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Carbon neutral: cosa significa e perché è un obiettivo da raggiungere al più presto

Andrea Ballocchi
24 Giugno 2021

Diventare carbon neutral è un obbligo vincolante per la sopravvivenza stessa del genere umano. Non è esagerato: dal 1751 a oggi il mondo ha emesso più di 1,5 trilioni di tonnellate di CO2. L’anidride carbonica causa circa il 20% dell’effetto serra della Terra; il vapore acqueo rappresenta circa il 50% e le nuvole il 25%. La CO2 però influenza sensibilmente le temperature della Terra. Quando le concentrazioni di anidride carbonica aumentano, le temperature dell’aria salgono e più vapore acqueo evapora nell’atmosfera, il che amplifica l’effetto serra.

Carbon neutrality e industria

Foto di Alexander Droeger da Pixabay

Per questo occorre raggiungere la carbon neutrality, obiettivo che l’Unione Europea ha fissato per il 2050, come hanno fatto anche gli USA col presidente Biden. Ora cerchiamo di comprendere cos’è la carbon neutrality e  i vantaggi che offre. 

Carbon neutral: significato del termine

Cosa vuol dire carbon neutral lo spiega l’IPCC – Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico: la condizione di carbon neutrality si raggiunge quando le emissioni antropogeniche (create dall’uomo) di CO2 sono bilanciate globalmente dalle rimozioni effettuate sempre dall’attività umana in un determinato periodo.

L’Unione Europea ha fissato una data per essere carbon neutral: 2050. E lo ha stabilito con una specifica legge sul clima, con cui appunto si impegna a raggiungere questo traguardo. Con il Green Deal mira a diventare il primo continente in grado di rimuovere tante emissioni di CO2 quante ne produce entro poco meno di trent’anni. Questo obiettivo diventerà legalmente vincolante se il Parlamento europeo e il Consiglio adotteranno la nuova legge sul clima”, segnala lo stesso Parlamento UE.

Alberi e carbon neutrality

Foto di Casey Horner / Unsplash

Perché è importante raggiungere l’obiettivo

Perché sia essenziale centrare il traguardo lo spiega lo stesso ente europeo. Il cambiamento climatico sta già influenzando il mondo intero, con condizioni meteorologiche estreme: siccità, nubifragi, frane sempre più frequenti. Altre conseguenze del clima che cambia rapidamente includono l’aumento del livello del mare, l’acidificazione degli oceani e la perdita di biodiversità. Per limitare il riscaldamento globale a 1,5 gradi Celsius – una soglia considerata sicura dallo stesso IPCC – la carbon neutrality entro la metà del 21° secolo è essenziale. Questo obiettivo è stabilito anche nell’accordo di Parigi firmato da 195 paesi, tra cui l’UE.

Come raggiungere la carbon neutrality: obiettivo o chimera? 

Ma tra il dire e il fare… carbon neutrality c’è tanta distanza. A dirlo chiaramente è la stessa Agenzia Internazionale per l’Energia nel report “Net Zero by 2050”. “Il numero di paesi che annunciano impegni per raggiungere emissioni nette zero nei prossimi decenni continua a crescere. Ma tali impegni finora sono ben al di sotto di ciò che è necessario per portare le emissioni globali di anidride carbonica legate all’energia a zero entro il 2050 e dare al mondo una possibilità di limitare l’aumento della temperatura globale a 1,5 °C”.

Incrementare l’uso delle tecnologie green

Da qui le soluzioni per centrare l’obiettivo in quello che viene presentato come primo studio completo al mondo su come riuscire a essere carbon neutral entro il 2050.
Che non sarà un percorso agevole lo chiarisce subito. Occorre lavorare sin da oggi a incrementare in modo massiccio l’impiego di tutte le tecnologie green disponibili: energie rinnovabili, veicoli elettrici e riqualificazione energetica degli edifici – da oggi già al 2030. Quanto ambiziosi siano gli obiettivi la IEA lo spiega così: solo per quanto riguarda l’energia solare, significa installare l’attuale parco solare più grande del mondo più o meno ogni giorno.

energia solare e fotovoltaico

Foto di Red Zeppelin / Unsplash

Potenti investimenti ed eliminazione delle fonti fossili

Partiamo dall’energia “pulita”. L’obiettivo per essere carbon neutral al 2050 richiede potenti investimenti che dovranno triplicare entro il 2030 a circa 4mila miliardi di dollari. Net zero vuol dire anche un’enorme diminuzione nell’impiego di carbone, petrolio e gas. “Questo richiede passi decisi come lo stop delle vendite di nuove autovetture con motore a combustione interna entro il 2035, e l’eliminazione graduale di tutte le centrali elettriche a carbone e a petrolio non ancora terminate entro il 2040”.

Dall’elettricità all’idrogeno: la strategia carbon neutral

Per essere carbon neutral occorrerà anche puntare sull’energia elettrica come elemento principale in tutti i settori, ma serve un’elettricità a emissioni zero già dal 2040. In questo senso gli USA si sono posti l’obiettivo in anticipo di cinque anni. Per riuscire a contare sull’elettricità prodotta e distribuita in modo green capace di fornire quasi la metà del consumo totale di energia richiederà un enorme aumento della flessibilità del sistema elettrico per garantire forniture affidabili.

Sarà essenziale, tra l’altro puntare a elevare l’efficienza energetica in molti ambiti: edilizia, trasporti, elettrodomestici e industria, puntare sulle bioenergie, sulle tecnologie di cattura, uso e stoccaggio di carbonio (CCUS) e poi si dovrà sostenere la crescita dell’idrogeno e dei carburanti a base di idrogeno. Essi dovranno riempire i vuoti dove l’elettricità non può facilmente o economicamente sostituire i combustibili fossili e dove le limitate forniture di bioenergia sostenibile non possono soddisfare la domanda. Questo include l’uso di carburanti a base di idrogeno per navi e aerei, così come l’idrogeno nelle industrie pesanti come l’acciaio e i prodotti chimici.

Andrea Ballocchi

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