Wise Society : Centrali nucleari in Europa: mappa, classifica e attività

Centrali nucleari in Europa: mappa, classifica e attività

di Emanuele Francati
17 Ottobre 2025

Ecco dove sono le centrali nucleari in Europa e a cosa servono

C’è chi lo vede come il mezzo per muoversi verso il futuro, e chi invece lo considera un gigante del passato: il nucleare in Europa divide, ma non scompare. Anzi, resta acceso in decine di reattori che illuminano città, alimentano industrie, tengono vive discussioni politiche e ambientali. Dove sono le centrali nucleari in Europa? Chi ne ha di più? E quali Paesi sono ancora in ballo, scommettendo sull’atomo e sull’energia nucleare mentre altri hanno già imboccato l’uscita? In questo articolo faremo una panoramica generale sulle centrali nucleari attive in Europa, con la classifica delle più prolifiche e qualche pensiero riguardo alla pericolosità -o meno- di questa tecnologia tanto “vecchia” quanto all’avanguardia.

centrali nucleari in europa

Foto Wirestock

Quante sono le centrali nucleari in Europa

Secondo i dati -aggiornati al 2 settembre dell’anno in corso- riportati da Euro Nuclear, in Europa risultano 166 reattori nucleari in funzione, alcuni dei quali si trovano però nella parte asiatica della Federazione Russa. Se vogliamo escluderli dal conteggio, parliamo comunque di più di 100 reattori attivi, (circa 130) che coprono oltre il 22% della produzione elettrica dell’Unione Europea. In più, ci sono anche 9 reattori attualmente in costruzione in quattro Paesi, con una capacità aggiuntiva di quasi 10 GW_e che si vanno a sommare a quella netta totale intorno ai 149 GW_e.

Numeri alti o bassi? Dipende da come li leggiamo. Oggi i reattori europei sono poco più di un centinaio, ma negli anni Ottanta la corsa all’atomo sembrava inarrestabile: prima del disastro di Chernobyl (1986), erano in costruzione decine e decine di impianti. Si parlava di far diventare il nucleare una sorta di spina dorsale del sistema energetico del continente: la fonte primaria, quella su cui contare in ogni caso. L’incidente ucraino ha cambiato tutto, inevitabilmente, segnando di fatto una brusca frenata. Molti progetti furono cancellati, diversi Paesi introdussero moratorie e l’opinione pubblica si spaccò definitivamente tra chi vedeva nel nucleare una risorsa strategica e chi lo considerava un rischio inaccettabile, con cui era impensabile convivere ogni giorno.

A quasi quarant’anni da quel momento, il quadro resta ambivalente. Da un lato, il nucleare europeo non è scomparso: anzi, contribuisce ancora in modo ben più che rilevante al mix energetico e in alcuni Paesi -tra cui Francia, Finlandia, Slovacchia e Ungheria- è considerato indispensabile per ridurre le emissioni di CO₂. Dall’altro lato, però, il numero di reattori attivi è inferiore rispetto al picco degli anni ’80-’90, e diversi Stati -la Germania in primis- hanno scelto un phase-out completo, puntando invece sulle rinnovabili.

In uno scenario del genere, parlare di “tanti o pochi” non è tanto questione di aritmetica, quanto di prospettiva. Il nucleare in Europa resta strategico per garantire stabilità di rete e sicurezza energetica, ma si porta dietro il fardello di scorie, costi e percezione pubblica. E mentre l’Europa discute di neutralità climatica, il futuro del nucleare sembra oscillare tra rinascita tecnologica (nuovi piccoli reattori modulari, SMR) e progressivo declino in favore delle rinnovabili.

centrali nucleari europa

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Dove sono le centrali nucleari in Europa

Bisogna innanzitutto fare una precisazione: abbiamo detto che, escludendo completamente la Russia dal calcolo, ci sono 130 reattori attivi in Europa. Se però vogliamo considerare solo quelli presenti in Unione Europea, ne rimangono “solo” 101. Detto questo, però, rimane un interrogativo: dove si trovano queste centrali nucleari nel continente europeo? Vediamolo subito, in una panoramica aggiornata che non taglia fuori del tutto la Russia ma esclude solo la parte asiatica della stessa. 

