I viaggi che facciamo all'estero possono essere veicolo involontario di organismi pericolosi per le piante, l'agricoltura e gli ecosistemi del nostro Paese. La campagna #PlantHealth4Life ci aiuta a saperne di più
In un mondo sempre più interconnesso, anche un piccolo gesto può avere grandi conseguenze. È il caso, ad esempio, di chi torna da un viaggio portando con sé semi, piante, fiori o frutti provenienti da Paesi extra-UE: oggetti all’apparenza innocui, che possono invece nascondere parassiti o malattie non presenti nel nostro ecosistema e capaci di causare gravi danni all’agricoltura, all’ambiente e all’economia. A sottolineare l’importanza di questo tema è la campagna europea #PlantHealth4Life, promossa dall’EFSA (European Food Safety Authority) e dalla Commissione europea, con il supporto del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, per informare e coinvolgere cittadini, viaggiatori, agricoltori e studenti nella tutela della salute delle piante.

I viaggi che facciamo all’estero possono essere veicolo involontario di organismi pericolosi per le piante e l’agricoltura del nostro Paese (foto: Mahfuz Shaikh / Unsplash)
Le piante, d’altronde, costituiscono l’80% degli alimenti che consumiamo, nutrono gli animali che alleviamo e puliscono l’aria che respiriamo e piante in salute sono sinonimo anche di una buona resa agricola, con un impatto anche sulla disponibilità e sui prezzi degli alimenti per i consumatori. Elementi quali i cambiamenti climatici e le attività umane, come il commercio e i viaggi, mettono le piante sotto forte pressione: la diffusione di parassiti e malattie può avere conseguenze economiche e ambientali devastanti.
Per cui anche piccoli gesti a cui in genere non pensiamo, possono evitare questo tipo di problemi, Un esempio? Fare attenzione, quando facciamo le valigie di ritorno da un viaggio, che in tasche e scompartimenti dei bagagli non trasportiamo, anche involontariamente, semi, piante o prodotti vegetali, evitando così di imbarcare ospiti indesiderati, nocivi nel nostro Paese, talvolta anche con gravi rischi per le piante, l’ecosistema, l’ambiente agricolo e naturale.
In Italia, questo importante messaggio arriva grazie all’impegno del Servizio fitosanitario nazionale (SFN): ne abbiamo parlato con Bruno Caio Faraglia, direttore proprio di SFN, che ci spiega come questa iniziativa miri a creare una vera cultura della prevenzione, perché, come lui stesso afferma, “proteggere le piante significa proteggere la vita”.
Qual è il legame tra la salute delle piante, l’ambiente e la nostra vita quotidiana?
La salute delle piante è strettamente legata alla nostra stessa sopravvivenza. Le piante ci forniscono cibo, ossigeno, materiali, energia e contribuiscono a regolare il clima. Quando una pianta si ammala o viene colpita da organismi nocivi, tutto l’equilibrio dell’ambiente circostante può essere compromesso. Un’agricoltura danneggiata da parassiti può significare perdita di raccolti, aumento dei prezzi, ma anche maggiore uso di pesticidi, con impatti sull’ambiente e sulla salute. Difendere le piante significa difendere la nostra qualità della vita, oggi e in futuro. Il Servizio fitosanitario nazionale, attraverso attività di prevenzione, monitoraggio e intervento rapido, lavora per proteggere il nostro patrimonio vegetale da minacce nascoste ma spesso devastanti, come insetti esotici, virus e funghi. Difendere le piante oggi significa assicurare un domani più sostenibile.
Qual è lo scopo della campagna #PlantHealth4Life e di quali iniziative consta?
La campagna nasce con l’obiettivo di portare all’attenzione di tutti – operatori professionali cittadini, viaggiatori, agricoltori, studenti – l’importanza di proteggere le piante da organismi nocivi, un tema oggi cruciale per la sicurezza alimentare, la biodiversità e la sostenibilità dei nostri ecosistemi.

