Le api sono la garanzia del nostro futuro, perché sono utilissimi impollinatori. Se le vediamo sul balcone non dobbiamo temerle: ucciderle è un reato e fa male al Pianeta
Capita a molti, specie in estate: si nota un’ape sul balcone, un movimento sospetto o un piccolo alveare, e si corre subito a prendere lo spray insetticida. Nulla di più sbagliato. Le api non sono aggressive. Non pungono se non si sentono minacciate e, a differenza delle vespe, non si avvicinano al cibo per nutrirsi o per disturbare. Quando costruiscono un alveare in ambienti urbani, come capita sempre più spesso anche nelle nostre metropoli come Roma o Milano, creandolo in un vaso, una fessura del muro, un cassonetto delle tapparelle, lo fanno solo per sopravvivere, non certo per invadere i nostri spazi. Bisogna sapere che spruzzare l’insetticida sulle api o, peggio, su un alveare urbano è non solo un atto crudele ma è anche illegale, se porta alla morte degli insetti protetti. Cerchiamo di capire insieme quali danni porta all’ambiente questo tipo di atteggiamento e cosa possiamo fare per goderci i nostri balconi in pace, senza interferire troppo con qualche piccolo “ospite” amico del nostro habitat.

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Api: una strage quotidiana
Le api sono protette dalla legge, ma la loro vita, già così fragile a causa del cambiamento negli ambienti naturali, dell’inquinamento e del clima estremo, è sempre più difficile. Ce lo conferma un apicoltore, testimone di questa pericolosa tendenza.
«Purtroppo accade sempre più spesso: le persone non hanno pazienza e se vedono un alveare in costruzione sul balcone o delle api che si affollano in un punto (il cosiddetto glomere) preferiscono il “fai-da-te” usando l’insetticida. Questo uso domestico dei prodotti chimici è veramente sconsiderato e, insieme con quello di pesticidi e fungicidi in agricoltura, finisce per essere una delle cause per cui ci sono sempre meno api. Insomma un gesto molto più grave di quello che sembra» dice Matteo Ballardini, apicoltore raccoglitore a Milano.
«Molti, semplicemente, sterminano le api con lo spray, senza farsi troppi problemi o domande. Altri, invece, chiamano l’apicoltore, ma quando ormai hanno già spruzzato l’insetticida, il danno è fatto e le api sono morte. Eppure la legge vieta la distruzione volontaria degli alveari (Legge 313/2004): in Italia, le api sono considerate parte integrante del patrimonio ambientale e agricolo, ucciderle volontariamente, danneggiare intenzionalmente un alveare o usare pesticidi in modo scorretto può avere conseguenze penali e amministrative fra cui multe fino a 4.000 euro. Forse la prevenzione dovrebbe partire da un’informazione migliore. Potrebbe servire, per esempio, che gli addetti alle vendite degli insetticidi, nei negozi di ferramenta e nelle grandi catene di prodotti per la casa, spiegassero meglio ai clienti quando si possono usare questi prodotti e quando, invece, trattandosi di api, l’insetticida è vietato. Spesso le api vengono scambiate per vespe: potrebbe bastare qualche cartello illustrativo in negozio, vicino agli scaffali degli insetticidi, con delle foto, per capire meglio le differenze fra questi insetti e salvare tanti alveari».

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Cosa fare se c’è un alveare sul balcone?
Può bastare una piccola fessura in un muro o un vano per le tapparelle perché le api pensino di poter costruire lì il loro alveare. «Negli ultimi anni mi è capitato di recuperare molte api “urbane” e trovare alveari davvero grandissimi, impressionanti, e non in periferia o in zone semi-rurali ma in pieno centro a Milano. Le api sono sorprendenti, i loro alveari dei capolavori e a volte sono dove non te li aspetti» conferma Matteo Ballardini.
Ma cosa possiamo fare se il balcone è il nostro e abbiamo notato una presenza insolita di api o addirittura un alveare? Ecco i consigli dell’apicoltore.
- Rimanete tranquilli senza agitarvi, per non spaventare gli insetti e innervosirli.
- Non intervenite da soli: mai usare l’insetticida o altri prodotti chimici.
- Bruciare l’alveare, oltre che poco etico e vietato, è anche pericoloso perché la cera è altamente infiammabile.
- Contattate un apicoltore locale, ce ne sono in tutta Italia e basta una breve ricerca sul web: nella maggior parte dei casi, lo sciame può essere spostato in assoluta sicurezza. Un esperto apicoltore “raccoglitore” sa come recuperare le api facendole confluire in un apiario provvisorio, portarle via e rimuovere gli alveari vuoti. Un intervento mirato che tutela voi, la vostra casa e la vita delle api.
Gli abusi o i comportamenti sospetti contro le api vanno segnalati alle autorità: carabinieri forestali, ASL o comune.

