Wise Society : Il bilancio della Goletta dei Laghi di Legambiente: maglia nera a quello di Como
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Il bilancio della Goletta dei Laghi di Legambiente: maglia nera a quello di Como

Ventisei giorni, 6 regioni e 10 laghi alla ricerca delle minacce per la salute dei maggiori specchi d’acqua. Sul podio dei bacini più inquinati, ancora una volta, i grandi laghi del nord Italia. Primo posto al lago di Como

da Legambiente del 26 luglio 2011
29 Luglio 2011

Lago di Como, foto di Gabriele Asnaghi/Flickr Album

Dopo 26 giorni di viaggio, sono 41 i punti critici rilevati dal passaggio della Goletta di Legambiente nei laghi italiani. Tra questi, 32 sono risultati fortemente inquinati, cioè con una concentrazione di batteri fecali pari almeno al doppio del limite concesso dalla legge. Ancora una volta il maggior numero di campioni risultati fuori legge sono stati prelevati alla foce di fiumi e torrenti, a conferma che i problemi per i laghi sono causati anche dagli scarichi dei comuni dell’entroterra.

Sul podio, anche quest’anno, il lago di Como. Con l’irrisolto deficit di depurazione, si conferma il bacino lacustre con più criticità rilevate dai tecnici di Legambiente: 12 punti inquinati, in media 1 ogni 14 km di costa. Preoccupante anche la situazione dell’alto lago d’Iseo, con 5 punti critici, mediamente 1 ogni 12 km, su cui continua a pesare la quasi totale assenza di depurazione della Valcamonica. Segue il lago di Garda con 11 punti critici, in media 1 punto critico ogni 15 km e chiude la classifica il lago Maggiore con falle nel sistema di depurazione individuate in 7 punti, 1 ogni 24 km di lungolago. Mentre sono tre i punti critici riscontrati sul tratto italiano del lago di Lugano e sul lago di Bolsena nel Lazio.

«Con il passaggio della Goletta dei Laghi vogliamo mettere in luce lo stato di salute dei maggiori bacini lacustri italiani» ha commentato Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente. «I Laghi rappresentano ecosistemi fragili e molto sensibili alla qualità del territorio che li circonda. In queste settimane, perciò, abbiamo puntato il dito non solo contro la cattiva depurazione ma abbiamo evidenziato anche l’eccessivo consumo di suolo, la difficoltà di accesso alle spiagge, il rischio idrogeologico, le captazioni eccessive e la pesca. Tutti elementi imprescindibili per l’equilibrio dei nostri specchi d’acqua dolce e che spesso rappresentano la vera minaccia per questi ecosistemi. La campagna nazionale di Legambiente è anche l’occasione per promuovere le buone pratiche nella gestione del territorio e le località virtuose che si distinguono per l’investimento nell’eco- turismo e nelle relative esperienze raccolte ogni anno nella Guida Blu di Legambiente e Touring Club Italiano». È il caso dei laghi Trasimeno e Piediluco in Umbria dove il passaggio della Goletta è stato occasione per affrontare i problemi legati alla salvaguardia dell’ecosistema, come l’eutrofizzazione, e per promuovere le buone pratiche della gestione del territorio anche attraverso la collaborazione tra amministrazioni.

Ma è l’attento controllo delle qualità delle acque, eseguito dai biologi di Legambiente, che ha messo in evidenza punti critici, scarichi inquinanti e depuratori mal funzionanti che ancora minacciano questi splendidi ecosistemi. Nonostante, lo scorso anno, sia cambiata la normativa per la tutela delle acque, diventando più permissiva rispetto alla precedente in vigore dal 1982.

«Anche quest’anno Legambiente ha deciso di concentrare la sua attenzione sulle criticità che mettono in pericolo le acque dei laghi» ha commentato Giorgio Zampetti, portavoce della campagna di Legambiente e coordinatore scientifico dell’associazione, «segnalando ai cittadini e alle istituzioni le situazioni più a rischio. L’occhio critico della Goletta, nei suoi monitoraggi, ha avuto maggiore attenzione dopo il recepimento dello scorso anno della direttiva europea che ha permesso all’Italia di modificare in modo più permissivo i criteri e i parametri sulla balneazione che erano in vigore dal 1982», conclude Zampetti. Ma non basta cambiare la normativa, il problema dell’inquinamento resta. E dobbiamo sanarlo in tempi brevi.

 

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