La Francia è senza dubbio la “regina del nucleare” in Europa: con 56 reattori operativi nel Paese, riesce a produrre tramite fissione circa il 70% di tutta l’elettricità nazionale. Segue a ruota l’Ucraina: nonostante la guerra cominciata il 24 febbraio 2022, il Paese mantiene attivi diversi impianti, per un totale di 15 reattori ancora in funzione. 

Subito dopo abbiamo il Regno Unito con 9 reattori ancora operativi, anche se diversi sono destinati alla chiusura entro il 2030, e la Svezia che ne conta 6, ma anche qui: il numero è stato esattamente dimezzato negli ultimi decenni. In Spagna ci sono oggi 7 reattori attivi, ma anche in questo caso è previsto un graduale phase-out entro il 2035, preferendo altre soluzioni considerate più sicure ed efficienti. Lo stesso sta accadendo in Svizzera: il Paese conta ad oggi 4 reattori attivi, ma è già deciso e stabilito un progressivo spegnimento. 

La Finlandia gestisce invece 5 reattori, compreso tra questi l’avanzatissimo Olkiluoto 3, entrato in funzione nel corso del 2023. Si tratta del reattore più potente d’Europa (1.600 MW), che da solo copre circa il 14% del fabbisogno elettrico nazionale, rafforzando l’autosufficienza energetica della Finlandia

Oltre a questi, abbiamo poi: 

  • 5 reattori attivi in Belgio, con dibattito in corso sulla loro estensione di vita utile; 
  • 6 reattori in Repubblica Ceca
  • 5 reattori in Slovacchia, Paese che ha avviato unità aggiuntive negli ultimi anni; 
  • 4 reattori in Ungheria, tutti nella centrale di Paks; 
  • 2 reattori operativi in Bulgaria; 
  • 1 reattore attivo in Slovenia, nella centrale di Krško condivisa con la Croazia; 
  • 1 reattore attivo in Armenia, a Metsamor, geograficamente tra Europa e Asia

Per quanto riguarda la Germania, invece, ha chiuso gli ultimi 3 reattori nel 2023: oggi, pertanto, non ha più nucleare attivo. Chi zero, chi molto: alcuni se ne discostano, altri -come la Francia- possiedono il 40% di tutte le centrali europee. 

mappa centrali nucleari in europa

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La mappa delle centrali nucleari in Europa 

Vediamo ora un riassunto di ciò che è accaduto negli anni in ogni Paese per quanto riguarda le centrali in Europa: quante sono attive ora, ma anche quelle che sono in costruzione e quelle che, invece, sono state chiuse definitivamente o dismesse. Consideriamo, per questa mappa, tutte le centrali attive in Europa allo stato attuale, escludendo dal calcolo quelle in Russia asiatica. 

Francia

    • Attive: 56

    • In costruzione: 1-2 (modernizzazioni, SMR in progetto)

    • Dismesse/Chiuse: 14

    • Note: Produzione elettrica: 70%

Germania

      • Attive: 0

      • In costruzione: 0

      • Dismesse/Chiuse: 17

      • Note: Phase-out completato nel 2023

Svezia

    • Attive: 6

    • In costruzione: 0

    • Dismesse/Chiuse: 6

    • Note: Il picco storico è stato di 12 reattori attivi in contemporanea

Finlandia

    • Attive: 5

    • In costruzione: 1 (Olkiluoto 3, completato nel 2023)

    • Note: Da solo, Olkiluoto 3 produce 1.600 MW

Regno Unito

    • Attive: 9

    • In costruzione: 1-2

    • Dismesse/Chiuse: 20+

    • Note: Diversi reattori in chiusura entro il 2030

Spagna

    • Attive: 7

    • In costruzione: 0

    • Dismesse/Chiuse: 5

    • Note: In phase-out graduale (entro 2035)

