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Da piume e vinacce nascono bioplastiche e prodotti per la moda

Due progetti europei intendono trasformare scarti della produzione avicola e vinicola in prodotti ecologici per mille usi, anche per l’abbigliamento

Andrea Ballocchi
23 Novembre 2018

Scarti avicoli e vinicoli possono trasformarsi in materiali ecosostenibili per una varietà di usi green. L’idea è alla base di due progetti di ricerca europei in cui l’Italia ha un ruolo importante. I rifiuti generati dalle produzioni del vino e dell’avicoltura sono un problema per quanto riguarda il loro smaltimento. In Unione europea, secondo la Commissione UE, nel 2014 sono stati prodotti 13,1 milioni di tonnellate di carne avicola, generando più di tre milioni di tonnellate di piume; mentre la sola produzione italiana di vino, mosti compresi, assommava lo scorso anno a 40 milioni di ettolitri.

Si pensi che su un quintale di uva destinata all’industria vinicola, un quarto viene scartata nel processo produttivo. Da qui nasce la necessità di smaltire gli scarti e dar loro nuova vita sotto forma di materie prime ecologiche. Questo significa, trasformare gli scarti avicoli in plastica green per confezioni alimentari biodegradabili, concime azotato a cessione lenta, rivestimenti ignifughi e materiali compositi; bucce, acini e raspi d’uva possono fornire la base per realizzare biopolimeri per creare matrici polimeriche che trovano a loro volta applicazione nel mondo della moda come tessuti o nell’automotive per creare parti auto.

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Nell’Unione europea, secondo la Commissione UE, nel 2014 sono stati prodotti 13,1 milioni di tonnellate di carne avicola, generando più di tre milioni di tonnellate di piume; mentre la sola produzione italiana di vino, mosti compresi, assommava lo scorso anno a 40 milioni di ettolitri. Ora alcune aziende cominceranno a trasformare questi scarti in bioplastiche, imaga by iStock

Karma2020: dalle piume alla bioplastiche

Partiamo da Karma2020. Si tratta del progetto che, partendo dalla lavorazione delle piume di pollo, intende produrre materiali polimerici biodegradabili, biocompositi biodegradabili al 100%, fornendo così un’alternativa ai compositi di derivazione plastica – per esempio, per produrre borse, tubi o pellicole –  o legnosa. Questi rifiuti debitamente trattati possono dar vita anche ad applicazioni come cheratina idrolizzata, rivestimenti ignifughi, tessuti non tessuti e resine termoindurite. Finanziato nell’ambito del programma Horizon 2020 è un progetto triennale, il cui piano di lavoro prevede quattro fasi che dal pre-trattamento e sanificazione delle piume passa alla loro trasformazione in materia prima e la relativa produzione, con tanto di validazione finale. A guida spagnola, vede il coinvolgimenti di 16 partner tra i quali vi è l’italiana Ciaotech, del gruppo PNO , la più grande società di consulenza in Europa per l’Innovation Management.


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WineLeather: dalle vinacce all’ecopelle

Invece nasce nel segno del made in Italy il progetto WineLeather. È coordinato da Vegea, startup di Rovereto (Trento) divenuta famosa per aver ideato la biopelle dalle vinacce. Persino il Victoria & Albert Museum di Londra, il più importante museo a livello mondiale per arti applicate e minori, ha aperto le sue porte per accogliere un’esposizione di moda ecosostenibile tra i cui partecipanti c’è proprio quanto prodotto dalla realtà trentina. Ha messo a punto una propria tecnologia, denominata Vegeatextile, brevettata, per produrre tessuti tecnici biobased derivati da vinaccia.

La soluzione è ottenuta mediante un particolare trattamento delle fibre e degli oli contenuti da bucce, semi e raspi dell’uva. Il materiale trova spazio non solo nell’abbigliamento, ma anche per realizzare accessori, arredo, packaging a beneficio del settore automobilistico e dei trasporti. La stessa giovane realtà ha potuto contare sulla collaborazione di aziende della moda e il supporto della H&M Foundation, per arrivare a produrre la prima collezione di moda VegeaTextile. Come spiega Cordis, il progetto WineLeather spera di industrializzare questo processo di produzione entro il 2022.

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