Wise Society : Educatore ambientale, una figura cruciale per insegnare la sostenibilità

Educatore ambientale, una figura cruciale per insegnare la sostenibilità

di Maria Enza Giannetto
15 Febbraio 2022

La figura professionale di chi progetta e fornisce servizi educativi nell’ambito delle tematiche green è sempre più diffusa e ricercata. In Italia, però, non esiste ancora un percorso di studi riconosciuto e una regolamentazione della professione. Importante, quindi, affidarsi sempre a professionisti validi, sia per diventare educatori, sia per usufruire dei loro servizi

Una persona capace di progettare e fornire servizi educativi nell’ambito delle tematiche green. Negli ultimi anni la figura dell’educatore ambientale è diventata sempre più diffusa e richiesta, anche per venire incontro alle esigenze di quella transizione ecologica su cui si basa il cambiamento di rotta per salvare il Pianeta nonché la conoscenza, sempre più imprescindibile, degli Obiettivi dell’Agenda 2030. Ma chi è l’educatore ambientale e qual è il percorso di formazione per diventarlo? Una questione importante per evitare sia di disperdere le energie che di affidarsi a persone sbagliate, che non solo non siano in grado di “educare” ma possono persino creare problemi.

Eco educazione

Foto Shutterstock

Chi è l’educatore ambientale

Quella dell’educatrice ed educatore ambientale è una figura professionale intellettuale, capace di progettare ed erogare servizi educativi nel campo della conoscenza, valorizzazione, promozione e protezione in tematiche di politiche ambientali. Educatrici ed educatori ambientali possono essere lavoratori dipendenti o autonomi e possono fornire i propri servizi a centri specializzati, istituzioni scolastiche, enti locali, musei, enti gestori di parchi e riserve naturali, associazioni culturali e aree protette. Si tratta inoltre di una professione che può essere esercitata sia al chiuso (aule, laboratori, musei) sia all’aperto.

Le competenze richieste

Le competenze dell’educatore ambientale sono, quindi: individuazione, conoscenza, protezione, promozione dello sviluppo sostenibile, valorizzazione, educazione, formazione. E’, importante, inoltra, che conosca tutte le tematiche connesse alla sostenibilità e alla protezione dell’ambiente, come i concetti di biodiversità, impronta ambientale, e così via-

L’educazione ambientale, infatti, non tratta semplicemente lo studio dell’ambiente naturale ma è una vera e propria azione che mira a promuovere cambiamenti negli atteggiamenti e nei comportamenti delle persone e nelle comunità. Insomma, un vero e proprio “proposito” di insegnare la struttura e l’organizzazione dell’ambiente naturale e, in particolare, educare gli esseri umani a gestire i propri comportamenti in rapporto agli ecosistemi per vivere in modo sostenibile.

Educatore ambientale

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Come è regolamentata la professione di educatore ambientale

La figura dell’educatore ambientale non ha una regolamentazione diretta. In Italia, a parte la Regione Liguria, non esiste infatti riconoscimento per la figura e questo significa che non esistono requisiti univoci per svolgere la professione né, tanto meno, una specifica formazione. E questo, purtroppo, significa anche a volte l’attività di Educazione Ambientale venga svolte senza una vera e propria conoscenza approfondita della materia o delle modalità.

I riferimenti normativi, comunque, rimangono il quadro Europeo delle Qualifiche (European Qualification Framework – EQF); la raccomandazione 2009/C 155/02 (Sistema europeo di crediti per l’istruzione e la formazione professionale -ECVET); la legge 4/2013 relative alle professioni non regolamentate.

In ogni caso, di solito, la volontà di insegnare “rispetto per l’ambiente” parte da settori universitari che hanno a che fare con la Natura – scienze naturali, ambientali o persino agraria – o da associazioni ambientaliste. Iconico l’esempio di Greenopoli ideato dal professore Giovanni De Feo. Purtroppo, però, l’essere competenti in una materia non significa saperla anche comunicare, insegnare e spiegare visto che queste sono attività che hanno anche a che vedere con pedagogia, didattica e, appunto, educazione.

Un educatore ambientale è soprattutto un “insegnante”

Non a caso, a partire da gennaio 2019, la legge sulle professioni di educatore e pedagogista (legge di bilancio 205/17, comma 594 e successivi) dispone che chiunque intenda svolgere la professione di Educatore (e nel testo si cita anche l’educatore ambientale) deve essere laureato proprio in Scienze dell’Educazione o Scienze pedagogiche. E nel momento in cui si applicherà del tutto, sarà davvero necessario che chiunque abbia a che fare con l’educazione lo faccia con preparazione solida e riconosciuta.

Pertanto, al momento, anche se non esiste una formazione specifica (se non alcune specializzazioni post laurea, corsi di approfondimento organizzati dai CEA e corsi non riconosciuti attuati dalle Associazioni), il percorso formativo sicuramente privilegiato per diventare educatore ambientale è quello della laurea in Scienze dell’Educazione o Scienze Naturali seguiti da un master di specializzazione in Educazione e comunicazione ambientale. Oltre, ovviamente, a tanto, tantissimo studio individuale. 

Una volta pronti per affrontare la professione, si può verificare se nella propria Regione la Rete IN.F.E.A è operativa e cercare di collaborare con una delle strutture della rete che mette insieme le strutture e le associazioni che svolgono progetti di Educazione Ambientale sul territorio, oppure cominciare a sviluppare un proprio progetto da sottoporre a privati, comunità, scuole, comuni e aziende interessate.

Maria Enza Giannetto

 

 

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