Wise Society : Per i rifiuti della società c’è una seconda possibilità
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Per i rifiuti della società c’è una seconda possibilità

Non si tratta di emarginati sociali ma dei quintali di spazatura che produciamo ogni giorno. Che con un'efficiente collaborazione tra imprese, comuni e cttadini possono essere riciclati. Per tornare a una nuova vita. Carla Poli, titolare del Centro Riciclo Vedelago, racconta la sua esperienza. Un esempio modello che riutilizza il 99 percento dei rifiuti. Con un fatturato milionario...

di Sebastiano Guanziroli
22 dicembre 2010

Waste Compactor, album di BlatantNews.com/flickr«Non esistono rifiuti, ma solo materiali che hanno un valore e che si possono recuperare». Carla Poli ha esordito così, salendo tra gli applausi sul palco della kermesse Woodstock a 5 stelle, organizzata da Beppe Grillo, lo scorso settembre a Cesena. Una signora minuta, con spiccato accento veneto a capo di un’azienda che il comico genovese ha voluto presentare durante la sua maratona a impatto zero, con l’obiettivo di dimostrare che i rifiuti sono una risorsa e che lo sviluppo economico è possibile in accordo con lo sviluppo ecologico.

L’azienda di cui Carla Poli è titolare è il “Centro Riciclo Vedelago srl”, che gestisce dal 1999 un impianto di stoccaggio e selezione meccanica di rifiuti ai fini del recupero di materiali. In pratica, riceve la raccolta differenziata dei Comuni e delle aziende, fa una prima selezione per ricavare i materiali che hanno già un mercato, come le bottiglie di plastica o le lattine. Da tutto quello che invece non è subito riutilizzabile ricava qualcosa di nuovo. Ed è proprio qui che l’azienda fa il lavoro più importante e innovativo, sottraendo rifiuti a discariche e inceneritori per trasformarli in altro. Dopo il processo di riduzione e trasformazione in granuli, il nuovo materiale viene venduto ad aziende che producono nuovi manufatti come sedie, panchine, pavimentazioni per piste ciclabili o camminamenti.

Recycling plastic, album di Ed Yourdon/flickrCon più di 60 dipendenti e 8 milioni di euro di fatturato, la Centro Vedelago gestisce la differenziata in diversi Comuni veneti, tra cui Treviso e Belluno, e in 830 aziende private, con giganti industriali come Benetton e un parco divertimenti come Gardaland. Impianti gemelli sono in costruzione in Sardegna grazie all’iniziativa di 14 Comuni locali, e a Colleferro in provincia di Roma a seguito di un’iniziativa di imprenditori privati. «In questi anni ne abbiamo dovuti affrontare di ostacoli», spiega Carla Poli, «ma adesso ci stanno richiamando tutti. La gente non è stupida. E ai sindaci che dicono “qui da noi non c’è l’educazione al riciclo”, io rispondo: signor sindaco lei sta dicendo che i suoi cittadini sono deficienti! Non credo che nel suo paese le persone non sappiano distinguere tra un giocattolo e una bottiglia». Carla Poli ha ragione, perchè anche se lentamente, la cultura della raccolta differenziata sta avanzando in tutta Italia. Anche in quelle regioni del nostro Paese che tradizionalmente vengono considerate arretrate su questo argomento come quelle del Sud, ci sono moltissimi esempi di comuni dove i cittadini raccolgono con entusiasmo la sfida della differenziata, facendo salire in maniera sensibile i numeri della raccolta. A Vedelago riciclano circa il 99 percento del materiale che ricevono. Secondo loro non è niente di straordinario e potrebbe essere fatto da molte altre aziende e in qualsiasi territorio: è necessario solo che venga fatta un’accurata separazione dei rifiuti, e soprattutto una raccolta differenziata che sia mirata al riciclo. Perché tante volte, al contrario, vengono misurate le percentuali di raccolta senza controllare quanto poi venga effettivamente riciclato. Per raggiungere percentuali così alte, al Centro Riciclo di Vedelago hanno intrapreso anche un’ulteriore forma alternativa di riciclo: «Utilizziamo anche tutte quelle plastiche che sono, per caratteristiche oggettive, di difficile riciclo e pertanto smaltite senza possibilità di riutilizzo. Con questo processo avviamo un riciclo integrale del rifiuto plastico altrimenti non recuperabile. La mescola che otteniamo è una sabbia sintetica con molti usi: dal semplice sostituto della sabbia nei calcestruzzi, ad aggregato alleggerente nelle malte cementizie e a legante per manufatti in cemento. E’ un fonoisolante e termoisolante».

Accanto ai processi industriali il Centro Vedelago affianca anche numerosi progetti nelle scuole, con lo scopo di aiutare anche i più piccoli a cogliere la grande differenza tra rifiuti e materiali da ri-usare, nella convinzione che la migliore raccolta differenziata ha a monte la condivisione con i cittadini. Tra le varie iniziative, c’è stata anche quella di realizzare una guida ai rifiuti riciclabili, con  informazioni e curiosità, che viene usata con i ragazzi nel corso di uscite sul territorio e lezioni teoriche. In accordo con una filosofia virtuosa secondo la quale gli impegni e le responsabilità di un’azienda si configurano non solo nei riguardi della clientela, ma anche dell’ambiente.

 

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