Wise Society : Chewing gum e mozziconi, in arrivo le multe per chi li getta a terra
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Chewing gum e mozziconi, in arrivo le multe per chi li getta a terra

Iniziative locali esistono già, ma un intervento su scala nazionale sarebbe di gran lunga più efficace

Ilaria Lucchetti
20 Novembre 2012

foto di theflaw/flickrIn arrivo tempi duri per i “masticatori” di gomme e per i tabagisti poco urbani che usano il suolo pubblico come una discarica personale, aggravando lo stato di salute delle città.

Infatti la commissione Ambiente, valutato l’impatto ecologico di questo tipo di immondizia, ha messo a punto una proposta di legge bipartisan per parificare chewing gum e mozziconi ai rifiuti speciali, destinati quindi ad appositi cestini o ai contenitori già usati per il conferimento del “secco”.

La quantità di cicche da masticare che vengono lasciate sui marciapiedi, in effetti, è considerevole: ogni anno sono 23 mila tonnellate pari al peso di una nave portacontainer lunga 150 metri. Una massa di materiale appiccicoso e inquinante – cinque anni il tempo medio di decomposizione – che comporta un costo notevole per la rimozione, a carico delle amministrazioni. Lo stesso discorso vale poi per i mozziconi di sigaretta buttati in strada, che formano una montagna di 72 miliardi di cicche dispersi ogni anno dai 13 milioni di fumatori italiani. Con l’aggravante, in questo caso, delle sostanze tossiche contenute. Che minacciano l’ambiente per via del loro bagaglio inquinante: ammoniaca, acido cianidrico, benzene, nicotina e acetato di cellulosa.

A porre fine alle abitudini sbagliate, potrebbero essere allora le sanzioni previste nella proposta di legge. Multe fino a 500 euro che andrebbero a rimpinguare le tasche dei Comuni che, così, avrebbero i fondi necessari per dotarsi dei cestini appositi.

Quanto alla copertura finanziaria per il provvedimento, l’idea sarebbe di ottenerla con l’aumento delle “bionde” e dell’Iva sugli alcolici. Oltre che direttamente dai produttori di chewing gum e sigarette perché diventerebbero i responsabili della raccolta e dello smaltimento.

Ma se nel merito dell’iniziativa si può eccepire poco, tutto fa “brodo” per l’ambiente e il decoro delle città, nasce invece un interrogativo relativo alle priorità. Se il governo, stante la situazione economico-finanziaria, trova la strada per occuparsi e per finanziare progetti lodevoli, ma non salvavita, possibile che non riesca a fare altrettanto per un’emergenza vera come i malati di Sla a cui sono stati tagliati fondi e assistenza?

 

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