Wise Society : Colonnine ricarica auto elettriche: prezzi e produttori

Colonnine ricarica auto elettriche: prezzi e produttori

di Emanuele Francati
3 Settembre 2025

Ecco quanto costano le colonnine per auto elettriche e chi le produce

Possedere un’auto elettrica? Non più un gesto da pionieri della sostenibilità, ormai. Al contrario, si tratta di una scelta sempre più comune. I vantaggi della mobilità green sono ormai conoscenza diffusa, ma la vera svolta verso una soluzione a zero emissioni passa anche dalle infrastrutture di ricarica. Le colonnine elettriche per uso domestico o pubblico rappresentano, oggi, uno snodo essenziale per rendere davvero pratico l’utilizzo di veicoli elettrici nella vita di tutti i giorni. 

Ma quanto costa installare una colonnina? E quali sono le aziende più affidabili che le producono? In questa guida, analizziamo i prezzi delle colonnine di ricarica, le caratteristiche tecniche principali, le agevolazioni disponibili (se ce ne sono), e scopriamo insieme chi sono i principali produttori attivi in Italia e in Europa. Un approfondimento completo, utile per orientarsi in un mercato in forte espansione che incrocia tecnologia, sostenibilità e praticità.

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Foto Freepik

Come funziona la colonnina per ricaricare l’auto

Le colonnine per la ricarica delle auto elettriche funzionano come un punto di approvvigionamento di energia, pensato appositamente per trasferire elettricità alla batteria del veicolo in modo sicuro, controllato e relativamente veloce. La macchina viene messa “in carica”, proprio come fosse un cellulare o un qualsiasi altro dispositivo elettronico. Una volta caricata, può essere staccata e funzionare in autonomia. Ma vediamo più nel dettaglio come funziona, passo per passo. 

In primis, avviene la connessione dell’auto alla colonnina di ricarica. L’auto viene collegata tramite un semplice cavo di ricarica. Alcune colonnine hanno il cavo integrato -soprattutto quelle fast o ultra-fast-, mentre in altri casi è necessario usare il proprio.

A questo punto, in molte colonnine pubbliche è richiesta l’autenticazione, che può avvenire tramite una tessera RFID, un’app oppure un codice QR. Questo permette di avviare la ricarica e, se previsto, di contabilizzare il costo.

Prima che inizi la ricarica, la colonnina e l’auto comunicano tra loro per uno scambio di informazioni utile a determinare quanta energia è necessaria, il tipo di corrente compatibile (monofase/trifase, AC/DC), e impostano in automatico i parametri corretti per garantire sicurezza ed efficienza. Una volta stabilito il collegamento -e autorizzata l’operazione-, inizia il trasferimento di energia. Ovvero, l’avvio della ricarica vera e propria. L’utente ha modo di monitorare lo stato della ricarica sul display della colonnina o tramite app, quando disponibile. 

La ricarica si interrompe automaticamente quando la batteria è piena, in genere, ma può anche essere stoppata manualmente quando l’utente lo desidera. Dopo la fine della sessione, basta scollegare il cavo per riprendere il viaggio. 

Quanto tempo ci vuole? Dipende da diversi fattori. Una colonnina domestica richiede dalle 6 alle 12 ore, in genere, ed è perciò la soluzione ideale per la notte o per le soste lunghe. Le colonnine pubbliche veloci impiegano un tempo compreso tra 3 e 6 ore, ottimo per i parcheggi di lunga durata, mentre il Fast Charger, molto usato nelle stazioni di servizio o in autostrada, ricarica dal 20 all’80% nel giro di 30-60 minuti. I veicoli predisposti per l’alta potenza possono anche usare l’Ultra Fast Charger, che ricarica fino all’80% della batteria in 15-30 minuti.

Anche il tipo di corrente influisce sulle tempistiche. La AC (corrente alternata) è più lenta, con tempi che vanno dalle 4 alle 8 ore, mentre la DC (corrente continua) si occupa della ricarica rapida ed è più utilizzata in autostrade e grandi centri urbani. 

Ad ogni modo, oggi è possibile trovare colonnine di ricarica per auto elettriche un po’ dappertutto. Si possono installare in casa, in parcheggi aziendali, in spazi pubblici o in aree di servizio autostradali, e sono parte essenziale della transizione verso una mobilità sostenibile, responsabile, attenta all’ambiente e alle sue necessità.

