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Giardini verticali: pregi, svantaggi e costi

Vi piace l'idea di avere una parete vegetale? Sappiate che è un ottimo isolante termico e acustico, ma presenta anche qualche svantaggio. L'ideale è rivolgersi a un buon vivaista o giardiniere specializzato che ne seguirà nel tempo anche la manutenzione

Sara Donati
8 Giugno 2011

Matteo Ferrario, un esempio di giardino verticale nella sua casa di Giussano (Monza e Brianza), fot di Sara DonatiMatteo Ferrario è un giardiniere specializzato di Giussano (Monza e Brianza), da sei anni lavora con la famiglia di vivaisti Enrico e Giorgio Cappellini di Mariano Comense e da circa tre anni si occupa di pareti verdi. Anzi negli ultimi mesi si è misurato con un giardino verticale tutto suo, che ha costruito sulla parete esterna della propria abitazione. Una soluzione di tendenza molto richiesta, perché i vantaggi offerti da questo tipo di sistemazione vegetale sono molteplici. Prima di tutto il muro verde è un ottimo isolante termico: permette di rinfrescare l’aria d’estate o la dispersione di calore in inverno, ma è anche un valido isolante acustico. Protegge dalle polveri inquinanti e crea una vera e propria barriera rigenerante grazie all’ossigeno prodotto. Bisogna sapere, però, che una parete vegetale richiede molta manutenzione e quindi la costante presenza del vivaista, del giardiniere o dell’agronomo che deve continuamente monitorare lo stato di salute delle piante che, molto a contatto le une con le altre, si sovrastano per cercare uno sbocco verso la luce. Anche il dispendio energetico è un altro punto a sfavore. Per permettere l’irrigazione automatica delle pareti verdi è necessario usare molta elettricità con alti costi. Ta tener presente anche l’utilizzo di fertilizzanti, necessari per permettere alle piante di fare fronte all’assenza di terreno biologico. I vegetali, infatti, nel metodo utilizzato da Patrick Blanc, crescono immettendo le proprie radici all’interno di pannelli di feltro, irrigati con acqua fatta cadere dall’alto e riutilizzata attraverso un sistema di ricircolo. «Nonostante queste difficoltà oggi, siamo in grado di trovare la soluzione adatta anche in situazioni impensabili» assicura Ferrario.

Caixaforum de Madrid, Author Rehabilitation from Herzog & De Meuron. Year 2008 - green wall, conceived with French artist Patrick Blanc - album di derkeNuke/flickr

«Per esempio, se c’è mancanza di luce si scelgono piante adatte ad un sottobosco tropicale, facendo uso di lampade led ultraviolette». Un esempio ben diverso è rappresentato dalla parete realizzata da Enel, con l’assessorato all’ambiente di Milano, installata di fianco ai giardini di Piazza Vetra. Questo muro vegetale invece di affidarsi alla classica tecnica della parete priva di terra, sceglie una soluzione diversa: migliaia di vasi, provvisti di irrigazione automatica, che affiancati, creano lo stesso effetto. È stata realizzata con l’ausilio di pannelli solari che permettono di alimentare l’impianto di irrigazione senza dispersione di energia elettrica. Un’altra tecnica per realizzare muri vegetali che si è rivelata efficace soprattutto su spazi molto ampi, è quella utilizzata dall’azienda Peverelli di Fino Mornasco (Como), una sorta di lanugine filamentosa, ricca di fibre, disposta lungo la parete (agganciata a griglie doppie sovrapposte, piuttosto spesse, 15-20 cm l’una) che permette alle radici di ancorarsi. Si tratta di un materiale proveniente dal Cile che si chiama “sfagno” e i costi necessari si aggirano sui 500/600 euro al metro quadro a seconda delle piante scelte e delle condizioni di installazione. Il risultato è sotto gli occhi di tutti sull’ampia parete del Centro commerciale Fiordaliso di Rozzano. Il sistema usato da Patrick Blanc rimane comunque il più leggero ed aereo, modulato su strutture di alluminio leggere e poco evidenti. Risulta adatto a situazioni anche molto ravvicinate e con superfici piccole. L’utilizzo di questo sistema richiede un costo medio di installazione che varia tra i 500 e 700 euro al metro quadro. Tutto dipende, anche qui, dalla scelta delle piante che possono far lievitare il prezzo in maniera considerevole. L’ alternativa al costruirsi un proprio greenwall, in futuro, potrebbe essere quella di noleggiarlo... anche se in Italia sembrano ancora lontane soluzioni come quella proposta dalla società svedese Greenworks, fondata da Lisa Wacklin e Per Berglund, che affitta pareti verticali da interni, utilizzabili come divisori naturali, utili soprattutto in aziende e uffici, e proponendo persino un “pacchetto” spese  completo di manutenzione.

Inside vertical garden, album di jingdianjiaju2/flickr

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