Wise Society : Maldive, il paradiso punta alle rinnovabili

Maldive, il paradiso punta alle rinnovabili

di Ilaria Lucchetti
16 Gennaio 2013

Uno dei luoghi più belli della terra, meta desiderata dai turisti di tutto il mondo, investe nelle energie alternative per provare a non soccombere al cambiamento climatico

Portato avanti dall’Università Milano Bicocca e sostenuto economicamente anche da Caritas Italiana, ieri nell’atollo di Faafu ha preso il via il progetto “Benefici dall’uso delle rinnovabili“.

Tre le azioni su cui si sviluppa il programma: la riduzione della dipendenza da combustibile fossile, la diminuzione del degrado ambientale e la capacità di garantire una maggiore autosufficienza energetica soprattutto alle isole più lontane dell’arcipelago.

In particolare si provvederà a portare avanti tre attività:

– l’installazione di pannelli solari. Al momento il consumo medio giornaliero di energia è di circa 40-50 kWh. Se si considera che verranno installati dei pannelli in grado di erogare 30 kWh e che ogni 3 kWh di elettricità prodotta dai pannelli solari permette di risparmiare un litro di gasolio, è intuitivo immaginare come l’impianto sarà in grado di ridurre di circa il 50% il fabbisogno di combustibile fossile. I vantaggi di un sistema a pannelli solari sono molti e vanno dai costi di manutenzione minimi, al risparmio sull’acquisto di combustibili fino all’azzeramento delle emissioni nocive in atmosfera;

– l’approvvigionamento di lampadine a basso consumo energetico. Tutte le vecchie lampade poste sia in luoghi pubblici che nelle abitazioni private saranno sostituite con quelle di ultima generazione, a basso consumo energetico;

– lo sviluppo di un progetto di educazione in cui saranno coinvolte direttamente le popolazioni locali, soprattutto gli studenti. I temi saranno focalizzati sugli effetti del cambiamento climatico, incoraggiando i comportamenti virtuosi collettivi. Inoltre, gli studenti saranno impegnati a scrivere su un blog in cui descriveranno la loro esperienza.

«Grazie a questo progetto avremo soprattutto la possibilità di ridurre il consumo di carburante, diminuendone l’impatto sulla nostra economia. Sfruttare l’energia solare significa meno inquinamento e meno dipendenza da energie esterne» è stato il commento di Abdulla Naseer, sindaco dell’isola di Maghodoo.

Le isole delle Maldive si innalzano per meno di un metro sulla superficie del mare. Il rischio di sommersione a causa del riscaldamento globale, che provoca un lento ma costante innalzamento delle acque, è molto concreto. Per questo motivo, l’Università di Milano Bicocca e la Caritas Italiana hanno deciso di portare avanti il progetto in modo da ridurre le emissioni inquinanti, sfruttando principalmente le fonti rinnovabili come il sole, il vento e le biomasse.

«Questo progetto rappresenta per noi una sfida che vuole dimostrare come i problemi legati ai cambiamenti climatici globali possano essere affrontati unendo tutte le forze disponibili, comunità locale e non. Solamente con lo sforzo congiunto di tutti, infatti, si possono ottenere miglioramenti reali dell’ambiente circostante e, di conseguenza, anche nella qualità della vita» ha sottolineato Paolo Galli, ricercatore del dipartimento di Biotecnologie e Bioscienze dell’Ateneo e coordinatore del progetto.  Cui ha fatto seguito il commento di Paolo Beccegato, responsabile dell’area internazionale di Caritas Italiana: «Fare crescere un comune senso di responsabilità per la salvaguardia del creato, le scelte consapevoli anche in relazione agli stili di vita quotidiana e al loro impatto sugli altri e sull’ambiente è un nostro impegno costante. In questa prospettiva si inserisce il programma avviato alle Maldive, dove siamo presenti dall’immediato post-tsunami accanto alla popolazione colpita dal maremoto».

 

© Riproduzione riservata
Continua a leggere questo articolo: