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Con Olly® l’olio domestico esausto diventa risorsa

Con il progetto di Eco.Energia l'olio usato di frittura può essere comodamente riciclato senza diventare un killer per l'ambiente

Mariella Caruso
28 dicembre 2015

Olly_CARD2015_FotoC’è un rifiuto che ogni famiglia italiana, chi più chi meno, produce e smaltisce (quasi sempre) scorrettamente creando un danno incalcolabile all’ambiente: l’olio domestico esausto alimentare o, più semplicemente, l’olio usato di frittura. A chi non è capitato di gettar via l’olio usato nel lavello? Un gesto usuale che, però, ha delle conseguenze delle quali si sottovaluta l’impatto. Se il Coou, il Consorzio obbligatorio che si occupa della raccolta e lo smaltimento degli oli lubrificanti, e il Conoe, che fa lo stesso con gli oli e i grassi vegetali e animali esausti per l’industria alimentare e la ristorazione, non si fa abbastanza per il recupero degli oli domestici che dovrebbero essere smaltiti presso le isole ecologiche comunali. Ma tutto viene lasciato al buonsenso dei cittadini che, raramente, trovano nelle linee guida per il riciclo indicazioni valide per la raccolta.

LA RACCOLTA CAMBIA METODO – Da Eco.Energia, una società a capitale misto partecipata dall’Asm Bressanone, è arrivato in Italia il progetto Olly® già sperimentato con successo in alcune zone di Germania e Austria: casine di raccolta  diffuse a disposizione dei cittadini cui viene fornito un contenitore di facile utilizzo per la raccolta domestica. Quando il contenitore, che contiene tre litri di olio domestico usato, è pieno viene depositato nella casina, alla quale si accede con un codice personale, e si ritira un bidone vuoto. «Pur nella sua semplicità si tratta di un progetto innovativo – spiega Eva Basile, responsabile comunicazione e sviluppo di Eco.Energia, licenziataria in Italia di Olly® -. Il sistema è comodo, pulito, leggero e poco ingombrante, non rilascia cattivi odori e la plastica è resistente alle alte temperature». foto_inaugurazione_QuarrataAltro punto non trascurabile è quello della gestione delle “casine Olly®” che fungono da punti di raccolta. «Il sistema di accesso è completamente automatizzato – continua Basile -. I cittadini che si iscrivono al programma ricevono una tessera magnetica che permette l’apertura della porta per il deposito del contenitore e il ritiro del bidoncino vuoto e pulito». Sbarcato nel 2009 in Italia il sistema Olly®, valido anche per le utenze commerciali (con bidoni da 25 kg e raccolta porta a porta), è stato testato con alcuni progetti pilota in Trentino Alto Adige, Toscana, Umbria e Piemonte ed è attualmente operativo nella Valle dell’Isarco in Alto Adige, nelle città di Firenze, Siena e Prato, a Città di Castello e nella zona del Mugello. Ma cosa accade all’olio esausto raccolto da Eco.Energia? «L’olio raccolto viene principalmente utilizzato per la produzione di biocarburanti tramite il conferimento ad aziende estere del settore – spiega Basile -, ma potrebbe essere utilizzato anche per la cogenerazione».

Olio domestico esausto: in Italia se ne producono circa 280.000 tonnellate, Image by iStockI DANNI ALL’AMBIENTE – Per capire meglio le conseguenze dello sversamento dell’olio domestico esausto negli scarichi domestici ecco qualche dato utile: in Italia si producono circa 280.000 tonnellate di oli esausti alimentari di cui il 50% dalle utenze domestiche. Un solo chilo di olio vegetale è sufficiente a coprire circa 1.000 metri quadrati di qualsiasi specchio d’acqua creando un sottile strato che impedisce alla luce di penetrare e la conseguente scomparsa di molte forme di vita.  A questo si aggiungano l’ inquinamento, ove raggiunte, delle falde acquifere, l’impermeabilizzazione del terreno che diventa infertile e l’intasamento delle fognature. «Non c’è da trascurare nemmeno il risparmio per le amministrazioni – conclude Fabbri –. Estendendo il progetto Olly® a livello nazionale si avrebbe un risparmio potenziale, relativo ai costi di depurazione, di oltre 15 milioni di euro di depurazione periodica delle fognature».

 

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