Wise Society : A Favara la prima scuola senza plastica
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A Favara la prima scuola senza plastica

All’istituto comprensivo «Bersagliere Urso» hanno bandito le bottiglie di plastica sostituendole con borracce di alluminio.

Fabio Di Todaro
26 febbraio 2019

La messa al bando della plastica dagli istituti scolastici ha avuto inizio da Favara, comune dell’entroterra agrigentino. Qui, da una settimana, i bambini bevono grazie alle borracce donate da un’azienda locale (la Voyages Patti). È così stato dato il via alla campagna dell’associazione «Marevivo», che prevede per l’appunto la messa al bando della plastica dagli istituti scolastici. «Siamo felici che questa campagna sia partita proprio dalla Sicilia», spiega Fabio Galluzzo, responsabile della delegazione siciliana e vicepresidente nazionale di «Marevivo». I primi ad aderire sono stati l’istituto comprensivo «Bersagliere Urso» di Favara e il «Quasimodo» di Agrigento.

IL VIA A FAVARA E AD AGRIGENTO – Si stima che in una classe gli alunni consumino ogni giorno una bottiglia di plastica d’acqua, in un intero anno scolastico circa quattromila. Così un istituto, con una media di circa 25 classi, in un anno scolastico ne utilizzerà centomila. Se dieci istituti decidessero di dire basta alla plastica usa e getta, verrebbero risparmiate all’ambiente circa un milione di bottigliette in un solo anno. Si tratta dunque di un’iniziativa di valore educativo e di azione di tutela dell’ambiente. Le scuole svolgono infatti una funzione importante nella formazione ed educazione dei ragazzi e possono avere un ruolo cruciale nel sensibilizzare le nuove generazioni sul problema dell’inquinamento da plastiche. Il progetto si pone l’obiettivo di stimolare la diffusione di una cultura ambientale per promuovere stili di vita sostenibili, in nome della tutela dell’ambiente e di tutte le risorse che esso ci offre.

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All’istituto comprensivo «Bersagliere Urso» di Favara hanno bandito le bottiglie di plastica sostituendole con borracce in alluminio, Foto: iStock

L‘IMPEGNO DELLE SCUOLE – «Bastano piccoli cambiamenti per liberare il Pianeta dalla plastica», dice il dirigente scolastico Brigida Lombardi, avendo come riferimento l’uso della borraccia in alluminio riutilizzabile, in modo che i ragazzi non portino più bottigliette di plastica. Tra le norme da seguire per aderire alla campagna, l’associazione «Marevivo» chiede di impegnarsi a non installare distributori di bevande in bottiglie, ma erogatori di acqua dove poter ricaricare la propria borraccia, eliminare le stoviglie monouso come bicchieri, piatti, posate e cannucce e sostituirli con prodotti composti da materiali alternativi e biodegradabili. In questo senso la sensibilizzazione è fondamentale: avvicinare il problema serve a far capire a tutti quanto sia indispensabile un impegno consapevole che parta dalle piccole cose. Presto sarà diffusa una circolare spiegando i motivi per cui è importante eliminare la plastica usa e getta sensibilizzando insegnanti e studenti.

Twitter @fabioditodaro

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