Nel panorama dell'industria tessile, l'attenzione verso la sostenibilità è sempre più forte: l’UE vuole ridurre lo spreco di tessuti, favorirne il riciclo e promuovere un'industria della moda più attenta all’ambiente e ai diritti sociali. Ma cosa sono esattamente le fibre tessili rigenerate e come possono contribuire a un futuro più verde?
L’Unione Europea ha lanciato nel 2022 una strategia per rendere il settore tessile più sostenibile e orientato all’economia circolare. L’obiettivo è che, entro il 2030, i prodotti tessili siano più durevoli, riciclabili e realizzati con fibre tessili rigenerate (ovvero riciclate), riducendo così l’impatto ambientale e migliorando le condizioni di lavoro in tutta la filiera. Ma cosa sono, quali caratteristiche anno e soprattutto, quali benefici potrebbero donare al settore della moda?

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Fibre tessili rigenerate per una moda più green
Per raggiungere questo traguardo, l’UE vuole limitare il fast fashion, ponendo fine alla sovrapproduzione e al consumo eccessivo, incentivando il riciclo di fibre tessili, creando nuovi materiali a partire da vecchi capi di abbigliamento, in modo da ridurre anche i rifiuti e garantire valore nel riutilizzo e nel riciclaggio, sviluppando inoltre anche tutta una serie di servizi di riutilizzo e riparazione. Il circolo virtuoso dovrà infine continuare anche quando questi prodotti diventeranno rifiuti, riducendo al minimo l’incenerimento ed il collocamento in discarica dei suddetti articoli: importante, in tal senso, sarà rendere le aziende responsabili dei rifiuti creati dai propri prodotti.
Una delle soluzioni più innovative e promettenti per andare incontro a questi ambiziosi quando inderogabili obiettivi riguarda, come anticipato, le fibre tessili rigenerate, un tipo di materiale che sta guadagnando terreno grazie ai suoi numerosi benefici in termini di impatto ambientale.

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Fibre tessili riciclate: cosa sono?
Ma cosa sono le fibre tessili rigenerate? A differenza delle fibre rinnovabili, che provengono da materie prime naturali, che possono essere rigenerate o riutilizzate (come per esempio cotone, bambù, canapa), le fibre tessili rigenerate derivano dalla rigenerazione, appunto, di fibre tessili esistenti, non necessariamente naturali.
Questi materiali, invece di essere scartati, vengono recuperati, trattati e trasformati in nuove fibre pronte per essere utilizzate nella produzione di tessuti e abbigliamento.
È per questo che le fibre tessili rigenerate rappresentano il cuore dell’economia circolare nella moda: perché promuovono l’uso efficiente delle risorse, contribuendo a ridurre l’uso di materie prime vergini, e la riduzione dei rifiuti, permettendo di ridurre l’impatto ambientale dell’industria tessile, una delle più inquinanti al mondo.

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I tipi di fibre tessili rigenerate
Com’è facile immaginare, il grande insieme delle fibre tessili rigenerate comprende tantissime tipologie di filati. Li elenchiamo qui sotto.
- Lana e cashmere: le fibre di lana rigenerata sono ottenute dal completo riciclaggio degli indumenti, o dagli scarti di varie lavorazioni, composti in diverse percentuali di lana, rinnovata attraverso processi che rimuovono impurità e ne migliorano la qualità. Queste fibre possono essere rigenerate fino a quattro volte. Tuttavia, con ogni ciclo di rigenerazione, la lunghezza e la resistenza delle fibre diminuiscono, il che può richiedere l’aggiunta di una percentuale di fibra vergine per mantenere la qualità del filato.
- Cotone: il cotone può essere rigenerato fino a due volte. Il processo di riciclo del cotone può avvenire sia pre-consumo, utilizzando scarti di produzione, sia post-consumo, recuperando tessuti usati. Anche la rigenerazione del cotone comporta una riduzione della lunghezza delle fibre, influenzando la qualità del filato ottenuto.
- Fibre sintetiche rigenerate come nylon e poliestere: le fibre sintetiche possono teoricamente essere riciclate un numero illimitato di volte senza perdere le loro proprietà originali. Ad esempio, il nylon può essere riciclato attraverso processi di depolimerizzazione e ripolimerizzazione, permettendo la produzione di nuovi filati con caratteristiche simili a quelli originali.
I vantaggi delle fibre tessili rigenerate
I vantaggi delle fibre tessili rigenerate sono numerosi: come abbiamo visto, riducono la richiesta di nuove risorse naturali e il volume dei rifiuti tessili, limitando la quantità di abiti destinati alle discariche. Inoltre, la loro produzione richiede generalmente meno energia rispetto a quella delle fibre vergini.
In particolare, la lana rigenerata rappresenta un’alternativa ecologica alla lana tradizionale, contribuendo a rendere l’industria tessile più sostenibile e a ridurre il suo impatto ambientale.
In un’epoca in cui la sostenibilità è diventata un imperativo, le fibre tessili rigenerate rappresentano una delle soluzioni più promettenti per un’industria tessile più verde, in grado di creare prodotti di alta qualità e sostenibili.
Paola Greco
