Tutto sulla procedura di regolarizzazione e denuncia delle tartarughe di terra
Un animale domestico solitario, silenzioso, pacifico ma che sa, a suo modo, dimostrare affetto: sempre più persone scelgono di ospitare in casa propria una tartaruga di terra. Spesso, chi ne possiede una non sa, però, che molte specie sono tutelate dalla Convenzione di Washington (CITES), e che dunque richiedono una regolarizzazione obbligatoria.
Un documento che ne attesta il possesso, un modo per effettuare la registrazione delle tartarughe di terra, obbligatorio sin dal 1980. Se hai una tartaruga -o intendi prenderne una-, perciò, sappi che questo è un passaggio necessario. Come si fa? In questo articolo ti spieghiamo tutto quel che c’è da sapere: come denunciare una tartaruga di terra correttamente, quanto costa farlo, quali documenti servono e cosa prevede la legge italiana.

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CITES tartarughe: che cos’è e a cosa serve
La CITES -acronimo che sta per Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora (conosciuta anche come Convenzione di Washington)- è un accordo internazionale che regola il commercio di specie vegetali e animali a rischio di estinzione. Parliamo di specie protette, quindi, animali tutelati tra cui rientrano anche molte tartarughe di terra, come la Testudo hermanni (la più comune nelle nostre abitazioni), la Testudo graeca e la Testudo marginata.
Firmata nel 1973 ed entrata in vigore in Italia a partire dal 1980, la CITES si pone come obiettivo la protezione della biodiversità, attraverso mezzi di limitazione della cattura, del trasporto e della vendita di esemplari selvatici.
Per quanto riguarda le tartarughe, la convenzione prevede che chiunque ne possieda una appartenente a una specie elencata negli allegati CITES debba essere in possesso anche della relativa documentazione. Certificato di origine legale (detto “certificato CITES”), eventuale microchip identificativo e, in alcuni casi, anche la denuncia di nascita in cattività.
La CITES serve quindi a contrastare il traffico illegale di animali protetti, garantendo così che ogni tartaruga detenuta -o ceduta- provenga effettivamente da un allevamento autorizzato, o comunque sia sia stata denunciata in regola. Averla da anni senza certificazione, averla ricevuta in regalo oppure trovata in giardino non ha importanza: in ogni caso, è obbligatorio essere in possesso delle dovute certificazioni.
In mancanza di questi requisiti, si rischia di incorrere in sanzioni severe, nonché nel sequestro dell’animale, che potrebbe soffrire per il cambio di habitat, in quanto animale estremamente abitudinario.
Oltre alla funzione legale, poi, la CITES ha un’importante valenza educativa, poiché contribuisce a responsabilizzare i proprietari e li invita a rispettare il benessere e la conservazione delle specie. Perché tenere al proprio animale non significa soltanto celebrarlo durante la giornata mondiale delle tartarughe, in questo caso, ma anche -e specialmente- prendersene cura ogni giorno, in tutte le sue necessità.

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Denuncia tartarughe di terra: quando e per quali va fatta
La denuncia di una tartaruga di terra è obbligatoria per tutte le specie protette dalla convenzione CITES, con particolare attenzione a quelle che appartengono al genere Testudo. Le quali sono, per altro, anche tra le più comuni in Italia. La denuncia serve a dichiarare il possesso dell’animale alle autorità competenti, fornendo i dati identificativi dello specifico esemplare e del suo proprietario, così da garantire la tracciabilità dell’animale per prevenire il traffico illegale.
La denuncia va fatta quando si acquista o si riceve una tartaruga tra le specie protette, oppure quando nasce una tartaruga in cattività: in questo caso, è importante che la registrazione della tartaruga venga presentata entro dieci giorni dalla nascita.
Anche nel caso in cui si cede o si riceve in regalo una tartaruga già registrata bisogna fare la denuncia, così come quando si trova una tartaruga per caso o se ne possiede una da tempo senza le dovute documentazioni. In questo ultimo caso, però, è necessario chiedere informazioni alla CITES del territorio, perché le sanatorie non sono sempre aperte.
Ad ogni modo, la denuncia deve essere sempre accompagnata dalla documentazione prevista e va presentata al Servizio CITES del Corpo Forestale o al Centro di Recupero Fauna competente, a seconda della regione di riferimento.
Non tutte le specie di tartarughe richiedono denuncia: ad esempio, alcune tartarughe d’acqua o esotiche non protette non sono soggette a questo obbligo. In ogni caso, se ne possiedi una e vivi in Europa probabilmente rientra tra quelle protette, in quanto la maggior parte delle tartarughe vendute nel nostro continente lo sono.
Le tartarughe di terra soggette a CITES sono:
- Testudo hermanni (Tartaruga di Hermann)
- Testudo graeca (Tartaruga di Grecia)
- Testudo marginata (Tartaruga marginata)
- Testudo horsfieldii (Tartaruga di Horsfield o tartaruga rossa)
- Testudo kleinmanni (Tartaruga di Kleinmann), una specie più rara e molto protetta
Per completezza, ti elenchiamo anche le tartarughe d’acqua soggette a CITES:
- Chelonia mydas (Tartaruga verde marina)
- Caretta caretta (Tartaruga caretta caretta)
- Eretmochelys imbricata (Tartaruga liuto o tartaruga embricata)
- Dermochelys coriacea (Tartaruga liuto gigante)
- Trachemys scripta elegans (Tartaruga dalle orecchie rosse). In alcune giurisdizioni, per il commercio o la detenzione di questa specie può essere necessario richiedere autorizzazioni particolari.
Per altre specie non protette o esotiche, le regole possono variare. È sempre bene, perciò, verificare il caso specifico con le autorità locali.

