Guida alle città sostenibili del futuro
Immagina città dove il verde convive armoniosamente con l’innovazione tecnologica. Dove i trasporti pubblici (e non) sono a basse emissioni, gli edifici a energia quasi zero, e la qualità della vita cresce insieme alla salute dell’ambiente. Città sostenibili, propriamente dette. Una fantasia utopica o una realtà concretizzabile?
Oggi, il concetto di città sostenibile non è più soltanto un sogno per il futuro. Anzi, potremmo dire che siamo entrati a pie’ pari in quel futuro in cui la loro nascita ed evoluzione è diventata possibile. E, infatti, le città sostenibili in Europa -e anche in Italia– sono finalmente una realtà, che evolve e ispira modelli virtuosi in tutto il continente.
Ma cosa significa davvero città sostenibile? E perché è così fondamentale seguire questo modello nell’ottica di affrontare la crisi climatica, garantendo un futuro vivibile alle prossime generazioni? In questo articolo scopriremo tutto quello che c’è da sapere a riguardo, analizzando alcuni degli esempi più significativi da cui trarre ispirazione, tra soluzioni smart, mobilità dolce e partecipazione attiva dei cittadini.

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Cosa s’intende per città sostenibile
Quello di città sostenibile non è un concetto: introdotto e sviluppato nel corso degli anni da più fonti, trova una delle sue prima autorevoli definizioni nel 1987, collegandosi al Rapporto Brundtland pubblicato dalla Commissione mondiale sull’ambiente e lo sviluppo delle Nazioni Unite (WCED). È lì che si parla di sviluppo sostenibile per la prima volta, definito come:
«uno sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri.»
Da quel momento, il concetto è stato applicato anche al contesto urbano, diventando centrale nelle politiche ambientali e urbanistiche internazionali, soprattutto con la conferenza di Rio de Janeiro (1992) – Earth Summit, con l’Agenda 21 e con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 dell’ONU, in particolare l’obiettivo 11: “Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili.”
Ma cosa si intende, esattamente, con città sostenibile? Una città sostenibile è un centro urbano progettato -o trasformato in seguito- per ridurre al minimo l’impatto ambientale, migliorare la qualità della vita dei cittadini e garantire uno sviluppo equilibrato tra economia, società e ambiente. Il concetto si basa sull’idea che le città -che oggi ospitano oltre la metà della popolazione mondiale- debbano diventare protagoniste attive nella lotta ai cambiamenti climatici, e nel promuovere uno stile di vita più equo e responsabile.
Dopotutto, la città è il luogo in cui passiamo la maggior parte del nostro tempo. Dove ci spostiamo, dove lavoriamo, dove ci dedichiamo a hobby e svago. È fondamentale, quindi, che sia adatta all’epoca in cui viviamo, un momento storico in cui prendersi cura del pianeta non solo è importante, ma necessario e urgente. Non si tratta di semplice riforestazione urbana, quindi: il verde c’è, ma non basta. Una città sostenibile è anche intelligente, resiliente, inclusiva, in grado di rispondere alle sfide ambientali, sociali ed economiche del presente. E, soprattutto, del futuro.

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Come si diventa città sostenibile: esempi e caratteristiche
Un lavoro a tutto tondo, quindi, quello che porta una semplice città a diventare una città sostenibile. Riuscirci significa ripensare profondamente il modo in cui si costruisce, si vive, si governa lo spazio urbano, con il principale obiettivo di ridurre l’impatto ambientale. La qualità della vita migliorerà di conseguenza, anche grazie alle tecniche per garantire equità sociale. Sì, ma come?
La verità è che non esiste un’unica formula, ma ci sono caratteristiche comuni e buone pratiche che le città sostenibili condividono. Una di queste è la mobilità sostenibile, agendo con potenziamento del trasporto pubblico, ciclabilità e percorsi pedonali. La riduzione del traffico privato è una conseguenza diretta, agevolata anche da incentivi per veicoli elettrici o a basso impatto.
L’efficienza energetica è un altro punto. Nelle città sostenibili si promuovono gli edifici a basso consumo (NZEB), l’uso di pannelli solari, la geotermia e le reti intelligenti. In pratica, evviva le fonti rinnovabili di energia. Il problema dei rifiuti va gestito in modo intelligente, promuovendo in ogni modo possibile la raccolta differenziata tra i cittadini. Compostaggio domestico ed economia circolare sono buone pratiche annesse.
