Un animale selvatico ferito ha bisogno di aiuto, ma anche di comportamenti corretti. Ecco cosa fare e cosa non fare in attesa dei soccorsi, con indicazioni specifiche per ungulati, minilepri, scoiattoli, ricci e uccelli
Purtroppo è frequente imbattersi in un animale selvatico ferito. La riduzione e la frammentazione degli habitat ha infatti portato alla diminuzione dello spazio vitale degli animali, costringendoli di sovente ad attraversare spazi tipicamente umani, con tutti i pericoli che questo comporta. Dai piccoli e grandi mammiferi investiti ai volatili in difficoltà che si schiantano sulle vetrate dei nostri edifici (e non solo), qui di seguito trovi una guida al soccorso degli animali selvatici in difficoltà. Le informazioni raccolte in questo vademecum sono tratte dal prontuario di Rifugio Miletta, CRAS e rifugio antispecista che ogni anno soccorre oltre 2000 animali in difficoltà.

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Animale selvatico ferito: cosa fare? Le regole di base
L’attività umana è la causa principale dei traumi subiti dalla fauna selvatica: incidenti stradali, avvelenamenti, bracconaggio e impatti con edifici mettono quotidianamente a rischio migliaia di vite. Proprio per questo siamo noi cittadini a essere il primo e fondamentale anello di soccorso, ed è più facile di quel che potremmo immaginare: è sufficiente segnalare l’animale in difficoltà (di qualsiasi specie esso sia) al CRAS del territorio in cui ci si trova e tenere un comportamento corretto fino all’arrivo dei soccorsi o fino a quando l’animale sarà in mani esperte. Questo può davvero fare la differenza tra la vita e la morte di un animale.
Esistono infatti alcune norme fondamentali da seguire rigorosamente per non peggiorare le condizioni di un animale selvatico ferito in attesa di soccorsi competenti:
- NON dare mai da bere né da mangiare: senza competenze specifiche, si rischia infatti di causare la morte dell’animale per soffocamento o alimentazione errata.
- Limita al minimo il contatto fisico e i rumori: gli animali selvatici hanno terrore degli umani e lo stress da contatto può essere letale.
- NON improvvisare cure veterinarie: evita rimedi “fai da te” o farmaci per animali domestici. Qualsiasi intervento di cura deve essere coordinato da esperti veterinari.
- Usa una scatola di cartone: se devi trasportare un animale ferito, utilizza una scatola di cartone forata (per far passare l’aria). È preferibile a un trasportino perché garantisce il buio e riduce gli stimoli stressanti.
- Agisci con estrema tempestività: ogni ora persa riduce drasticamente le possibilità di sopravvivenza. Non temporeggiare e chiama subito i soccorsi e segui le indicazioni fornite da persone esperte.
Inoltre, ma è quasi scontato dirlo, non bisogna abbandonare un animale ferito: non è sufficiente segnalare la cosa agli enti di competenza, ma bisogna attendere sul posto l’arrivo dei soccorsi. Anche se feriti, gli animali possono spostarsi: oltre a mettersi nuovamente in pericolo, potrebbero non essere più rintracciabili dai soccorsi una volta che siano arrivati sul posto.

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Come soccorrere un animale selvatico ferito: guida in base alle diverse specie
Abbiamo appena visto, in generale, cosa fare in caso di animale selvatico ferito. Alle sopracitate regole si possono aggiungere anche comportamenti specifici in base alla specie con cui si ha a che fare.
Dai daini agli scoiattoli, dai ricci ai pipistrelli arrivando fino ai volatili di ogni grandezza e specie, ecco qualche regola specifica da tenere a mente.
Ungulati
Fanno parte degli ungulati i caprioli, i daini, i cervi e i mufloni. Qualora questi animali siano stati investiti, ecco il comportamento da tenere.
- Proteggi l’animale posizionando l’auto come scudo rispetto al traffico, ma senza puntargli i fari addosso.
- Copri gli occhi dell’animale con una coperta o un indumento per ridurre lo stress visivo, molto pericoloso.