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Come ottenere il certificato CITES per le tartarughe
Ottenere il certificato CITES per una tartaruga di terra, quindi, è nella maggior parte dei casi obbligatorio per una detenzione legale e autorizzata. La procedura per averlo, però, può variare leggermente da regione a regione, anche se in Italia si seguono delle linee guida generali a cui poter fare riferimento. Il primo passaggio riguarda l’identificazione dell’animale: se non ne sei già a conoscenza -perché magari l’hai trovata in giardino o per caso-, verifica con certezza la specie della tua tartaruga, con un veterinario o presso un negozio specializzato. In questo modo, ti accerti di aver effettivamente bisogno del certificato.
Dopodiché, se l’animale è stato acquistato regolarmente, chi lo ha venduto dovrebbe averti fornito un certificato CITES o un documento equivalente (es. foglio rosa), ed eventuale documentazione di nascita in stato di cattività. Se invece non sei in possesso di tali documenti, è necessario che tu faccia una denuncia di possesso spontanea presso il CITES del Corpo Forestale dei Carabinieri (Nucleo CITES territorialmente competente) oppure presso la tua Regione o ASL veterinaria, la quale invierà poi tutto al CITES centrale.
Dovrai presentare:
- Modulo di denuncia CITES, scaricabile online o disponibile presso gli uffici;
- Fotocopie dei documenti (eventuale documento di acquisto, foglio rosa, vecchio certificato CITES);
- Foto dell’animale con descrizione dettagliata: dimensioni, peso, eventuali segni identificativi;
- Ricevuta di pagamento dei diritti amministrativi. La cifra varia, ma si colloca in genere tra i 5 e i 15 euro per la registrazione.
In alcuni casi -per esempio per le tartarughe adulte- può essere richiesta l’identificazione anche tramite microchip sottocutaneo.
La richiesta va effettuata il prima possibile se non hai mai denunciato il possesso della tua tartaruga, oppure entro dieci giorni dalla nascita nel caso in cui l’animale sia nato in cattività.

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Quanto costa denunciare una tartaruga?
Denunciare una tartaruga di terra non è costoso, anche se naturalmente -come ogni procedura burocratica- può prevedere delle piccole spese amministrative da sostenere, a seconda del tipo di denuncia e della regione in cui ti trovi.
Nella maggio parte dei casi, la denuncia di nascita o di possesso -documento che ricordiamo essere obbligatorio- è gratuita. Può essere richiesto un bollo amministrativo o un piccolo versamento (che in genere si attesta tra i 5 e i 15 euro) se la tua regione o il CITES locale lo prevede.
Se devi richiedere un certificato CITES giallo -per cessione, commercio o movimentazione-, il costo può aggirarsi intorno ai 10-20 euro per i diritti amministrativi.
In caso di esemplari adulti o richieste specifiche, può poi essere obbligatoria la marcatura con microchip, da fare rigorosamente presso un veterinario. In questo caso, il costo medio, da sostenere una tantum, non supera i 20-40 euro.
Cosa succede se non si denunciano le tartarughe
Se hai detenuto una tartaruga appartenente a una specie protetta senza certificato fino ad oggi, magari inconsapevolmente, ti consigliamo vivamente di porre rimedio ed effettuare subito la denuncia di possesso., In caso contrario, infatti, si rischiano sanzioni anche molto gravi, sia amministrative che penali.
In Italia, le forze dell’ordine -in questo caso i Carabinieri Forestali del Nucleo CITES- possono agire in modo drastico, prima con il sequestro della tartaruga, anche se la possiedi da anni, e dopo portandola in un centro di recupero fauna selvatica.
Se non hai denunciato il possesso, poi, puoi incorrere anche in multe particolarmente salate, che vanno dai 150 fino ai 3000 euro. Se è accertata l’intenzione di commercio o riproduzione illegale, poi, le sanzioni diventano penali, con la reclusione fino a 12 mesi nei casi più gravi.
Ricorda, infatti, che in assenza di un certificato non si può vendere, regalare o trasferire legalmente una tartaruga. Anche solo regalarla a un parente è vietato e considerato un illecito.
Mettersi in regola è dunque fondamentale, anche perché le autorità possono risalire a esemplari non denunciati in diversi modi, tramite annunci online, visite veterinarie, denunce da parte di terzi o controlli su fiere o allevamenti. E no, se te lo stai chiedendo non esistono eccezioni. Anche se la tua tartaruga è una “trovatella” da giardino o l’hai ereditata, devi comunque denunciarla.