Il verde, poi, deve prevalere: si agisce con l’aumento dei parchi cittadini, con tetti verdi, corridoi ecologici e agricoltura urbana. Azioni che non servono solo a far sembrare la città più green, ma anche -e soprattutto- a migliorarne il microclima.
Un altro punto fondamentale è l’inclusività. Le città sostenibili sono pianificate in modo da essere compatte, accessibili, con servizi distribuiti equamente e spazi per la partecipazione comunitaria. Altre buone pratiche riguardano il risparmio idrico (recupero di acque piovane, tutela delle risorse naturali locali) e la digitalizzazione: tutto ciò che può trasformare la città in una smart city -tecnologie digitali per illuminazione, traffico, raccolta rifiuti…- è ben accetto.
Non basta piantare qualche albero qua e là, dunque, o aggiungere aiuole alle rotonde. Diventare una città sostenibile è un processo che richiede una visione politica chiara, investimenti a lungo termine e partecipazione attiva dei cittadini. Le città che seguono questo modello che si distinguono oggi non sono ancora perfette, ma si evolvono costantemente per affrontare le sfide ambientali e sociali con innovazione. Mosse, com’è giusto che sia, da un senso di responsabilità via via crescente nei confronti della questione ambientale.

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Le città sostenibili più virtuose in Italia e in Europa
Qualche passo è già stato fatto, e pioniere in questo campo -come spesso accade- sono state le città del Nord Europa. Realtà che si distinguono per le loro politiche ambientali, l’uso efficiente delle risorse e l’attenzione alla qualità della vita. Città che, spesso e volentieri, dominano le classifiche dei luoghi più vivibili al mondo.
Una tra tutte, Copenaghen. La capitale danese si è posta l’obiettivo di diventare la prima capitale a impatto zero entro il 2025. Qui, oltre il 60% dei cittadini si sposta in bici, il trasporto pubblico è elettrico e gli investimenti che riguardano energie rinnovabili, spazi verdi e architettura sostenibile rappresentano una priorità. E per responsabilizzare tutti -anche i visitatori- Copenaghen ha persino messo in palio dei premi per i turisti che si comportano in modo responsabile. Un’iniziativa che lascia intendere la mentalità di questo Paese.
Freiburg, in Germania, non è da meno. Spesso definita la capitale verde d’Europa, ha tra i suoi punti forti interi quartieri ecosostenibili, come Vauban, e un uso avanzato del fotovoltaico. La mobilità condivisa è un must, così come il trasporto pubblico integrato. La città, poi, vanta una forte partecipazione civica. Che, nell’ottica delle città sostenibili, non può mancare.
Leader europea in mobilità sostenibile e progetti di economia circolare è Amsterdam. Tra le iniziative principali, una rete capillare di piste ciclabili, case galleggianti ecologiche e una gestione innovativa dei rifiuti. Come leggiamo in questo articolo, oltre il 99% dei rifiuti della città viene trasformato in energia. Un dato incredibile, da cercare in ogni modo di imitare.
Oslo, in Norvegia, è stata eletta capitale verde europea nel 2019, grazie a misure concrete come la restrizione delle auto in centro e la tutela della biodiversità urbana. Stoccolma, poi, è stata tra le prime città europee a introdurre una tassa sulla congestione del traffico, investendo in quartieri intelligenti (come Hammarby Sjöstad) e sulla tutela ambientale.
La domanda, a questo punto, sorge spontanea: abbiamo città sostenibili in Italia o, per il nostro Paese, è una realtà ancora lontana? Possiamo dire che qualche città si sta avvicinando al raggiungimento di questo titolo. Milano, per esempio, è in crescita nella classifica europea della città green. Tra i suoi progetti più notevoli, il Bosco Verticale, la “Città a 15 minuti” e l’incremento della ciclabilità. Dal canto suo, Bologna propone orti urbani, energia condivisa, trasporto elettrico e innovazione sociale; è attiva nel campo delle smart city e ha un’attenzione particolare all’inclusività. Lo dimostra anche il fatto che si aggiudica il titolo di città più vegan friendly d’Italia.
La più smart di tutte le city italiane è invece Torino, che pone il focus sulla transizione ecologica e sulla mobilità green. Trento, riconosciuta per la qualità della vita e l’efficienza dei servizi pubblici, vanta oltre l’80% di raccolta differenziata e una gestione sostenibile delle risorse idriche.