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Api e vespe: le differenze
Molto spesso le api fanno una brutta fine perché vengono scambiate per vespe, molto più aggressive. Ma c’è un modo per distinguerle?
«Certo: se impariamo a guardarle senza farci prendere dal panico e magari fotografandole per chiedere un parere a un esperto sono molto diverse» spiega l’apicoltore. «Le api hanno un corpo più tozzo, ricoperto da una fitta peluria dorata. I loro colori sono tenui, marrone dorato, ambra con leggere striature. Sono insetti pacifici, che di solito ci ignorano se non le disturbiamo, pungono solo in caso di reale minaccia e lo fanno come gesto estremo: dopo aver punto, l’ape muore perché il pungiglione rimane conficcato nella carne della vittima e si strappa eviscerandole. Ovviamente bisogna tenere sempre la distanza di sicurezza e non importunarle facendo gesti improvvisi e agitandoci perché il loro veleno è comunque pericoloso.
Le vespe, invece, sono decisamente più vistose e affusolate. Il loro corpo è liscio, giallo brillante con bande nere molto marcate. Hanno un’indole più aggressiva, soprattutto verso la fine dell’estate, e vengono attirate dai nostri cibi – frutta matura, carne, dolci, bevande zuccherate – sono insistenti, fastidiose. La loro puntura è pericolosa. Anche il nido è un elemento chiave per capire con chi abbiamo a che fare. Le api costruiscono meravigliosi alveari ordinati, con cellette esagonali perfette, spesso in cavità protette o sotto i tetti. Le vespe, invece, creano strutture molto più “grezze”, grigiastre, sferiche o a forma di cono, facilmente visibili sotto balconi e tettoie.
Dal punto di vista ecologico, poi, non c’è paragone: le api sono impollinatrici indispensabili. Il loro lavoro silenzioso garantisce la biodiversità e la produzione della maggior parte dei frutti e degli ortaggi che consumiamo. Le vespe, al contrario, non svolgono un ruolo importante nell’impollinazione: sono delle predatrici. Sono molto dannose anche per le api stesse: una vespa può mangiare fino a 70 api al giorno e negli ultimi anni si sono diffuse varietà, come la Vespa Velutina, davvero voraci.
È per questo che la legge le considera in modo diverso: le api sono protette. Non possono essere uccise né disturbate intenzionalmente. Le vespe, invece, non godono di protezione, e i loro nidi possono essere rimossi, ma attenzione, sempre in modo professionale, evitando di procedere da soli anche per non rischiare di farsi male e di essere attaccati».

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Le piante amiche delle api
Se volete fare anche di più per proteggere le api: non solo evitare di cacciarle ma dare loro ospitalità, scegliendo fiori amici delle api per il balcone o il giardino. È un gesto semplice ma utile: le piante “mellifere” forniscono nettare e polline utili alle api in tutte le stagioni. Ecco le varietà “bee-friendly” migliori:
- Lavanda: ha un profumo intenso e fresco, è resistente e attira le api per tutta l’estate.
- Rosmarino: fiorisce più volte l’anno, è profumato e ha il vantaggio di essere utile anche in cucina.
- Salvia: le sue infiorescenze ricche e colorate sono amatissime dagli impollinatori.
- Timo: compatto, aromatico e con fiori che piacciono alle api.
- Girasole: bellissimo, colorato, da far crescere anche in vaso.
- Borragine e calendula sono perfette in giardino.
Scegliete semi biologici e non trattati e per curare le piante non usate fitofarmaci che sono dannosi (se non letali) per le api. Se avete spazio, in giardino create anche un angolo di wild garden con piantine e fiori spontanei: qualche fiore “naturale” è una buona risorsa per le api e protegge la biodiversità.
Potete anche prendere una casetta o Bee hotel per le api osmie, solitarie e senza pungiglione: si compra nei negozi di giardinaggio o si può fare da soli con canne di bambù tagliate. Ricordate, infine, che le api hanno anche bisogno di bere: una vaschetta d’acqua è un piccolo gesto di gentilezza verso questi insetti preziosi.
Lucia Fino

