiche e urbanistiche, valorizzando la natura nelle scelte quotidiane. 

servizi ecosistemici del suolo

Foto Freepik

Quali sono i servizi ecosistemici: classificazione e categorie

Siccome sono diversi e diverse sono anche le modalità in cui gli ecosistemi contribuiscono alla vita umana, si è optato per suddividere i servizi ecosistemici in quattro grandi categorie: approvvigionamento, regolazione, culturali, di supporto. In questo modo è più facile comprendere davvero il valore, intendendo ogni categoria come parte di un sistema funzionale interconnesso, e non come compartimenti separati. Analizziamoli uno ad uno. 

Servizi di approvvigionamento

La prima categoria è composta dai servizi di approvvigionamento, quelli più immediati. Difatti, dappeestani tutto ciò che otteniamo direttamente dalla natura, sotto forma di risorse materiali. Rientrano in questa categoria pertanto gli alimenti (vegetali e animali), l’acqua dolce, il legname, le fibre naturali, la biomassa energetica e anche le risorse medicinali.

È evidente che il loro sia un ruolo fondamentale per la sopravvivenza e lo sviluppo economico, ma al tempo stesso è anche quello più esposto a sovrasfruttamento. Agricoltura intensiva, pesca eccessiva e deforestazione sono solo alcuni esempi di come si possano utilizzare male queste risorse, in modo non sostenibile, cosa che può portare a una riduzione progressiva della disponibilità delle risorse stesse.

Tra l’altro, va notato come questi servizi ecosistemici dipendano strettamente dagli altri. Prendiamo la produzione di cibo per esempio: è possibile solo e soltanto se ci sono anche suoli fertili, acqua pulita, e condizioni climatiche abbastanza stabili. Senza queste condizioni basilari, anche i servizi di approvvigionamento sono destinati al collasso.

Servizi di regolazione 

Poi abbiamo i servizi di regolazione  che comprendono tutti quei processi naturali che mantengono l’equilibrio degli ecosistemi e rendono l’ambiente abitabile. Sono sicuramente meno visibili rispetto alle risorse materiali, ma non per questo hanno un impatto minore sulla qualità della vita, anzi.

Tra questi troviamo:

  • la regolazione del clima attraverso l’assorbimento di CO₂ da parte di foreste e oceani
  • la depurazione naturale dell’acqua
  • la protezione da eventi estremi (come alluvioni o frane)
  • il controllo dell’erosione del suolo
  • l’impollinazione
  • la regolazione di malattie e parassiti.

Come dice un detto molto romantico, ci accorgiamo della loro importanza solo quando non li abbiamo più. Nel momento in cui perdiamo le foreste, per esempio, abbiamo una maggiore instabilità climatica e un aumento del rischio idrogeologico, oltre alla “banale” perdita di legname. Allo stesso modo, il declino degli insetti impollinatori ha effetti diretti sulla produzione agricola e quindi sulla sicurezza alimentare. Sono pertanto servizi essenziali nell’ottica di affrontare sfide come il cambiamento climatico, perché agiscono come sistemi naturali di protezione e adattamento.

Servizi culturali 

Meno vitali nel senso stretto del termine, ma comunque importanti” abbiamo i servizi culturali, ovvero i benefici immateriali che otteniamo dagli ecosistemi. Non benissimo tangibili ma comunque in grado di incidere sul nostro benessere: basti pensare al turismo e alla sensazione di rinascita che ci dà viaggiare e scoprire nuovi luoghi, o allo sport all’aria aperta. Al valore estetico di un paesaggio, all’ispirazione artistica e al senso di appartenenza a un territorio: è questo, per molti, ciò che conta di più. 

Sono sistemi estremamente importanti, anche se difficili da quantificare a livello economico. Spesso, per questa ragione, finiscono a essere sottovalutati nelle decisioni politiche e urbanistiche, nonostante in realtà causino un impatto reale sul benessere collettivo.

