Wise Society : Permacultura, l’equilibrio perfetto fra uomo e natura
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Permacultura, l’equilibrio perfetto fra uomo e natura

Andrea Ballocchi
4 Ottobre 2021

La permacultura è molto più che un modo diverso di intendere l’agricoltura. È una visione che integra uomo e natura, li mette in relazione, fa suoi da sempre molti concetti oggi così tanto di moda come resilienza climatica, economia circolare, fonti rinnovabili, biodiversità. Si dice che la permacultura sia nata, come definizione, negli anni Ottanta del secolo scorso: ma sono in molti dei cultori a definirlo un concetto antico come l’uomo. In ogni caso è ben più che un moto isolato: le prime accademie in Europa dove formarsi in permacultura sono quella britannica e tedesca. La prima conta più di 900 membri. In Europa c’è una rete ben consolidata, European Permaculture Network, nata dalla Permaculture Council for Europe che dal 1992 ha organizzato 12 Convergenze europee di Permacultura. La prossima si terrà dall’8 al 17 ottobre 2021. Sarà un momento per celebrare il lavoro della permacultura in tutta Europa e un appuntamento per “fare rete” e condivisione. Sarà attiva anche l’Italia, che conta molte realtà attive; anche in Italia a ottobre (8-10) si terrà la seconda plenaria annuale. Ma soprattutto conta su molti appassionati e qualificati permacultori che hanno creato e avviato realtà non solo in campagna ma anche in città.

permacultura

Foto di jacqueline macou da Pixabay

Cos’è la permacultura: definizione e origini

“Cura il Pianeta Terra come se fosse un organismo; prenditi cura di te stesso e della tua specie; prenditi cura del futuro”: questa è l’etica della permacultura secondo Bill Mollison: a lui e a David Holmgren, ovvero a uno scienziato e naturalista e a un agronomo ed ecologo si deve la nascita del concetto di permacultura, negli anni Settanta, il cui termine è una contrazione di “agricoltura permanente e cultura permanente” e descrive un sistema integrato ed evolutivo di specie vegetali ed animali perenne o auto-perpetuante, ed utile all’uomo.

Essa definisce la progettazione, la conservazione consapevole ed etica di ecosistemi produttivi che hanno la diversità, la stabilità e la flessibilità degli ecosistemi naturali. I principi basilari sono tre: la cura della Terra, la cura delle persone e l’equa condivisione. Mentre, invece, i principi di progettazione comprendono concetti quali la cattura e conservazione delle energie, l’utilizzo e la valorizzazione delle risorse e servizi rinnovabili, nonché delle diversità e la produzione “zero rifiuti”.

Se si vuole ricondurla in altri termini, la permacoltura è basata sull’osservazione dei sistemi naturali, sulla saggezza contenuta nell’agricoltura tradizionale del passato e sulla conoscenza scientifica moderna. Basata su modelli ecologici, “essa crea un’ecologia coltivata, la quale è disegnata per produrre cibo per gli uomini e gli animali del tipo che si trova in natura”.

coltivazione con permacultura

Foto Shutterstock

Le applicazioni pratiche della permacultura: orto e città

A proposito di permacultura, l’orto è un ottimo esempio di applicazione pratica dei principi di questa visione. L’orto permaculturale significa imitare il più possibile gli ecosistemi naturali, per ridurre il lavoro umano e favorire la salute delle piante attraverso le relazioni benefiche tra gli ortaggi, gli alberi, i fiori, gli insetti, il suolo.
Un orto in permacultura ideale è in grado di fornire colture alimentari e medicinali, habitat per la fauna selvatica, materiali artigianali. In esso si possono trovare fiori, frutta, verdura.

La protezione del terreno

Per la sua realizzazione si seguono i principi permaculturali, il primo dei quali è imitare la natura. In pratica, occorre mettere in atto azioni di protezione del terreno come la pacciamatura; in ogni caso si cerca di proteggerlo, non arando o lavorando il terreno.

Successione delle coltivazioni e consociazione delle piante

È bene anche fare attenzione alla successione delle coltivazioni, nonché a creare i presupposti per un ideale microclima. In questo caso sarà bene accostare gruppi di piante che crescono insieme creando differenze di temperatura, ombra e umidità rispetto all’area circostante, favorendo meglio la crescita dei vegetali. Oltre a creare le giuste condizioni microclimatiche, è bene anche pensare alla consociazione delle piante, utile a stimolare la crescita e la produttività, aumentare la resilienza ai parassiti e alle malattie, nascondere le piante o mascherarne il loro odore in modo che siano più difficili da trovare per i parassiti, attrarre insetti benefici che fungono da impollinatori come le api, o attrarre insetti predatori dei parassiti come le coccinelle e le sirfidi.

Orto verticale in città

Per chi vuole crearsi un orto, ma ha poco spazio, può pensare anche a un orto verticale: le piante possono crescere anche su superfici verticali per sfruttare al meglio lo spazio.
Altrettanto importante come declinazione è la permacultura urbana, ovvero l’applicazione dei principi della permacultura in ambito urbano. È finalizzata a realizzare progetti di autosufficienza alimentare urbana e comunitaria mediante la reintroduzione della produzione del cibo nelle aree urbane, l’efficienza e l’autoproduzione energetica.

Orto in permacultura

Foto Shutterstock

Permacultura in Italia

In Italia ci sono due strutture educative di Permacultura: l’Accademia Italiana di Permacultura e l’Istituto Italiano di Permacultura. La prima è un’associazione senza fini di scuola che intende essere una rete di supporto per chi ha frequentato il corso di progettazione dedicato. Inoltre vuole creare le condizioni per permettere agli studenti certificati di entrare in percorso attivo e diplomarsi in Italia e di lavorare in collegamento con le altre esperienze nel mondo. È membro della European Permaculture Teachers partnership, ha più di 270 membri, 40 diplomati, e le sue missioni sono di assistere i membri nel loro percorso di diploma e di stabilire e mantenere reti internazionali di permacultura. L’Accademia al momento ha circa 450 iscritti, di cui 54 diplomati e 146 in apprendimento attivo.

L’Istituto Italiano di Permacultura è un’azienda agricola in provincia di Cuneo che ospita il sito sperimentale di permacultura fin dal 2010. La fattoria è composta da una casa autonoma (off-grid) con fitodepurazione e raccolta dell’acqua piovana, un orto-foresta e un giardino foresta/food forest di 5mila metri quadrati. Come indicato dal fondatore, Pietro Zucchetti che è anche il presidente in carica, il progetto vuole dimostrare come una famiglia di cinque persone riesca a vivere in modo autosufficiente.

La filosofia dell’Istituto Italiano di Permacultura consiste nel lavorare con la natura anziché contro di essa, guardando ai sistemi in tutte le loro funzioni (in modo olistico) e permettendo quindi ai sistemi stessi di mostrare la loro evoluzione.
Per promuovere la permacultura in Italia attraverso l’educazione, la ricerca e la consulenza, l’Istituto “si propone come interlocutore di Comuni, Provincie, Regioni, Comunità Montane, Enti pubblici e privati al fine di elaborare insieme un più razionale riassetto del territorio”.

Andrea Ballocchi

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