Wise Society : SAF: quali prospettive per il trasporto aereo sostenibile?

SAF: quali prospettive per il trasporto aereo sostenibile?

di Rosy Matrangolo
19 Dicembre 2023

Il primo volo transatlantico alimentato esclusivamente con carburante sostenibile ha dato un’accelerata alle politiche per il raggiungimento di obiettivi green nell’ambito dell'aviazione commerciale a energia pulita (o quasi)

Sono state necessarie 60 tonnellate di Sustainable Aviation Fuel (SAF), ossia di miscela green, per percorrere 3543 miglia con un Boeing 787 decollato il 28 novembre 2023 dall’aeroporto di Londra Heathrow e atterrato al JFK di New York per quella che, non senza entusiasmo e una punta di orgoglio, la compagnia aerea Virgin Atlantic, ha definito la “pietra miliare nel percorso verso la decarbonizzazione dell’aviazione”. Il primo volo commerciale transatlantico ha un nome, Virgin’s Flight100, ed è un progetto che vede numerosi partner pronti a spartirsi ciò che ha tutta l’aria di passare alla storia come un’operazione di successo. La traiettoria verso una nuova e accessibile modalità di muoversi nel mondo è dunque segnata? Vediamo.

Volo aereo virgin atlantic

Foto Shutterstock

Quanto inquina viaggiare in aereo

Soltanto il trasporto aereo rappresenta circa il 2,5% delle emissioni globali di anidride carbonica (Co2) che, però, contribuiscono per oltre il 7% al fenomeno del riscaldamento globale a causa degli effetti atmosferici dovuti all’alta quota (Fonte: Nature). Scelte individuali possono certamente avere effetti sul calcolo della propria personale impronta ecologica ma la tendenza generale evidenzia un rapporto privilegiato con questo particolare mezzo di trasporto tanto che dal 1990, a livello globale, il traffico aereo si è quasi triplicato secondo dati del Wwf.
Scegliere oggi di muoversi per cielo non è ancora la più green, i rapporti calcolano che un chilometro percorso in aereo inquina 10 volte più dello stesso tragitto percorso su rotaia eppure le novità circa la produzione del carburante aereo sostenibile (SAF) sono promettenti.

Aereo su pista di atterraggio

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SAF, di cosa si tratta

Questa tipologia di carburante denominata SAF dall’acronimo dall’inglese sustainable aviation fuel, è pensata appositamente per il trasporto aereo ed è ottenuta da materie prime non petrolifere tra cui parti di rifiuti alimentari e da verde urbano, biomassa legnosa, grassi e oli di origine vegetale o animale ma anche dalla conversione di gas di scarico industriali provenienti da processi di produzione dell’acciaio.
Secondo il Dipartimento governativo americano per l’energia, i benefici relativi alla produzione di SAF riguarderebbero:

  • Compatibilità di questo carburante con motori e infrastrutture esistenti in quanto miscelabile con carburante tradizionale
  • La riduzione sensibile delle emissioni di carbonio per quanto riguarda il trasporto aereo se utilizzato come carburante al 100%
  • Utilizzo di materie prime e tecnologie per una produzione più responsabile

Il volo della Virgin Atlantic, secondo quanto riporta National Geographic, ha previsto l’uso di carburante SAF prodotto principalmente da olio esausto di cucina, quindi oli vegetali e grassi animali, l’unica modalità a oggi disponibile per una produzione su scala commerciale. La produzione è ancora non competitiva da un punto di vista economico: una unità di SAF costa circa 2 dollari mentre la produzione dell’equivalente di olio tradizionale si attesta intorno al mezzo dollaro.

La sostenibilità dei SAF

Ha senso, allora, domandarsi se vi sia una univoca valutazione sull’effettiva sostenibilità di questo carburante in quanto la sua produzione dipende dalla varietà e complessità delle materie prime. L’Agenzia europea per la sicurezza aerea valuta come numerosi aspetti infuenzino le prestazioni ambientali di questi combustibili durante tutto il loro ciclo di vita portando, dunque, a impatti ambientali anche molto diversi. Una stima che tenga conto di tutte le variabili indica che la riduzione complessiva delle emissioni di gas serra durante il ciclo di vita di un carburante SAF può raggiungere il 70%.

Utilizzo e previsioni per il futuro

Una chiara visione politica sulla necessità di investire nella produzione di SAF fu lanciata nel 2021 dal presidente americano Joe Biden il quale dichiarava di promettere di “fornire almeno 3 miliardi di galloni annui di SAF entro il 2030 con un forte salto rispetto agli attuali 15,8 milioni di galloni, come riportava l’agenzia Reuters.

Il Parlamento europeo ha approvato il mandato per il carburante sostenibile per l’aviazione con una percentuale che passi dal 2% entro il 2025 fino 70% entro il 2050. Queste percentuali, redatte per la prima volta nel 2021 col mandato ReFuelEU prevedono che anche i governi adottino politiche per l’aumento dell’offerta di SAF in quanto le compagnie aeree e i fornitori di carburante sono ancora indietro su questo fronte.

Al momento, l’esperimento di Virgin Atlantic dimostra come la corsa alla produzione e utilizzo di SAF possa essere un vero affare per istituzioni, centri di ricerca e imprese, basti notare che tra i partner che hanno reso possibile il Virgin’s Flight100 figurano Rolls-Royce, Boeing, Pratt & Whitney Canada, Imperial College London, Università di Sheffield e il Rocky Mountain Institute (RMI).

Rosy Matrangolo

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