Wise Society : Scoprire l’invisibile: dalle nuove specie microbiche all’impatto su salute e ambiente

Scoprire l’invisibile: dalle nuove specie microbiche all’impatto su salute e ambiente

di Serena Fogli
29 Dicembre 2025

Non solo una catalogazione scientifica: identificare nuovi batteri e funghi invisibili a occhio nudo è la chiave per vincere le sfide della medicina moderna e della sostenibilità ambientale. Ne abbiamo parlato con la professoressa Martha Estela Trujillo Toledo

Quando si parla di specie viventi, la mente corre quasi sempre al mondo animale, con le sue forme tangibili e riconoscibili. Solo in un secondo momento si sofferma sui vegetali, pilastro silenzioso degli ecosistemi. Raramente, invece, il pensiero va a ciò che è infinitamente piccolo e invisibile a occhio nudo, ovvero ai batteri, ai funghi microscopici e agli altri microorganismi che popolano il nostro Pianeta. Eppure è proprio in questo universo nascosto che si concentra la parte più ampia e diversificata della biodiversità terrestre. «I microbiologi stimano che la Terra possa ospitare fino a circa 1 trilione di specie microbiche, ma attualmente solo una piccola parte (<1%) è stata formalmente descritta: quello che vediamo è solo la punta dell’iceberg», afferma Martha Estela Trujillo Toledo, microbiologa e professoressa presso l’Università di Salamanca, nonché prima donna a capo del prestigiosa rivista International Journal of Systematic and Evolutionary Microbiology. I microorganismi sono ovunque: nel suolo, negli oceani, nell’aria, negli ambienti estremi e persino all’interno del corpo umano. Ogni anno la ricerca scientifica ne scopre di nuovi, spesso con caratteristiche sorprendenti che trovano ampia applicazione nei settori più diversi, dalla medicina alla sostenibilità.

microgranismi

Foto Shutterstock

Il valore scientifico della scoperta di nuovi microrganismi

Individuare e descrivere questi organismi microscopici non è un mero esercizio di catalogazione, ma un passo fondamentale per il progresso: oltre a rendere più chiaro il funzionamento degli ecosistemi, dei cicli biogeochimici e delle interazioni tra le forme di vita, molti di questi microorganismi sono ad esempio fondamentali anche in campo medico. «Ogni anno», spiega la professoressa Trujillo Toledo, «vengono scoperti centinaia di microbi precedentemente sconosciuti, che ci aiutano a comprendere l’immensa (e ancora in gran parte inesplorata) diversità della vita sul nostro pianeta».

E la diversità rappresenta sempre un’immensa ricchezza, a ogni livello: «La scoperta di nuovi batteri e funghi è fondamentale per il progresso della medicina, dell’agricoltura, dell’industria e della protezione ambientale. Molti farmaci importanti, come gli antibiotici, sono infatti stati inizialmente ricavati da microrganismi, in particolare batteri e funghi. La scoperta di nuove specie potrebbe quindi portare alla cura di malattie emergenti e infezioni resistenti agli antibiotici. In agricoltura, i microbi benefici possono invece migliorare la salute del suolo, stimolare la crescita delle piante e proteggere i raccolti in modo naturale, riducendo la necessità di sostanze chimiche nocive. A livello industriale, batteri e funghi producono invece materiali utili come enzimi, biocarburanti e prodotti biodegradabili che sostengono lo sviluppo sostenibile. Hanno quindi un ruolo fondamentale anche nella lotta ai cambiamenti climatici».

Colture batteriche

Foto di Araf Ibne Alam su Unsplash

I nuovi microrganismi scoperti nel 2025

«Nel 2025» continua la professoressa Trujillo Toledo, «i microbiologi hanno continuato a scoprire nuovi batteri e archeobatteri (microrganismi procarioti, rispetto alle piante o agli animali che sono eucarioti). Secondo i dati dell’International Journal of Systematic and Evolutionary Microbiology (IJSEM), la principale rivista per la denominazione dei nuovi procarioti, solo nella prima metà del 2025 sono state descritte circa 170-180 nuove specie microbiche». A questo punto è spontaneo porsi una domanda: esistono scoperte più importanti di altre, in termini di impatto, implicazioni e applicazioni? Come sottolinea la professoressa Trujillo Toledo, l’importanza è in larga misura soggettiva. Il valore di una scoperta non è assoluto, ma dipende fortemente dal contesto in cui avviene e dallo sguardo con cui viene interpretata.

