Wise Society : Pellicce sintetiche: sono davvero ecologiche?

Pellicce sintetiche: sono davvero ecologiche?

di Lucia Fino
11 Settembre 2025
SPECIALE : Moda tossica

Un tema che sta a cuore ai fashion addicted attenti all'ambiente: le pellicce sintetiche sono sempre pellicce tossiche? O esistono alternative sostenibili e amiche dell'ambiente? Facciamo chiarezza sul tema

Belle, morbide e in colori che vanno dall’effetto “candy”, rosso, giallo, rosa alle tonalità naturalissime, quasi indistinguibili da quelle vere: le pellicce sintetiche negli ultimi anni hanno conquistato il mondo della moda come alternativa etica alle pellicce animali. Molti brand, anche di lusso, hanno infatti abbandonato la pelliccia naturale in favore delle eco pellicce, presentandole come una scelta sostenibile e cruelty-free. Una scelta che va incontro alla sensibilità diversa dei consumatori di oggi, molto più critici rispetto al passato verso le pellicce “vere” e al sacrificio in termini di vite animali che queste comportano. Ma quanto sono realmente sostenibili le pellicce sintetiche? Sono davvero una soluzione ecologica o nascondono comunque un impatto ambientale significativo? Ed è vero che esistono addirittura pellicce tossiche che possono far male alla salute? Cerchiamo di fare chiarezza sul tema, perché una scelta consapevole può conciliare sia l’amore per gli animali che quello per l’ambiente e per il nostro benessere.

Pellicce sintetiche

Foto Shutterstock

L’evoluzione della pelliccia: da simbolo di lusso a scelta etica

Un tempo status symbol ed emblema di ricchezza, eleganza e potere, la pelliccia naturale è stata progressivamente abbandonata in seguito alla crescente sensibilità nei confronti del benessere animale. Grazie alle pressioni delle associazioni ambientaliste e animaliste, ma anche alle scelte consumatori più consapevoli, sono molti i brand che hanno rinunciato alle pellicce, dichiarando loro impegno nel produrre esclusivamente pellicce sintetiche, cioè con alternative cruelty-free al pelo animale.

Se, però, un lato le pellicce finte sono una risposta al problema dello sfruttamento degli animali, almeno in questo settore, dall’altro pongono interrogativi sulla loro reale ecosostenibilità. Il problema principale è che la maggior parte delle eco pellicce è realizzata con fibre sintetiche derivate dal petrolio, come poliestere, acrilico e nylon: materiali che pongono molti dubbi e che presentano criticità ambientali rilevanti.

Moda fur free

Foto Shutterstock

Pellicce sintetiche: sono davvero a basso impatto?

Le principali preoccupazioni legate alle pellicce finte riguardano il materiale con cui sono realizzate e l’intero processo produttivo. Le fibre sintetiche di cui spesso sono fatte sono considerate inquinanti perché non sono biodegradabili e possono impiegare centinaia di anni a degradarsi nell’ambiente.

Inoltre, durante i lavaggi rilasciano, proprio come il più conosciuto “pile” delle microplastiche che finiscono, attraverso le acque reflue, negli oceani. Proprio le microplastiche sono ormai ritenute un pericolo per la salute: attraverso la catena alimentare finiscono nel sangue e perfino nella placenta umana.

La produzione di materiali sintetici richiede, poi, ingenti quantità di energia e risorse, spesso derivanti da combustibili fossili. Processi fortemente energivori con una forte carbon footprint.

Anche lo smaltimento e riciclo sono complessi: mentre una pelliccia naturale può durare decenni e, in alcuni casi, essere riciclata, riassemblata in un nuovo capo o compostata, le pellicce sintetiche pongono problemi di smaltimento, poiché difficilmente riciclabili. Come il resto dei capi di fast fashion il più delle volte dopo l’uso o se invendute finiscono in discarica.

