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La Niña: il fenomeno e i suoi effetti in Italia e nel mondo

di Paola Greco
12 Settembre 2025

Siamo di fronte a un fenomeno climatico complesso, con implicazioni globali che si riflettono anche sul clima italiano. Arriva sempre dopo El Niño e, come il fratello più famoso, non va assolutamente sottovalutata

Quando si parla di meteorologia si usa dire che dopo il fenomeno di El Niño arriva sempre la Niña, che è uguale e contraria, insomma: l’altra faccia della medaglia! Entrambi i fenomeni sono infatti correlati all’interno del ciclo denominato ENSO (El Niño-Southern Oscillation). Non si tratta, dunque, di eventi isolati ma di due parti integranti di un ‌complesso sistema climatico che richiede attenzione e studio costante. Ma andiamo per gradi, così da scoprire cos’è la Niña in meteorologia e, soprattutto, i suoi effetti in Italia e nel mondo.

Illustrazione con gli effetti de la Niña

Foto Shutterstock

Il Fenomeno della Niña: cos’è in meteorologia

Cominciamo innanzitutto dalla definizione del fenomeno. La Niña è un fenomeno climatico periodico che si manifesta nel Pacifico equatoriale e rappresenta la fase opposta a El Niño. Consiste in un raffreddamento anomalo delle acque superficiali dell’Oceano Pacifico centro-orientale, accompagnato da un rafforzamento degli alisei (venti costanti da est verso ovest).

Durante un evento di Niña, i venti Alisei (venti costanti che soffiano da est a ovest lungo l’equatore) si intensificano, spingendo le acque calde superficiali verso l’Asia. Questo spostamento consente alle acque fredde delle profondità oceaniche di emergere lungo la costa occidentale del Sud America, raffreddando la superficie dell’oceano in quella regione. Questo raffreddamento ha effetti a catena sull’atmosfera, influenzando i modelli di circolazione globale.

Come già anticipato, il fenomeno, insieme a El Niño, fa parte dell’oscillazione denominata ENSO (El Niño-Southern Oscillation), che influenza profondamente il sistema climatico terrestre con cicli che durano da alcuni mesi fino a un paio d’anni.

esempio del fenomeno del La Nina

Illustrazione Shutterstock

La Niña: effetti e conseguenze sul clima

Durante la fase della Niña, le fasce di forti precipitazioni e quelle di siccità sono opposte rispetto a quelle colpite dal passaggio del Niño: l’aumento delle precipitazioni si verifica in regioni come l’Indonesia, l’Australia, parti del Sud-Est asiatico, in Brasile ed in alcune regioni dell’Africa; mentre gli episodi di siccità sono frequenti lungo la costa occidentale delle Americhe nel Golfo del Messico e nell’Africa nord-orientale. Ma non è tutto: una delle conseguenze più pericolose della Niña è legata alla sua capacità di generare condizioni più favorevoli alla formazione di uragani nel bacino del centro Atlantico. Uragani che non solo sono più numerosi, ma anche più duraturi, comportando quindi un impatto maggiore, in particolare nelle Americhe.

In sintesi, gli effetti effetti principali della Niña sono:

  • Raffreddamento delle acque del Pacifico orientale: le temperature superficiali oceaniche scendono anche di 1–3 °C sotto la media.
  • Rafforzamento degli alisei: i venti da est diventano più intensi, accumulando acqua calda verso l’Indonesia e l’Australia.
  • Maggiore risalita di acque fredde (upwelling) lungo le coste del Perù ed Ecuador, con impatti positivi sulla pesca (più nutrienti in superficie).

Questi effetti generano conseguenze sul clima globale che, benché varino da regione a regione, si possono riassumere in:

Oceania e Sud-est asiatico

  • Piogge più abbondanti e rischio di alluvioni e cicloni tropicali.
  • Temperature generalmente più fresche e umide.

America meridionale (costa occidentale)

  • Siccità in Paesi come Perù e Cile.
  • Piogge ridotte anche in alcune zone del Brasile meridionale e dell’Argentina.

America settentrionale

  • Inverni spesso più freddi e nevosi in Canada e Stati Uniti settentrionali.
  • Clima più secco e caldo nel sud degli USA.

Africa

  • Siccità nell’Africa orientale (Corno d’Africa).
  • Piogge abbondanti nell’Africa meridionale.

Europa

In Europa gli effetti della Niña sono meno diretti, ma si possono registrare inverni più rigidi e perturbazioni alterate, soprattutto in combinazione con altri fattori atmosferici (come la corrente a getto).

Effetti della Niña in Italia

Questa tipologia di fenomeni, che un tempo interessavano praticamente solo gli oceani, sempre più spesso si formano anche sul Mediterraneo con conseguenze che arrivano a toccare anche l’Italia. Infatti, le condizioni meteorologiche instabili associate alla Niña spesso portano a precipitazioni irregolari: è per questo che in questo periodo alcune regioni stanno assistendo ad un aumento delle piogge.

Inoltre è alto anche il rischio di avere eventi estremi come nubifragi oppure alluvioni lampo che solitamente interessano fasce ristrette di territorio. Nonostante un aumento di eventi meteo estremi, ciò non significa che durante la Niña le estati siano fresche, ma le temperature elevate siano interrotte bruscamente da precipitazioni intense, con temporali e fenomeni estremi come grandinate.

Conseguenze della Niña sulle comunità e l’economia

Le ripercussioni che genera la Niña sulle comunità e sulle economie a livello mondiale possono essere davvero significative: la scarsità o l’eccesso di piogge può gravare pesantemente sull’agricoltura danneggiando i raccolti, sulla disponibilità di risorse idriche e sulla sicurezza alimentare, riducendo la disponibilità di cibo e aumentando i prezzi dei prodotti alimentari.

Inoltre, eventi meteorologici estremi possono provocare danni a infrastrutture fondamentali – quali ponti, strade, reti elettriche – ad abitazioni e coltivazioni, con un impatto economico notevole, che spesso sfocia nella necessità di assistenza alle popolazioni colpite. Sebbene gli effetti possano variare di anno in anno, comprendere l’influenza della Niña è cruciale per prepararsi adeguatamente e mitigare i potenziali danni.

Paola Greco

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