- Non accarezzarlo mai: lo stress può causare la miopatia da stress (di cui parleremo alla fine dell’articolo), una condizione che danneggia irreversibilmente i muscoli e il cuore, e che può portare anche alla morte dell’animale.
- Mantieni la distanza e attendi i soccorsi senza parlare ad alta voce.
Qualora, invece, un ungulato si trovi in difficoltà (può essere ad esempio incastrato in una struttura o recinzione) è fondamentale non agire in prima persona ma attendere l’arrivo di persone esperte.
Minilepri
Con le minilepri, l’intervento umano è necessario se l’animale è ferito. In caso di nido predato da cani o gatti, è necessario raccogliere le minilepri sopravvissute insieme al pelo della madre che trovi nel nido.
Gli animali vanno messi in una scatola di cartone forata con una fonte di calore (è sufficiente una bottiglia d’acqua calda avvolta in un panno ma ancorata saldamente alla scatola) per essere poi portati al CRAS più vicino.
Scoiattoli cuccioli e adulti
Se trovi scoiattoli in difficoltà, il comportamento corretto da tenere dipende dall’età dell’esemplare:
- Cuccioli: se sono a terra e sono molto piccoli, sono quasi certamente in difficoltà; vanno tenuti al caldo e consegnati subito a mani esperte.
- Adulti: uno scoiattolo è in difficoltà se si lascia prendere in mano da un essere umano. A prescindere dal problema, sistema lo scoiattolo in una scatola forata e portalo nel CRAS più vicino.
Sia per gli scoiattoli cuccioli che adulti in difficoltà, non bisogna tentare di alimentarli, dissetarli o disinfettarli: ogni cura deve essere demandata a mani esperte. Posiziona delicatamente lo scoiattolo ferito in una scatola di cartone forata e contatta il CRAS più vicino.
Ricci
Come capire se un riccio è in difficoltà? Innanzitutto facendo attenzione al momento della giornata in cui lo trovi. Il riccio è infatti un animale notturno: se lo trovi mentre vaga di giorno, è sicuramente un segnale che merita attenzione, così come la vista di un esemplare ferito.
Queste sono le regole da seguire in questi casi:
- Non nutrirlo
- Non disinfettare eventuali ferite
- Non usare antiparassitari dedicati agli animali domestici o altri tipi di antiparassitari
- Metti il riccio in una scatola forata e chiama il CRAS più vicino, o portalo direttamente.
Se invece trovi ricci piccoli o cuccioli da soli o con il nido predato da animali domestici, metti i superstiti in una scatola di cartone che abbia, sul fondo, un panno caldo, per poi portarli al CRAS più vicino. Se i ricci cuccioli hanno pochi aculei, il panno potrebbe non essere sufficiente: utilizza una borsa dell’acqua calda facendo attenzione al fatto che non schiacci i piccoli.
Uccelli
In Italia esistono uccelli di ogni tipo e grandezza: proprio per questo motivo, di fronte a un uccello ferito, è sempre opportuno rivolgersi a persone esperte in materia che sappiano diversificare le cure in base alla specie. Esistono però delle regole di base che possono essere seguite in base all’età dell’esemplare ferito.
- Uccelli adulti
Se non scappano o volano via in presenza dell’uomo, sono sicuramente in difficoltà, anche se non hanno ferite visibili. Per questo vanno posizionati all’interno di una scatola forata e portati al CRAS. Per prendere in mano un uccello, soprattutto se si tratta di un rapace, sarebbe sempre bene utilizzare un panno come un lenzuolo, una coperta o un asciugamano, togliendolo poi dalla scatola una volta posizionato l’animale al suo interno.
- Pulli
I pulli sono, genericamente, i piccoli degli uccelli. Se ne trovi uno non è detto che abbia bisogno di aiuto. Va attenzionato solo se:
- È a rischio predazione
- Si trova su una strada e rischia di essere investito
- I genitori non tornano da lui per un lungo periodo di tempo (almeno un’ora consecutiva mentre sei a una distanza considerevole dal pullo)
In ognuno di questi casi, il pullo va inserito in una scatola di cartone e portato al CRAS più vicino. Qualora non abbia ancora le piume, deve essere tenuto al caldo. Non bisogna invece cercare di alimentarlo o dissetarlo.
