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Polveri sottili killer

Asma, bronchite ma anche tumore ai polmoni e infarto. Le patologie legate all'eccesso di polveri sottili nelle grandi aree urbane costano ogni anno, alle tredici maggiori città italiane, 8.200 morti. Un ulteriore danno è causato dai picchi estivi di ozono, quasi sempre fuorilegge.

da LA REPUBBLICA
19 gennaio 2010
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ARPA Controllo inquinamento del PM10 a Milano. Photo by Ricardo Francone/flickr

Asma, bronchite ma anche tumore ai polmoni e infarto. Le patologie legate all’eccesso di polveri sottili nelle grandi aree urbane costano ogni anno, alle tredici maggiori città italiane, 8.200 morti. Un ulteriore danno è causato dai picchi estivi di ozono, quasi sempre fuorilegge. Ecco cosa fare per mettere un freno all’ inquinamento che il climate changing rende più insidioso.
Il 2010 non farà sconti. Lo smog è sempre lì visto che le misure di contenimento del traffico, principale fonte di inquinamento urbano, restano quasi ovunque simboliche. E il prezzo pagato per i livelli illegali di polveri sottili è pesante: 8.200 morti nelle tredici maggiori città italiane.
I dati sul 2009, contenuti nell´ultimo rapporto di Legambiente, mostrano una situazione allarmante: 57 città sulle 88 monitorate superano il tetto previsto dalla legge. In cima alla classifica troviamo Torino (151), Ancona (129) e Ravenna (126). Tra le altre grandi città svettano Milano (108), Roma (67) e Venezia (60). Per avere un´idea di cosa significhino queste cifre basta pensare che il numero dei superamenti oltre il quale i danni vengono considerati inaccettabili è 35 giorni all´anno: Napoli sta cinque volte sopra i limiti, Milano tre volte e Roma due.
Non basta. Al danno da polveri sottili si aggiunge quello prodotto dai picchi estivi di ozono (un inquinante che nasce dall´interazione tra le radiazioni solari e lo smog). Dal primo gennaio 2010 è entrato in vigore il limite di 120 microgrammi di ozono per metro cubo da non superare per più di 25 giorni all´anno. Ma più della metà delle città monitorate nel 2009 non rispettavano questo limite (tra le prime 10 città fuori legge, 8 sono in pianura padana).
«Le conseguenze dell´inquinamento urbano sono destinate ad aggravarsi a causa dell´impatto dei cambiamenti climatici», spiega Roberto Bertollini, responsabile per l´Oms del settore global warming. «Per la media annuale si parte da un´esposizione di 16 microgrammi per metro cubo di polveri sottili in Finlandia e Irlanda, si passa per i 45-52 di Bulgaria, Romania e Serbia e si arriva ai 72 della Turchia. Il 92 per cento delle popolazione urbana europea supera i valori indicati nelle linee guida Oms, cioè 20 microgrammi per metro cubo come media annuale delle pm 10, le polveri con un diametro inferiore a 10 micron. Questa situazione produce una riduzione media dell´attesa di vita pari a 8,6 mesi: si va dai 3 mesi di vita persa in Finlandia ai 13 mesi in Belgio. In tutto, mezzo milione di morti premature all´anno nell´Europa dei 27 vanno messi sul conto delle polveri sottili».
L´esposizione alle pm 10 causa patologie respiratorie croniche: aumentano le bronchiti, si aggrava l´asma bronchiale, si moltiplicano i casi di tumore polmonare (è la seconda causa dopo il fumo) e di disturbi al sistema cardiovascolare. L´esposizione da ozono provoca 21mila morti nell´Europa mediterranea.

 

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