Belgio

    • Attive: 5

    • In costruzione: 0

    • Dismesse/Chiuse: 7

    • Note: Dibattiti in corso

Paesi Bassi

    • Attive: 1

    • In costruzione: 0

    • Dismesse/Chiuse: 1

    • Note: Centrale di Borssele

Svizzera

    • Attive: 4

    • In costruzione: 0

    • Dismesse/Chiuse: 2

    • Note: Chiusura programmata nei prossimi anni

Repubblica Ceca

    • Attive: 6

    • In costruzione: 0

    • Dismesse/Chiuse: 2

    • Note: Dukovany + Temelin

Slovacchia

    • Attive: 5

    • In costruzione: 0

    • Dismesse/Chiuse: 2

    • Note: 2 unità nuove completate negli ultimi anni

Ungheria

    • Attive: 4

    • In costruzione: 2 (Espansione Paks II)

    • Dismesse/Chiuse: 0

    • Note: Paks II aggiungerà circa 2.400 MW

Bulgaria

    • Attive: 2

    • In costruzione: 0

    • Dismesse/Chiuse: 0

    • Note: Kozloduy 1-2 chiusi, 3-4 attivi

Slovenia

    • Attive: 1

    • In costruzione: 0

    • Dismesse/Chiuse: 0

    • Note: Centrale di Krsko condivisa con Croazia

Croazia

    • Attive: 0

    • In costruzione: 0

    • Dismesse/Chiuse: 0

    • Note: Nessuna centrale, partecipa a Krsko

Armenia

    • Attive: 1

    • In costruzione: 0

    • Dismesse/Chiuse: 0

    • Note: Centrale di Metsamor

classifica centrali nucleari in europa

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La classifica delle centrali nucleari più attive e prolifiche 

Alla luce di tutto questo, non ci resta che fare il punto della situazione: oggi, in Europa, quali sono le centrali nucleari più attive e prolifiche? Quali sono quelle grazie a cui i Paesi possono contare su grandi quantità di energia elettrica? Vediamo insieme una classifica delle più efficienti, considerando che, comunque, in Europa il nucleare è stato e rimane una fonte strategica di energia. 

La Francia, lo abbiamo visto, è al vertice. Con i suoi 56 reattori distribuiti in 18 centrali, riesce a ricavare dal nucleare oltre il 70% del fabbisogno nazionale di energia. La maggior parte della quale proviene dagli impianti di Gravelines, Paluel e Cattenom, ciascuno con capacità superiori ai 5.000 MW. Seguono Paesi come la Svezia e la Finlandia, dove il nucleare copre circa il 30% del fabbiosgno elettrico nazinoale, con centrali avanzate come Forsmark e il nuovissimo Olkiluoto, dotato di un reattore EPR di ultima generazione. Belgio e Romania contribuiscono rispettivamente con circa il 40% e il 20% della loro energia elettrica da nucleare, grazie agli impianti di Doel, Tihange e Cernavodă. 

La Germania in passato ha avuto una capacità significativa, ma come abbiamo scoperto dalla precedente tabella ha completato la fase di regressione dal nucleare nel 2023, puntando a sostituirlo completamente con le fonti rinnovabili. Complessivamente, il panorama europeo mostra una netta dicotomia tra paesi che mantengono centrali nucleari ad alta capacità e quelli in transizione verso altre fonti energetiche, con tecnologie che spaziano dai reattori PWR e BWR ai più moderni CANDU ed EPR.

Perché la questione è ancora aperta, e il passato ci ha messo in guardia. Pur essendo tra le fonti energetiche più efficienti e a basse emissioni di CO₂, il nucleare comporta rischi significativi in caso di incidenti, come purtroppo abbiamo avuto modo di scoprire con i nostri occhi. È anche vero, però, che grazie agli standard di sicurezza sempre più rigorosi e alle tecnologie che avanzano anno dopo anno, le centrali moderne sono progettate per ridurre drasticamente la probabilità di incidenti gravi. Ed è proprio per questo che, mentre alcuni Paesi se ne allontanano completamente, c’è chi invece sta valutando di estendere la vita utile dei propri reattori e chi, addirittura, valuta l’installazione di nuovi impianti. 

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