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Quanto costa installare una colonnina di ricarica per auto elettrica

Installare una colonnina di ricarica per auto elettrica comporta una serie di costi variabili, che dipendono da diversi fattori. Il tipo di dispositivo scelto, per esempio, così come la potenza richiesta, il luogo di installazione ed eventuali adeguamenti tecnici necessari. 

Vediamo quali sono i principali aspetti economici da tenere in considerazione, uno per uno. 

Costi delle colonnine elettriche

Il primo costo, naturalmente, è costituito dal prezzo delle colonnine per la ricarica di auto elettriche, che può variare anche in modo significativo. Potenza erogata, destinazione d’uso (domestica, condominiale, pubblica o aziendale) ed eventuali funzioni smart integrate sono fattori determinanti. 

Le colonnine per uso domestico, da 3,7-7,4 kW, hanno in genere un costo indicativo tra i 500 e i 1000 euro. Sono pensate per abitazioni private, e possono essere installate in garage o posti auto coperti. Queste colonnine sono compatibili con l’impianto elettrico standard di casa (monofase) e permettono una ricarica lenta ma costante. Ideale, quindi, nelle ore notturne. Modelli base, senza connettività smart, si trovano attorno ai 500-700 euro, mentre le versioni con gestione via app, Wi-Fi, controllo da remoto e integrazione con impianti fotovoltaici possono superare i 1200.

Le colonnine a uso condominiale, aziendale o semi-pubblico raggiungono una potenza di 11-22 kW, e un prezzo base di 1200-1300 euro. Adatte a contesti in cui più persone condividono l’uso, queste colonnine richiedono un impianto trifase e sono più potenti e versatili. Sono molto diffuse nei parcheggi aziendali, nelle autorimesse condominiali o all’interno di strutture ricettive. I modelli base, lo abbiamo detto, partono da circa 1200 euro, ma più si aggiungono optional particolari, più il prezzo aumenta. Monitoraggio dell’energia, interfaccia utente digitale, RFID, contatori certificati MID e gestione multi-utente possono far raggiungere -o superare- i 3000 euro. Spesso, queste colonnine sono anche predisposte per la fatturazione automatica dei consumi. 

Le colonnine DC Fast Charger, che superano i 50 kW, sono pensate per un uso pubblico o aziendale intensivo. Si tratta di dispositivi ad altissima potenza, in grado di ricaricare una macchina in meno di un’ora. Installate in stazioni di servizio, centri commerciali, aree aziendali a traffico elevato o presso enti pubblici, hanno naturalmente un costo molto maggiore rispetto a quanto visto finora: si parla di cifre comprese tra i 10.000 e i 50.000 euro. Soprattutto per i modelli da 100-300 kW, ancora più potenti. Il costo cresce ulteriormente se si includono le spese per infrastruttura, trasformatori dedicati, sistemi di raffreddamento e connessione alla rete elettrica ad alta tensione. 

Indipendentemente dalla potenza, comunque sia, oggi la maggior parte delle colonnine di nuova generazione integra funzionalità smart, come la gestione tramite app per smartphone, il controllo dei consumi in tempo reale e la compatibilità con sistemi di accumulo e fotovoltaico. Il car sharing e la compatibilità con sistemi di domotica sono altre funzionalità ormai molto comuni. Che, ovviamente, incidono sul prezzo finale della colonnina di ricarica, anche se offrono una maggiore efficienza energetica e, di conseguenza, la possibilità di risparmiare sui costi di ricarica

Costo di allacciamento

Anche l’allacciamento della colonnina di ricarica alla rete elettrica prevede un costo, ed è una fase fondamentale dell’installazione. Anche qui, sono diversi i fattori che incidono sulla cifra finale, tra cui la potenza richiesta, il tipo di impianto elettrico presente e la distanza tra il contatore e la colonnina.

Se la colonnina è destinata a un’abitazione privata e si intende collegarla all’impianto domestico già esistente, si parla di costi più contenuti, soprattutto se contatore e punto di installazione si trovano abbastanza vicini tra di loro. In genere, si tratta di:

  1. 100-500 euro per materiali e cavi (eventualmente schermati e interrati)
  2. 300-600 euro per la manodopera specializzata (in questo caso, elettricista)
  3. 150-400 euro per il quadro elettrico dedicato e le protezioni differenziali (in base al modello)

Parliamo, quindi, di un minimo di 550 euro e un massimo di 1500. 