Servizi di supporto

In ultimo abbiamo i servizi di supporto, che come dice il nome rappresentano la base su cui si fondano tutte le altre categorie. Sono i processi ecologici fondamentali che fanno sì che gli ecosistemi continuino a funzionare nel tempo, rigenerandosi.

Alcuni esempi sono:

  • La formazione del suolo
  • I cicli dei nutrienti 
  • La fotosintesi clorofilliana 
  • Il mantenimento della biodiversità 

Tutti processi lenti, silenziosi, tanto invisibili quando indispensabili: senza, gli ecosistemi perderebbero ogni capacità di produrre risorse, diventando di fatto “inutili”. Ci accorgiamo del ruolo dei servizi di supporto prettamente nel lungo periodo: non si può percepire subito la degradazione del suolo, per esempio, ma a poco a poco vediamo una riduzione nella produttività agricola e una vulnerabilità crescente agli eventi climatici. Di questo, il recente disastro di Valencia ne è esempio lampante.

Ecosystem services e questione ambientale

Alcuni dei servizi ecosistemici che abbiamo visto finora hanno un impatto immediato su aspetti fondamentali della vita umana, come il clima. Foreste, oceani e zone umide agiscono come veri e propri serbatoi di carbonio, regolando la temperatura globale e attenuando gli effetti dei cambiamenti climatici. La loro protezione e gestione sostenibile è un punto cruciale nella prevenzione di eventi estremi e potenzialmente catastrofici. Anche il suolo ne beneficia: i servizi di supporto e regolazione mantengono fertile il terreno tramite cicli dei nutrienti e prevenzione dell’erosione. Un suolo sano è la base per l’agricoltura e la conservazione delle risorse idriche, cose che assicurano anche la resilienza degli ecosistemi.

C’è anche poi la questione della sicurezza alimentare. La produzione di cibo dipende in modo diretto dai servizi di approvvigionamento (colture, allevamento) e di regolazione (impollinazione, disponibilità d’acqua, fertilità del suolo). Degradare gli ecosistemi comporta una minor capacità di produrre alimenti in modo sostenibile, andando a incrementare il rischio di carestia e vulnerabilità economica. Mantenere questi servizi, quindi, serve tanto all’ambiente quanto alla sopravvivenza dell’essere umano, in una sorta di codipendenza tra natura e società.

quali sono i servizi ecosistemici definizione

Foto Wirestock

Servizi ecosistemici: esempi concreti nella vita quotidiana

Sperimentiamo i servizi ecosistemi ogni giorno della nostra vita, anche senza rendercene conto. La loro presenza influisce direttamente -e inevitabilmente- sulla qualità della nostra vita. Il cibo che portiamo in tavola, l’acqua che beviamo, l’aria che respiriamo e persino la stabilità del clima dipendono da funzioni naturali che gli ecosistemi svolgono gratuitamente.

Prendiamo per esempio l’impollinazione: api, farfalle e altri insetti trasferiscono il polline tra le piante, ed è questo piccolo gesto a rendere la produzione di frutta, verdura e semi. Senza questo prezioso servizio, la disponibilità alimentare diminuirebbe drasticamente, e molti alimenti che diamo per scontati diventerebbero rari e costosi. Anche per questo una delle nostre priorità dovrebbe essere quella di proteggere le api: ecco 10 modi per farlo. 

La regolazione del clima è un altro esempio tangibile. Foreste e zone umide assorbono CO₂ e mitigano le ondate di calore, diminuendo le possibilità che si verifichino eventi estremi come alluvioni o siccità. Anche se non le percepiamo direttamente, sono queste le funzioni che proteggono le nostre città, i campi e persino le infrastrutture, proteggendoci da danni economico-sociali davvero difficili da fronteggiare. 