In generale, poiché ogni specie possiede un comportamento specifico, sarebbe sempre bene chiamare un CRAS per valutare il da farsi prima di intervenire, tranne nei casi (come quelli elencati poco sopra) in cui è fondamentale agire tempestivamente.

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Soccorrere un animale selvatico senza causare stress
Come anticipato qualche paragrafo fa, soccorrere un animale significa metterlo anche nelle condizioni di provare meno stress possibile. Nei selvatici, infatti, lo stress non è solo uno stato psicologico ma una condizione fisiologica che può avere conseguenze importanti e talvolta letali.
- Miopatia da stress (o da cattura): colpisce in particolare gli ungulati (caprioli, cervi, daini) quando sono sottoposti a traumi o confinamento. L’organismo rilascia massicce dosi di cortisolo e adrenalina che, sommate alla paura del contatto umano, causano un metabolismo anaerobico. Questo provoca danni irreversibili ai muscoli scheletrici e cardiaci a causa dell’accumulo di acido lattico e tossine, portando l’animale alla morte anche a distanza di ore o giorni dall’evento.
- Il freezing: accarezzare un animale ferito può indurlo a rimanere immobile. Questo stato catatonico non è sinonimo di docilità, ma è una reazione di estrema difesa chiamata freezing, una condizione gravissima da cui spesso non vi è ritorno.
- Morte cardiaca o per asfissia nei piccoli animali: nei piccoli mammiferi come i cuccioli di minilepre, lo stress può uccidere direttamente. Negli uccelli bagnati di colla o feriti, lo stress estremo è così severo da poterli uccidere ancora prima della privazione di cibo o acqua.
Proprio per questo motivo, per evitare di arrecare danni a un animale già ferito, bisogna sempre seguire precise regole di sicurezza, così da minimizzare lo stress e dare al selvatico una chance in più di sopravvivenza.
- Inibizione visiva (coprire gli occhi): se l’animale è a terra (specialmente un ungulato investito), coprire delicatamente il capo o gli occhi con una coperta, un lenzuolo o un indumento. Ridurre drasticamente gli stimoli visivi, così come fare silenzio, è il metodo più efficace per abbassare immediatamente i livelli di stress e panico nel selvatico.
- Uso della scatola di cartone: per i piccoli mammiferi e gli uccelli, bisogna sempre utilizzare una scatola di cartone forata al posto di una gabbia o di un trasportino. Il buio completo della scatola riduce l’esposizione diretta agli stimoli ambientali che alimentano il panico da cattura.
- Silenzio assoluto e distanza: è fondamentale non parlare vicino all’animale ferito, evitare di “consolarlo” a parole, spegnere la radio e tenere lontani curiosi ed evitare assembramenti. Dopo aver messo in sicurezza l’animale o aver coperto il capo di un ungulato, bisogna quindi allontanarsi per non spaventarlo con la propria presenza fisica. Ovviamente allontanarsi non significa andarsene: i soccorsi devono essere sempre attesi sul luogo.
- Limitare il contatto fisico: i contatti devono essere ridotti esclusivamente a quelli indispensabili per mettere l’animale in sicurezza. Non bisogna mai accarezzare un animale ferito.

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Animali selvatici feriti: la guida completa di Rifugio Miletta
Come anticipato, questo vademecum da seguire qualora tu incontrassi un animale selvatico ferito è tratto da una guida molto approfondita scritta da Rifugio Miletta, che gestisce un CRAS in provincia di Novara e soccorre oltre 2.000 animali all’anno, operando con metodo scientifico, etico e oltre i confini di specie.
Se desideri approfondire ed essere più preparato sul soccorso degli animali selvatici ferirti e sui comportamenti corretti da tenere, puoi ricevere gratuitamente l’interessante guida di Rifugio Miletta: sarà sufficiente richiederla tramite il form presente sul loro sito.

