Dalla Lombardia al Piemonte, un nuovo modo di intendere il verde pubblico prende forma nelle città italiane: le foreste urbane. Ecco cosa sono, quali progetti nascono nel nostro Paese e perché i benefici non riguardano solo l'ambiente, ma anche la nostra salute fisica e mentale.
Non ci sono più solo parchi e viali alberati: nelle città italiane sta prendendo forma un nuovo modo di intendere il verde pubblico, quello della foresta urbana. Non semplici filari di alberi, ma veri e propri ecosistemi progettati per convivere con l’asfalto, i palazzi e il traffico, capaci di abbassare le temperature, ripulire l’aria e – sempre più spesso lo dimostrano gli studi – migliorare anche la nostra salute mentale. Dalla Lombardia al Piemonte, passando per Toscana e Lazio, i progetti di forestazione urbana si moltiplicano: ecco cosa sono, dove nascono e perché conviene guardarli con attenzione.

Foto Shutterstock
Cosa si intende per foresta urbana
Ma cos’è una foresta urbana? Con questo termine si indica un insieme di alberi, arbusti e vegetazione spontanea piantati o rigenerati all’interno o ai margini del tessuto cittadino, con una densità e una biodiversità tali da funzionare come un vero ecosistema, non come semplice arredo verde. A differenza del singolo parco o del viale alberato, la foresta urbana è pensata per creare corridoi ecologici, ospitare fauna selvatica e agire su scala di quartiere o di intera città, contribuendo alla cosiddetta rigenerazione urbana attraverso il verde.
Le specie scelte sono spesso autoctone o comunque resistenti al clima locale, selezionate per resistere a siccità, inquinamento e suoli poveri tipici dei contesti urbani, mentre la manutenzione punta a lasciare che l’ecosistema si sviluppi in autonomia, riducendo interventi e sprechi di risorse.
Dove nascono le foreste urbane in Italia
L’Italia si sta muovendo su più fronti. A Milano il progetto più noto è ForestaMi, promosso dal Comune insieme a Politecnico di Milano ed ERSAF, con l’obiettivo di piantare 3 milioni di nuovi alberi entro il 2030 su tutta l’area metropolitana: un intervento che punta a rispondere sia alla crisi climatica sia all’inquinamento atmosferico che affligge la Pianura Padana. Sempre nel capoluogo lombardo, il Bosco Verticale firmato da Stefano Boeri ha reso celebre in tutto il mondo l’idea di integrare la vegetazione direttamente nell’architettura, ospitando centinaia di alberi ed essenze arbustive sulle facciate delle torri residenziali.
A Torino prende forma il Bosco della Città, un progetto di riforestazione urbana promosso dall’amministrazione comunale che punta a restituire superfici verdi in aree dismesse e periferiche. In Toscana, tra Firenze e Prato, il Parco della Piana lavora da anni sulla creazione di una grande area boscata multifunzionale a servizio dell’intera area metropolitana. A Roma e in altre città si moltiplicano invece iniziative di piantumazione diffusa, spesso promosse da associazioni ambientaliste e realizzate in collaborazione con i cittadini.

Foto di ForestaMI
Perché le foreste urbane fanno bene alla salute: i benefici
I benefici delle foreste urbane non sono solo estetici o ambientali: la letteratura scientifica associa la presenza di verde diffuso in città a effetti misurabili sulla salute fisica e mentale delle persone.
- Diminuiscono l’inquinamento atmosferico: gli alberi assorbono anidride carbonica e trattengono le polveri sottili (PM10 e PM2,5), migliorando la qualità dell’aria che respiriamo ogni giorno nei centri urbani, tra le zone più esposte all’inquinamento atmosferico in Europa.
- Mitigano il calore: le foreste urbane contribuiscono inoltre a mitigare l’isola di calore urbana, il fenomeno per cui le città, per via di asfalto e cemento, registrano temperature più alte rispetto alle aree rurali circostanti: una copertura arborea adeguata può abbassare la temperatura percepita di diversi gradi nelle giornate più calde, un aspetto sempre più rilevante con l’avanzare della tropicalizzazione del clima italiano.
- Migliorano la salute mentale: non va sottovalutato infine l’impatto sul benessere psicologico. Numerosi studi collegano il contatto quotidiano con spazi verdi a una riduzione dello stress, dell’ansia e dei livelli di cortisolo, oltre a favorire l’attività fisica all’aperto. L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda almeno 9 metri quadrati di verde pubblico per abitante: una soglia che molte città italiane ancora faticano a raggiungere, ma che progetti come ForestaMi puntano progressivamente a colmare.

Foto di Magnific / teksomolika
Foreste urbane, un investimento per le città del futuro
Le foreste urbane non sono solo una risposta estetica al bisogno di verde, ma una vera e propria infrastruttura climatica e sanitaria per le città di domani. In un Paese sempre più esposto a ondate di calore, siccità e eventi meteorologici estremi, investire in nuovi boschi urbani significa costruire città più resilienti, più sane e più vivibili per chi le abita.

