Wise Society : Eutrofizzazione delle acque: cos’è e quali conseguenze ha

Eutrofizzazione delle acque: cos’è e quali conseguenze ha

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20 Marzo 2025

Uno dei problemi collegati all’eccessivo uso di fertilizzanti in agricoltura è l’eutrofizzazione delle acque. È diffuso in tutto il mondo e va affrontato in maniera concreta. Scopriamo cos'è, quali sono le sue cause e la situazione in Europa e in Italia

L’eutrofizzazione delle acque è un problema diffuso a livello mondiale, che riguarda persino gli ecosistemi acquatici dell’Antartide e l’Artico. Si tratta di una “delle più gravi espressioni dell’inquinamento dell’acqua e di un processo di degrado degli ecosistemi e dell’invecchiamento dei corpi idrici”, spiega l’Istituto Superiore di Sanità (ISS). L’aumento della concentrazione di nitriti nell’acqua eutrofica è pericoloso per la stessa salute umana.

Eutrofizzazione delle acque

Foto Shutterstock

Eutrofizzazione: significato e definizione

Prima di capire cosa comporta questo problema, dobbiamo innanzitutto comprendere a fondo che cos’è l’eutrofizzazione e in che modo agisce sulle acque. Ebbene, si tratta di un progressivo ed eccessivo processo di arricchimento di nutrienti (principalmente azoto e fosforo), in un ecosistema acquatico, cosa che porta alla proliferazione incontrollata di alghe e piante acquatiche e, allo stesso tempo, alla diminuzione della qualità delle acque stesse.

L’arricchimento di nutrienti innesca infatti una reazione a catena nell’ecosistema, che va dalla rapida crescita di alghe e di altro plancton, dal declino dell’ossigeno disciolto, dal deterioramento della qualità dell’acqua e dalla moria di massa di pesci e di altri organismi.

Il problema dell’eutrofizzazione, come detto, è diffuso in tutto il mondo. Negli Stati Uniti, il 65% degli estuari e delle acque costiere, studiati dai ricercatori del National Ocean Service (NOAA), sono moderatamente o gravemente degradati da eccessivi apporti di nutrienti. Anche la Cina sta soffrendo le conseguenze dell’eutrofizzazione. Già alla fine degli anni Novanta del secolo scorso, la quota dei laghi eutrofici a livello nazionale era salita al 77%, fa sapere ancora l’ISS.

mucillagine in mare

Mucillagine nell’Adriatico – Foto Shutterstock

Le cause dell’eutrofizzazione delle acque

L’eutrofizzazione può essere di origine naturale, ma è più spesso accelerata e causata principalmente dalle attività umane, come l’agricoltura intensiva e gli scarichi industriali e urbani. Infatti anche se i fenomeni naturali, come l’erosione delle rocce e la decomposizione di materia organica contribuiscono al problema, le principali indiziate rimangono le attività antropiche. In particolare, le cause dell’eutrofizzazione possono ritrovarsi in: 

  • Scarichi agricoli – L’uso eccessivo di fertilizzanti ricchi di azoto e fosforo nell’agricoltura di tipo intensiva porta al loro dilavamento nei corpi idrici vicini, contribuendo così al problema dell’eutrofizzazione.
  • Scarichi urbani e domestici – Le acque reflue, specialmente se non adeguatamente trattate, contengono alte concentrazioni di nutrienti che favoriscono l’eutrofizzazione.
  • Scarichi industriali – Alcune industrie rilasciano nelle acque residui contenenti fosforo e azoto, contribuendo così massicciamente al fenomeno.
  • Deforestazione e erosione del suolo – L’assenza di vegetazione riduce la capacità del suolo di trattenere i nutrienti, che vengono facilmente trasportati nei corsi d’acqua.
  • Acque di zootecnia – Il letame e i liquami inquinanti prodotti dagli allevamenti intensivi sono una fonte significativa di nutrienti quando non vengono gestiti correttamente.
  • Piogge acide – Anch’esse conseguenza dell’inquinamento ambientale, possono liberare sostanze che alterano la chimica dell’acqua, favorendo così la proliferazione algale delle alghe.

Oltre a costituire un grave problema per gli organismi che vivono nelle acque fluviali e nel mare, nonché per la salute umana, ha pesanti conseguenze economiche. Solo negli Stati Uniti si stima che i costi dei danni provocati dall’eutrofizzazione è di circa 2,2 miliardi di dollari all’anno, riporta un articolo pubblicato su Nature.

Allevamento intensivo di bovini

Foto Shutterstock

Eutrofizzazione in Europa

L’Unione Europea intende affrontare il fenomeno dell’eutrofizzazione a partire da quella causata dalla deposizione di azoto atmosferico. La European Environment Agency ricorda, a tale riguardo, che il Piano d’azione per l’inquinamento zero della Commissione europea punta a ridurre gli ecosistemi a rischio di eutrofizzazione causati dalla deposizione di azoto atmosferico del 25% nell’Unione europea entro il 2030, rispetto ai livelli del 2005.

Rileva che l’area totale in cui la deposizione di azoto ha superato i presunti carichi critici per l’eutrofizzazione, il parametro che misura tale rischio, “è diminuita del 13% tra il 2005 e il 2022”. Iniziative come la direttiva sugli impegni nazionali per la riduzione delle emissioni, la strategia Farm to Fork e la strategia sulla biodiversità per il 2030 sono quadri fondamentali per ridurre ulteriormente il rischio di eutrofizzazione negli ecosistemi.

Sebbene le azioni di mitigazione del problema siano previste e già messe in atto, i progressi sono ancora insufficienti. Le analisi evidenziano l’importanza di concentrarsi su azioni specifiche per affrontare le emissioni di ammoniaca provenienti dall’agricoltura.

Nell’analizzare la situazione, l’Agenzia registra i più alti superamenti dei carichi critici di azoto per il 2022 sono stati riscontrati nella Pianura Padana in Italia e nelle aree di confine tra Paesi Bassi e Germania.

Eutrofizzazione delle acque in Italia

L’eutrofizzazione in Italia è un problema che ha “fatto notizia” nell’estate del 2024, quando è tornata a comparire sotto forma di mucillagine nell’Adriatico. Ma è solo la punta dell’iceberg, la forma più evidente di un problema decisamente più esteso e che va affrontato presto e bene.

Nel Belpaese esiste infatti un serio problema riguardante l’inquinamento delle falde acquifere. Esso è legato all’uso eccessivo di nitrati nei fertilizzanti, nel letame e nei pesticidi, che poi vanno a finire in acqua, provocando il problema dell’eutrofizzazione delle acque. L’inquinamento delle falde acquifere è un fenomeno diffuso in Europa, ma particolarmente pronunciato nelle regioni agricole, oltre che dell’Italia, di Spagna, Paesi Bassi, Belgio, Danimarca e Francia.

Tra l’altro, l’Italia sta violando la Direttiva Nitrati e rischia di doverne rispondere davanti alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, evidenzia Greenpeace. La stessa associazione ricorda che, secondo i bollettini nitrati rilasciati dalla Regione Lombardia, il 40% dei Comuni lombardi che si trova in zone vulnerabili ai nitrati continua a superare i livelli di azoto di origine zootecnica consentiti, con gravi rischi per suolo, acqua e salute pubblica.

Andrea Ballocchi

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