Wise Society : Amianto: le proposte delle associazioni delle vittime e ambientaliste per la II conferenza governativa
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Amianto: le proposte delle associazioni delle vittime e ambientaliste per la II conferenza governativa

La sentenza Eternit del maggio scorso ha dato un segnale importante, ma dal congresso veneziano ci si attendono decisioni tangibili e risolutive

Ilaria Lucchetti
21 Novembre 2012

foto di pizzodisevo, on/off/flickrDa giovedì 22 a sabato 24 novembre, si tiene a Venezia la II Conferenza governativa sull’amianto. Un’occasione che le associazioni delle vittime, degli ex esposti e quelle ambientaliste hanno voluto fortemente e aspettato per molto tempo: la prima, e unica, era stata organizzata nel lontano 1999. Adesso l’auspicio è che quella in svolgimento in questi giorni si riveli strategica per prendere impegni concreti sui finanziamenti per le bonifiche dei luoghi inquinati, per la sorveglianza sanitaria di chi è stato a contatto con il minerale killer e per i risarcimenti alle vittime.

Infatti l’amianto, o asbesto, è ancora molto presente nel nostro Paese, nonostante la messa al bando che risale a 20 anni fa. E anche dove non c’è più, continua a mietere vittime: centinaia i decessi all’anno per mesiotelioma pleurico, la malattia mortale che – ormai è stato accertato – ha un nesso diretto con l’esposizione al minerale e che ha una latenza lunga, fino a 40 anni.

Molti anche i siti ancora da bonificare: 34 mila 148, stando a un quadro parziale del ministero dell’Ambiente. Impressionanti, poi, le stime ufficiali del CNR che parlano di 32 milioni di tonnellate di questo materiale sparsi per il Paese, relativi ai 2,5 miliardi di metri quadrati di coperture eternit, e di diverse tonnellate di amianto friabile. In tutto questo, però, le operazioni di decontaminazione procedono a rilento e ai ritmi attuali la convivenza con l’asbesto continuerà fino al 2100. Non bastasse, ed è paradossale, in Italia sono ancora in funzione le attività di estrazione di rocce che contengono questo materiale, come le pietre verdi e le ofioliti.

Insomma, lo scenario è poco rassicurante. Ed è per questo che tutte le associazioni coinvolte a vario titolo sperano nella buona riuscita della conferenza. Per dare finalmente una svolta pragmatica se non alle soluzioni, inesistenti quando si tratta della compromissione definitiva della salute, almeno agli approcci a questo dramma. Il loro contributo, intanto, non si è fatto attendere, sotto forma di richieste e di proposte. Chiare, nero su bianco: risanamento ambientale, chiusura delle cave ancora attive, sorveglianza sanitaria ed epidemiologica, risarcimento delle vittime garantito.

In un Paese che ha vietato l’amianto da 20 anni non si può dire che siano pretese eccessive.

 

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