Un nuovo microrganismo può sembrare poco rilevante in un determinato momento storico o ambito di ricerca, ma rivelarsi invece fondamentale in un altro, magari anni dopo, o in un settore completamente diverso da quello per cui era stato inizialmente studiato. La sua importanza emerge quindi dalle possibili applicazioni — in medicina, nell’industria, nell’ambiente o nelle biotecnologie — e dalla capacità di rispondere a problemi concreti o di aprire nuove prospettive di conoscenza. Ogni scoperta contribuisce quindi ad ampliare il patrimonio scientifico collettivo, anche quando il suo impatto non è immediatamente evidente.

Abbiamo però chiesto alla professoressa Trujillo Toledo se ultimamente ci sia stata una scoperta che abbia spiccato rispetto alle altre: «Nel 2024, l’archaea Promethearchaeum syntrophicum è stata descritta nella rivista IJSEM e, a mio parere, è una delle scoperte microbiche più importanti degli ultimi anni: fornisce infatti una visione diretta della transizione evolutiva dalle semplici cellule procariotiche alle complesse cellule eucariotiche. È stato isolato da un gruppo di ricercatori giapponesi che ha condotto ricerche a lungo termine su di esso, prima di riuscire a ottenere colture in laboratorio. Questo archeo è stato isolato dai sedimenti delle profondità marine in Giappone e appartiene al gruppo degli archei Asgard. La coltivazione degli archei Asgard in laboratorio era storicamente molto difficile; pertanto, questo organismo rappresenta un importante risultato tecnico e scientifico».

Per quanto riguarda, invece, il 2025, «altre specie importanti descritte quest’anno sono il Methanobrevibacter intestini (archeo dell’intestino umano), che produce grandi quantità di acido succinico, una molecola associata ai processi infiammatori che potrebbe avere un potenziale impatto sulla salute umana».

Paesaggio nello Yellowstone

Foto di Dennis Zhang su Unsplash

Il processo di scoperta di nuovi microorganismi

Non osservazione diretta in natura, ma ricerca, prelievo di campioni, studio, analisi del DNA e infine catalogazione. Scoprire nuovi microrganismi porta alla luce ciò che è invisibile ad occhio disvelando le enormi potenzialità di un pianeta che è vivo anche laddove sembra non esistere vita. «Gli scienziati scoprono nuovi microrganismi esplorando diversi ambienti come il suolo, gli oceani e persino ambienti estremi come sorgenti termali e bocche idrotermali profonde», ci racconta la professoressa Trujillo Toledo. «Studiano i campioni nei laboratori attraverso la coltura e l’analisi del DNA. La prima consente ai microbiologi di osservare come crescono e si comportano i microrganismi, mentre il sequenziamento del DNA aiuta a identificare le specie che non possono essere facilmente coltivate in laboratorio. Quando il contenuto genetico di un microbo risulta essere unico, viene classificato come nuova specie e studiato per i suoi potenziali utilizzi e, a tal fine, utilizziamo numerosi database e strumenti bioinformatici: attraverso questo processo, i ricercatori continuano a rivelare l’enorme e in gran parte sconosciuta diversità del mondo microbico«.

Scopriamo quindi che il mondo dei microrganismi, ancora in gran parte sconosciuto, consente di aggiungere un piccolo tassello alla comprensione degli equilibri biologici del pianeta, ma ci permette anche di comprendere i processi dell’evoluzione dandoci modo, allo stesso tempo, di trovare risposte alle sfide contemporanee, dalla salute umane alla sostenibilità ambientale. Esplorare questo universo invisibile significa quindi investire nella conoscenza, ampliando lo sguardo su una biodiversità ancora in gran parte da scoprire e comprendere.

Serena Fogli

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