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Mobilità sostenibile: cinque province unite per la ciclovia più lunga d’Italia

Aperte le trattative tra le Province di Padova, Vicenza, Verona, Treviso e Mantova con le Ferrovie dello Stato per portare a compimento la pista ciclopedonale che da Treviso arriverà fino a Ostiglia, in provincia di Mantova

Elena Pirovano
1 Luglio 2013

Treviso e la Provincia di Mantova collegate da 116 km di pista ciclopedonale attraverso il Po e il Sile, alla scoperta di territori e paesaggi naturali incontaminati.

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Questo l’obiettivo del progetto di recupero dell’antica linea ferroviaria, a oggi la più dismessa ed estesa d’Italia, realizzata per fini bellici durante le Guerre Mondiali. La rivalorizzazione di quest’area era già stata annunciata molte volte a partire dal Dopoguerra, ma soltanto ora il sogno è prossimo a diventare realtà.

Barbara Degani, Presidente della Provincia di Padova, ha riunito i rappresentanti della Regione Veneto e delle province interessate per avviare delle trattative con le Ferrovie dello Stato: per procedere oltre nella creazione del percorso è ora, infatti, necessario un accordo con FFSS per la concessione o l’acquisto dei sedimi ancora mancanti, mentre si cercano di individuare anche alcuni finanziamenti europei attraverso il POR 2014-2020 (Programma Obiettivo Regionale).

“Il percorso ciclopedonale del padovano – ha dichiarato Barbara Degani – è quello più avanzato. L’ultimo tratto sarà inaugurato a settembre. Abbiamo sempre creduto nel progetto sin dall’inizio perché ci permette di sviluppare un turismo ecosostenibile e di recuperare la nostra storia, la nostra cultura e la nostra enogastronomia. L’incontro che ho voluto è stato utile per individuare una strategia condivisa ed essere più incisivi nelle istanze da presentare a FFSS e all’Europa, dopo che la Regione ha già contribuito in maniera determinante con risorse economiche e strategie urbanistiche”.

Oltre a presentarsi come progetto di riqualificazione del territorio, la ciclovia ha dunque anche il fine di valorizzare il patrimonio paesaggistico, architettonico ed enogastronomico locale e raccontare la storia di questi luoghi, rilanciandone il turismo in un’ottica green e slow.

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