Wise Society : Efficienza e sostenibilità energetica: ecco le città virtuose d’Europa
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Efficienza e sostenibilità energetica: ecco le città virtuose d’Europa

Dall'austriaca Gussing a Bolzano. In Italia e in altri Paesi della Comunità, molti centri stanno attivando politiche per diminuire le emissioni. Progetti gestibili solo nei piccoli paesi? No. E Monaco di Baviera diventa un esempio virtuoso. Dove l'alleanza tra amministrazione e cittadini ha dato ottimi risultati. Anche in termini di denaro...

Sebastiano Guanziroli
1 ottobre 2010

Happy Earth Day, Big Blue Marble! - album di EraPhernalia Vintage/flickrPensare globale e agire locale, è questa la filosofia che anima la lotta al global warming che stanno conducendo centinaia di città europee, dalle grandi capitali ai piccoli villaggi alpini. Un processo che si è messo in moto da alcuni anni che ha per obiettivo la promozione a livello locale di iniziative concrete di riduzione delle emissioni, superando le lentezze che bloccano le politiche nazionali in pressoché tutti i Paesi. La notizia è che queste iniziative funzionano perché esistono esempi concreti a dimostrazione del fatto che ogni città è in grado di ispirarsi a buoni modelli di sostenibilità energetica. Anche in Italia.


Un buon punto di partenza è “Comuni rinnovabili 2010”, rapporto elaborato da Legambiente per monitorare la diffusione delle fonti rinnovabili. Il Rapporto conferma che i risultati arrivando, vista la progressione delle rinnovabili in tutti i comuni italiani, nelle diverse forme possibili. Alcuni comuni, quindici in tutto, possono addirittura definirsi “100% rinnovabili”, perché soddisfano i propri bisogni energetici senza ricorrere a combustibili fossili. Dobbiaco, ad esempio, un piccolo paese in provincia di Bolzano, che produce l’energia necessaria grazie a tre centrali idroelettriche, impianti fotovoltaici e una centrale a biomasse. Andando a curiosare tra i numeri del Rapporto colpisce la varietà delle fonti cui i comuni si stanno affidando, a conferma della diversità e della ricchezza del territorio italiano: 6.801 sono quelli dove sono presenti impianti fotovoltaici e solari, 297 dove esistono impianti eolici, 181 i comuni che sfruttano la geotermia e 799 l’idroelettrico. Edoardo Zanchini, dell’Ufficio Energia e Clima di Legambiente, interpreta così i dati: «Le rinnovabili sono affidabili e danno risposte concrete nella lotta ai cambiamenti climatici. Investirvi è una scelta lungimirante e conveniente che innesca innovazione e qualità nello sviluppo nel territorio».

Eco Poste Auto, album di elbragon/flickr

Se le città italiane volessero ispirarsi a esempi concreti, sarebbe sufficiente attraversare le Alpi e andare a Gussing. Lì la scelta lungimirante è datata addirittura 1990, anno in cui la cittadina austriaca decise di uscire dalla dipendenza fossile. Oggi l’obiettivo è stato centrato, perché a Gussing si produce più energia rinnovabile del fabbisogno delle famiglie e si è messo in moto un circolo virtuoso che ha portato un’area depressa e periferica a diventare un centro di ricerca e innovazione dove hanno aperto aziende e sono stati creati più di mille posti di lavoro. Un vero e proprio miracolo energetico ed economico che ora si sta estendendo a tutta la provincia.


Looking down over Bolzano station from colle, album di Jon Shave/flickrUna città italiana che ha preso Gussing come modello è sicuramente Bolzano, che sta mettendo a punto un piano per arrivare alla neutralità climatica in dieci anni. Tra le misure già messe in campo il risanamento energetico degli edifici pubblici, l’obbligo di installazione di pannelli solari e fotovoltaici sui nuovi edifici, la costruzione di tre centrali elettriche. E poi l’avviamento di processi a lungo termine, come la riduzione delle auto circolanti, l’aumento del trasporto merci su rotaia, l’incentivo alle auto ibride, il continuo miglioramento energetico delle costruzioni.


Un’obiezione classica contro il rinnovamento energetico afferma che nelle città di piccole e medie dimensioni è tutto più semplice. A dimostrare il contrario è Monaco di Baviera, un centro urbano densamente popolato da 1,3 milioni di abitanti. Lì si sono dati l’obiettivo di dimezzare la CO2 entro il 2030 e ridurla dell’80% entro il 2058, e per raggiungere il risultato sono state messe in campo numerose iniziative guidate da una semplice filosofia: tutti devono partecipare, amministrazioni imprese e cittadini, perché le linee guida vengono date dalla politica ma sono le persone che poi devono farle proprie. Per farlo sono stati messi insieme più di cento soggetti per creare progetti partecipati da far gestire ai privati sotto l’occhio vigile del pubblico. Esempi concreti sono la distribuzione di buoni sconto da spendere presso aziende green oppure la creazione di convenzioni che riuniscono proprietari di case e inquilini per incentivare la ristrutturazione energetica degli edifici. Con queste e altre iniziative l’Amministrazione ha calcolato che per ogni euro speso ne sono stati generati dieci di investimenti in un circolo virtuoso economico ed ecologico. Un modello di sviluppo esemplare per dimostrare che le politiche energetiche sostenibili sono un mosaico che funziona benissimo quando si compone di tante azioni e tanti attori guidati da un obiettivo comune.

Monaco di Baviera vista dalla torre, album di Gaspa/flickr

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