I servizi culturali e ricreativi influiscono invece sul benessere psicologico. Camminare in un parco, fare trekking in montagna o anche solo godere di un paesaggio naturale: sono tutte attività rilassanti, capaci di migliorare la salute mentale. Influiscono anche su creatività e produttività, e non lo diciamo noi: ci sono studi che documentano benefici sullo stress e sulla concentrazione.

infrastrutture verdi e servizi ecosistemici italia

Foto Freepik

Perché sono centrali per il futuro della società

Parliamo della spina dorsale del futuro sostenibile della società, non di un semplice supporto. Il ruolo degli ecosystem services influisce su ogni ambito, e la dipendenza umana dagli ecosistemi è in crescita. Secondo l’IPBES, circa 3,2 miliardi di persone dipendono direttamente dai servizi naturali per la loro sussistenza, e il degrado di foreste, suoli e mette a rischio anche la capacità di adattarsi alle emergenze ambientali. 

Per quanto riguarda l’economia verde, gli investimenti nella tutela e nel ripristino degli ecosistemi sono necessari. Servono a far sì che in futuro non si debbano spendere gli stessi soldi, se non molti di più, per questioni legate a catastrofi naturali (evitabili oggi), perdite agricole o problemi di salute pubblica. Un investimento propriamente detto, dunque. Un esempio è quello per la salvaguardia di zone umide e foreste, che proteggono dalle inondazioni e 

Un altro aspetto cruciale è l’economia verde: investire nella tutela e nel ripristino degli ecosistemi significa ridurre costi futuri legati a catastrofi naturali, perdite agricole o problemi di salute pubblica. Ad esempio, le zone umide e le foreste proteggono dalle inondazioni e dall’erosione, riducendo la necessità di infrastrutture artificiali costose. Gli impollinatori naturali garantiscono produzioni agricole senza aumentare l’uso di pesticidi o interventi meccanici intensivi. I servizi ecosistemici sono anche fondamentali per la resilienza urbana. Le città con spazi verdi, alberature e aree naturali regolano meglio il microclima e filtrano l’inquinamento, oltre che dare ai cittadini spazi di benessere psicofisico in mezzo al verde. 

servizi ecosistemici esempi

Foto Freepik

Infrastrutture verdi e servizi ecosistemici in Italia

Tutto questo si verifica anche nel nostro Paese, in maniera sempre più evidente. Le infrastrutture verdi in Italia sono parte delle politiche territoriali: secondo l’OCSE comprendono parchi urbani, foreste periurbane, corridoi ecologici, aree agricole e sistemi di gestione delle acque. L’obiettivo è quello di rafforzare la connettività ecologica tra aree naturali, per proteggere la biodiversità. Sono spazi che aiutano a regolare la qualità dell’aria e a mitigare il clima. 

La rete Natura 2000 è un esempio di come il concetto si traduca in Italia. Copre all’incirca il 19% della terraferma nazionale, e quasi il 4% delle acque marine. Istituita nell’ambito delle direttive europee Habitat e Uccelli, è una rete a supporto della conservazione di specie a habitat, mentre al tempo stesso fornisce numerosi servizi ecosistemici, come il sequestro di carbonio.

La legge italiana sullo sviluppo delle aree verdi urbane (Legge n. 10 del 2013) promuove poi l’aumento del verde pubblico come mezzo per erogare ecosistemi service quali ombreggiamento naturale e benessere psicofisico.  Progetto più recenti, come quelli legati al LIFE, mostrano invece come la semplice introduzione di elementi naturali -alberi, corridoio vegetali- apporti benefici sia ambientali che per la comunità.

Progressi e buone intenzioni non mancano, quindi, anche se in Italia è evidente: le infrastrutture verdi non sono né omogenee sul territorio né all’altezza di altre realtà europee, prendendo come esempio metropoli spagnole come Madrid e Valencia. C’è ancora un po’ di strada da fare, tra progressi di governance e una generale migliore pianificazione. L’interesse, per fortuna, c’è tutto. Ora non resta che passare ai fatti.

Wise Radio
© Riproduzione riservata
Altri contenuti su questi temi: ,
Continua a leggere questo articolo:
WISE RADIO