Pellicce ecologiche

Foto Freepik

La moda etica non è più un miraggio

Appare quindi chiaro che la vera sfida per la moda è quindi trovare un equilibrio tra etica e impatto ambientale, investendo in innovazioni che rendano le eco pellicce una scelta realmente sostenibile. Oggi la moda etica non è più un miraggio, proprio grazie alle novità nella filiera produttiva. Negli ultimi anni, la ricerca ha, infatti, portato alla creazione di materiali innovativi per rendere le pellicce ecologiche davvero sostenibili e più eco-friendly.

Alcuni marchi stanno ad esempio sviluppando pellicce sintetiche bio-based a base di materiali vegetali, come il PLA (acido polilattico) derivato dal mais o funghi. O utilizzano bioplastiche, che riducono l’impatto ambientale rispetto alle classiche fibre petrolchimiche. Anche l’uso di materiali riciclati, sempre più duttili e lavorabili, come la plastica usata o le fibre rigenerate, permette di ridurre il consumo di nuove risorse.
Infine c’è un nuovo uso della lana e di altre fibre naturali per ricreare l’effetto della pelliccia senza l’utilizzo di prodotti sintetici e con in più il vantaggio di un materiale “amico” della pelle.

Pellicce sintetiche: attenzione a quelle tossiche

Senza contare che non tutte le pellicce finte, oltre a non essere ecologiche, sono sicure: alcune, infatti, possono contenere sostanze tossiche dannose per la salute. Ma di cosa si tratta esattamente e quali rischi comportano?

Questi capi sono realizzati con fibre sintetiche che contengono o rilasciano sostanze chimiche pericolose. Durante il loro processo di produzione, infatti, possono essere impiegati coloranti, solventi e trattamenti chimici che migliorano la morbidezza e la resistenza del tessuto, ma che possono avere effetti nocivi. Il problema, quindi, non sono soltanto le microplastiche rilasciate durante il lavaggio. Scopriamo allora a quali sostanze fare attenzione e quali rendono le pellicce tossiche:

  • Formaldeide: fra le sostanze tossiche, ritrovate soprattutto in capi d’importazione, c’è la famigerata formaldeide, utilizzata per rendere il tessuto più resistente alle muffe e ai batteri, potenzialmente cancerogena e irritante per la pelle e le vie respiratorie.
  • Ftalati: sono impiegati per ammorbidire le fibre plastiche, ma possono essere dannosi per il sistema ormonale e riproduttivo e fare da pericolosi interferenti endocrini.
    Coloranti: alcuni coloranti sintetici rilasciano ammine aromatiche, sostanze chimiche potenzialmente cancerogene e tossiche per la pelle.
    PFC: è la sigla utilizzata per i composti perfluorurati, usati per rendere i tessuti idrorepellenti e antimacchia, si accumulano nell’ambiente e sono accusati di interferire con il sistema ormonale umano.

I prodotti tossici impiegati nella produzione delle pellicce sintetiche possono contaminare le acque e i suoli, con un impatto a lungo termine sugli ecosistemi e con una possibile interferenza negativa sulla flora, sulla fauna e poi sulla catena alimentare.

Donna con pelliccia finta

Foto Freepik

Come riconoscere una pelliccia sintetica sostenibile sicura

Per evitare l’acquisto di eco pellicce potenzialmente tossiche, è consigliabile fare delle verifiche. Il primo passo è controllare (anche sul sito e sui social del marchio) l’affidabilità del brand, quali siano le sue filiere produttive e l’effettivo impegno in fatto di ambiente e salute dei consumatori.

È importante anche saper leggere le etichette: è bene verificare che la pelliccia sia fatta con materiali certificati da enti come OEKO-TEX®, GOTS (Global Organic Textile Standard) o Bluesign, che garantiscono l’assenza di sostanze nocive.

Anche un’attenzione maggiore nella scelta aiuta a prevenire problemi: sono sempre da evitare i capi con odori chimici intensi perché un forte odore plastico o chimico può indicare la presenza di sostanze volatili nocive. Infine scegliere pellicce in materiali bio-based di origine vegetale o in fibre naturali come la lana “effetto pelliccia” è una scelta di moda che protegge (senza sacrificare stile e outfit sfiziosi) anche il benessere e la salute.

Lucia Fino

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