Aumento potenza del contatore

In alcuni casi (abbastanza spesso) per alimentare colonnine da 7,4 kW o superiori è necessario richiedere un aumento di potenza del contatore. Il classico contratto domestico da 3 kW non è sufficiente, specialmente se in casa ci sono anche altri elettrodomestici energivori. Anche questa operazione prevede dei costi, che variano a seconda del gestore e al salto di potenza: 

  • Da 3 a 6 kW: circa 70 – 100 € una tantum 
  • Da 6 a 10 kW (o più): fino a 300 € o più

A ciò si aggiunge un aumento del canone mensile, proporzionato alla potenza impegnata. Per impianti trifase, condominiali o aziendali, la situazione si complica e i costi possono crescere ancor di più, anche fino a diverse migliaia di euro, se servono interventi tecnici sulla cabina o sulla rete.

Autorizzazioni ed eventuali costi aggiuntivi

Non mancano poi i costi legati alle autorizzazioni necessarie per installare una colonnina di ricarica auto. In abitazioni private o box auto non serve autorizzazione, ma in caso di modifica dell’impianto è comunque necessaria una dichiarazione di conformità da parte di un elettricista abilitato. 

In condominio, invece, serve comunicazione all’amministratore. Se l’intervento coinvolge spazi comuni, può essere necessario richiedere un’autorizzazione in assemblea.  L’installazione professionale, a seconda della complessità, avrà un costo compreso tra i 300 e i 1000 euro

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Produttori di colonnine ricarica auto elettriche: prezzi e confronti

Oggi il mercato delle colonnine di ricarica è sempre più ampio, con soluzioni per tutte le esigenze. Tra i produttori più noti, Wallbox è una scelta molto apprezzata per l’uso domestico: compatta, facile da installare e con tanto di app per la gestione da remoto, ha prezzi contenuti che si attestano nel range 600-1300 euro. 

Chi cerca prestazioni elevate può invece puntare su ABB, tra i leader nel settore industriale e pubblico. Le sue colonnine arrivano fino a 350 kW e superano i 15.000 euro, ma offrono affidabilità e sistemi avanzati di gestione. Una via di mezzo interessante è Enel X Way, con  soluzioni adatte sia ai privati che alle aziende, e prezzi tra i 900 e i 3.000 euro. Compatibilità con fotovoltaico e funzioni smart sono sue prerogative. 

Per chi vuole spendere meno senza rinunciare alla qualità ci sono anche ABL e Scame, con modelli robusti e semplici, ideali per case o piccoli condomini. Infine, se guidi una Tesla puoi affidarsi al Wall Connector, ottimizzato per la propria auto ma compatibile anche con altri veicoli, mentre se vuoi qualcosa di portatile puoi valutare i modelli di Go-e o EVBox.

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Conviene installare una colonnina in casa o in azienda?

Alla luce di tutto questo, chiedersi se conviene installare una colonnina di ricarica per l’auto elettrica, in casa o in azienda, è piuttosto automatico. La verità, però, è che non c’è una risposta netta: può essere una scelta molto conveniente, ma dipende da diversi fattori pratici, economici e logistici. 

In casa, conviene farlo se si ha un’auto elettrica o plug-in di uso quotidiano, anche piuttosto intenso, e se si ha un posto auto privato che sia in box, garage o posto assegnato. Con un impianto fotovoltaico, poi, conviene ancor di più, dal momento che si può accumulare e usare energia gratuita. Si tratta di una scelta che permette di risparmiare, dato che la ricarica domestica costa meno delle colonnine pubbliche ((0,20–0,30 €/kWh contro 0,45–0,80 €/kWh), e che offre comodità: ricarichi di notte, senza soste né attese. Installarla ti costerà tra i 700 e i 2000€ inizialmente, ma detraibili in parte con incentivi statali come il Bonus Colonnine 2024.

In azienda, conviene installare una o più colonnine se si possiede una flotta aziendale elettrica -anche solo parzialmente-, per offrire un servizio ai dipendenti o ai clienti. È un modo per risparmiare carburante e, cosa non da poco, migliorare l’immagine green dell’azienda (ma tenendosi ben lontani dal rischio greenwashing). Ci sono anche alcuni vantaggi fiscali: parte dei costi di acquisto o installazione possono essere ammortizzate. In più, con le colonnine condivise è anche possibile fatturare le ricariche ai dipendenti o utenti esterni. 

Ma quindi, quando non conviene? In assenza di un posto auto privato, o se si fa un uso solo occasionale dell’auto elettrica, è meglio affidarsi alla rete di colonnine pubbliche che si trovano nei paraggi. Dopotutto, oggi ci sono più di un milione di colonnine di ricarica in Europa anche se se ne stimavano 4 milioni, si tratta comunque di un numero sufficiente per vivere senza una di uso domestico.

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