Per finire è Parma una delle città più green d’Italia. Attiva sulla riduzione delle emissioni, sulla gestione innovativa dei rifiuti e sulla food policy sostenibile, presenta anche diverse iniziative di agricoltura urbana.
Non più un semplice ideale urbanistico, quindi, quello delle città sostenibili. Ormai, una realtà sempre più concreta. E se da alcuni Paesi del Nord Europa potevamo già aspettarci una visione così responsabile e consapevole, l’Italia invece ci stupisce con iniziative sempre più green ed ecologiche. Le città sostenibili sono luoghi che investono in inclusione, innovazione e rispetto ambientale, diventando dei veri e propri modelli da seguire per la transizione ecologica del nostro futuro.

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Come saranno le città sostenibili del futuro?
Se oggi siamo già arrivati a città del genere, non ci resta che chiederci dove il futuro ci porterà. Quali altre innovazioni potranno rendere le città del mondo ancora più inclusive, più tecnologiche, più green. Più sostenibili per un pianeta che, senza dubbio, ne ha estremo bisogno. E non solo. Le città sostenibili del futuro saranno luoghi progettati per migliorare ancora di più la qualità della vita delle persone, ridurre l’impatto ambientale, e promuovere un’economia circolare che sia anche equa. Saranno città intelligenti, verdi, inclusive, perfettamente integrate con la natura e le tecnologie, che avanzano a vista d’occhio.
Nei prossimi anni, possiamo aspettarci città a misura d’uomo (e di ambiente), con spazi pubblici più vivibili, accessibili e sicuri. Più aree verdi, tetti e pareti vegetali, parchi urbani, orti comunitari: tutto ciò che porta la natura in città è il benvenuto. In più, possiamo aspettarci una netta riduzione del cemento, a favore di materiali naturali e permeabili.
La mobilità sostenibile e zero emissioni è un altro importante obiettivo da raggiungere. Ci sarà predominanza di trasporti pubblici elettrici -come in alcune città già accade- e a idrogeno. Le reti di piste ciclabili saranno estese e sicure, favorendo la micromobilità urbana. Bici, monopattini, navette autonome domineranno le strade, contro auto e motorini. Anzi, saranno persino all’ordine del giorno zone car-free e sistemi intelligenti di car-sharing.
L’edilizia green sarà la priorità. Edifici a impatto zero, o persino positivo, che producono più energia di quella che consumano. Uso di materiali riciclati, legno ingegnerizzato, vetri fotovoltaici, sistemi per il recupero dell’acqua piovana: insomma, le case del futuro.
A questo, si abbineranno reti energetiche intelligenti (smart grid), con gestione dei rifiuti automatizzata e illuminazione adattiva per città sempre più smart. L’intelligenza artificiale, ormai così presente nella nostra quotidianità, aiuterà a ottimizzare il traffico, i consumi e la sicurezza, e non mancheranno servizi digitali sempre più efficienti per i cittadini, per il turismo e per un’amministrazione trasparente.
L’economia? Basata sul concetto zero waste. Sistemi locali di produzione e consumo saranno la quotidianità, come orti verticali, mercati a chilometro zero e fabbriche urbane. Le città sostenibili incentiveranno in ogni modo riuso, riciclo e compostaggio creando, più che dei quartieri, delle vere e proprie comunità energetiche e produttive.
Per realizzare tutto questo, la partecipazione attiva dei cittadini sarà un passaggio fondamentale. E con cittadini si intende proprio tutti, anche -e soprattutto- i bambini. Gli adulti di domani, che un giorno avranno la responsabilità di portare avanti queste buone abitudini e costruirne di nuove, per un mondo ancora più green. In questo senso, le scuole green sono uno strumento efficace e fondamentale: una rete di scuole aperte a tematiche decisive che interessano la società, efficace nel promuovere il senso critico e di responsabilità nei giovani e nei giovanissimi. Un modo per avvicinarli ai problemi del mondo di oggi e mostrare loro che un modo per contrastarli c’è, e deve essere portato avanti.
Ad ogni modo, le città sostenibili del futuro -ce lo si augura- saranno ecosistemi viventi in equilibrio tra uomo, natura e tecnologia. Un modello che mette al centro la salute del pianeta e delle persone, due concetti che, per andare avanti, devono coesistere e crescere in parallelo. Città pronte ad affrontare le sfide climatiche che ci aspettano, ma anche sociali ed economiche. E il futuro, in parte, è già cominciato.