Bruno Caio Faraglia, direttore del Servizio fitosanitario nazionale (SFN)
In particolare, il Servizio fitosanitario nazionale, con il coordinamento del Servizio fitosanitario centrale, partecipa alla campagna europea #PlantHealth4Life, promossa da EFSA, che coinvolge numerosi Paesi UE in una rete di sensibilizzazione condivisa. #PlantHealth4Life mette in luce il legame tra la salute delle piante e il benessere delle persone, l’economia e l’equilibrio ambientale, promuovendo comportamenti consapevoli e preventivi.
La campagna si sviluppa attraverso numerose iniziative: attività informative nei territori, eventi pubblici, percorsi educativi nelle scuole, divulgazione digitale e collaborazioni con istituzioni e realtà locali.
Il Servizio fitosanitario nazionale è impegnato in prima linea nel garantire la sorveglianza sul territorio, prevenire l’introduzione e la diffusione di parassiti alieni e informare i cittadini sul loro ruolo attivo nella difesa del patrimonio vegetale del nostro Paese. Questa campagna si inserisce pienamente nella nostra missione: costruire un’agricoltura più resiliente e contribuire alla transizione ecologica, nel rispetto della salute delle piante e della biodiversità. La campagna avviata in Italia nel 2025 proseguirà per tutto il 2025 e parte del 2026 con l’obiettivo di promuovere una cultura della prevenzione che duri ben oltre la fine della campagna.
Cosa si può e si dovrebbe fare per evitare la diffusione di parassiti e malattie?
Prevenire è la strategia più efficace. Una volta che un organismo nocivo si è insediato, eliminarlo è molto difficile, se non impossibile. Ecco perché il Servizio fitosanitario nazionale lavora costantemente per monitorare il nostro territorio, controllare le importazioni, gestire i focolai e informare i cittadini. Ma serve anche la partecipazione attiva di tutti: operatori professionali, agricoltori, cittadini, viaggiatori.
Evitare l’introduzione di piante non certificate o raccolte nell’ambiente come souvenir, segnalare sintomi sospetti, rispettare le normative fitosanitarie sul commercio e il trasporto di materiale vegetale: sono gesti semplici ma cruciali. Ogni persona può diventare parte di una “rete di sorveglianza nazionale” che aiuta a difendere l’ambiente e la nostra economia da minacce reali.
Molti pensano che sia innocuo portare da viaggi extra Ue piante, semi, fiori, frutta e verdure. E invece?
È un gesto che può sembrare innocuo, ma che può avere conseguenze molto serie. Anche un piccolo souvenir vegetale – una piantina, un seme, un frutto – può nascondere parassiti o malattie non presenti in Europa. Una volta introdotti, questi organismi possono diffondersi velocemente, danneggiando colture, foreste e paesaggi naturali.
Per questo esistono regole precise sull’importazione di materiale vegetale, che il Servizio fitosanitario nazionale, insieme alle autorità europee, fa rispettare attraverso controlli e ispezioni. Invitiamo tutti i viaggiatori a evitare di portare con sé piante o prodotti vegetali da Paesi extra-UE privi del previsto certificato fitosanitario e a informarsi prima di viaggiare. La protezione del nostro ambiente passa anche da queste scelte individuali.

È sempre buona abitudine controllare che in valigia non siano rimasti, per esempio nelle tasche di pantaloni o in altri indumenti, semi o parti di piante (foto: Arnel Hasanovic / Unsplash)
Quali altri consigli possiamo dare alle persone per proteggere nel proprio quotidiano le piante e la biodiversità?
Anche piccoli gesti quotidiani fanno la differenza. Evitare di acquistare piante da venditori non autorizzati o senza le prescritte certificazioni e passaporto delle piante, controllare lo stato di salute delle piante in casa o in giardino, segnalare eventuali anomalie ai Servizi fitosanitari regionali, usare responsabilmente i prodotti per la cura delle piante. È importante anche valorizzare le specie autoctone, promuovere la stagionalità degli alimenti, sostenere un’agricoltura che tutela gli equilibri ecologici. Il Servizio fitosanitario nazionale offre indicazioni pratiche e aggiorna costantemente i cittadini sui rischi fitosanitari emergenti. Informarsi è il primo passo per diventare protagonisti attivi della sostenibilità.
Una cosa importante sarebbe forse anche quella di far ritrovare il rapporto dei bambini e dei ragazzi con la natura, le piante, gli alimenti, la loro stagionalità e quant’altro, magari inserendo a scuola una materia specifica…
Assolutamente. Educare fin da piccoli al rispetto della natura è fondamentale per costruire una società più consapevole e sostenibile. Le piante non sono solo un elemento del paesaggio, ma parte integrante della nostra vita. Introdurre nei programmi scolastici percorsi dedicati alla salute delle piante, alla biodiversità, alla stagionalità dei prodotti e alla sostenibilità ambientale potrebbe contribuire in modo decisivo a formare cittadini attenti e responsabili. Il Servizio fitosanitario nazionale promuove già iniziative educative in collaborazione con istituzioni scolastiche e università, perché crede profondamente nel ruolo dell’educazione come strumento di prevenzione. La salute delle piante non è solo un tema agricolo: è un tassello fondamentale di una cultura ecologica che dobbiamo trasmettere alle nuove generazioni.
Vincenzo Petraglia

