Wise Society : Alpi, le bandiere nere e verdi di Legambiente
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Alpi, le bandiere nere e verdi di Legambiente

Un paradiso di bellezza e di biodiversità da difendere e valorizzare. Premiando - o punendo - enti locali, aziende e associazioni che distinguono nel bene o nel male. Ecco i vincitori 2013

26 Luglio 2013

Come ogni anno dal 2002, anche nel 2013 la Carovana delle Alpi di Legambiente ha percorso l’arco alpino per effettuare un check up del suo stato di salute e assegnare bandiere nere e bandiere verdi.

Partiamo dalle buone notizie. Buone pratiche ecosostenibili e idee per uno sviluppo locale green. Esperienze modello di amministrazioni comunali, aziende, associazioni. Due bandiere sono andate al Friuli Venezia Giulia, e una ciascuno in Veneto, Trentino, Lombardia, Piemonte e Valle d’Aosta. In Friuli Venezia Giulia è stata premiata l’azienda agricola di Dordolla Tiere Viere-AgriKulturAlpina per aver reinterpretato, rinnovandola, la tradizione contadina in una delle aree più spopolate della montagna friulana. E l’altro riconoscimento è andato a Legnolandia per la valorizzazione del patrimonio forestale locale. In Trentino è stato premiato l’accordo di programma che ha avviato il Parco naturale locale del Monte Baldo. In Val d’Aosta invece ha ricevuto la bandiera verde l’associazione Vallevirtuosa, per la vittoria referendaria contro la costruzione di un impianto di trattamento a caldo in un ambiente di montagna.

Le cattive notizie. Undici le bandiere nere date ai nemici della montagna per i danni causati al territorio da amministrazioni e società. Ben tre di queste sono state assegnate in Friuli Venezia Giulia e in Lombardia. In Friuli la prima è per la società Edipower per la colata di fango verificatasi a valle della diga di Saurisi. La seconda agli organizzatori regionali del Giro d’Italia per l’abbattimento di centinaia di alberi sull’Altopiano del Montasio, e la terza all’Anas e al Friuli Venezia Giulia Strade per gli interventi attuati sulla viabilità della Carnia e del Canal del Ferro. In Lombardia la prima va a Raffaele Cattaneo, ex assessore alle infrastrutture e mobilità della Regione, “per la superficialità e l’approssimazione, di cui è politicamente responsabile, con le quali sono state condotte le procedure di appalto e l’avvio dei lavori della tratta ferroviaria Arcisate-Stabio, opera strategica per il territorio”. La seconda bandiera nera va all’Anas a causa di inadeguate tecniche costruttive in presenza di una difficile situazione geologica. La terza bandiera nera va al sito web ruralpini.it “per la controinformazione e l’approccio, ingiustificatamente allarmistico, alla complessità della gestione dei grandi predatori in ambiente alpino, che mira a vanificare l’esito di un importante ritorno, quello di lupi e orsi nelle Alpi italiane”.

«Da sempre Legambiente – sostiene Vanda Bonardo, responsabile Alpi di Legambiente – interpreta l’ambiente montano come un laboratorio naturale, dove si sono sviluppati alcuni dei più notevoli esempi di adattamenti degli esseri viventi ai limiti della vita, dando origine a ecosistemi rari e fragili. Anche il ritorno di alcuni grandi predatori va inteso in questa prospettiva e perciò governato attraverso seri piani di azione. È, dunque, indispensabile che si comprenda che il territorio alpino è un territorio sensibile e delicato, che non deve essere sacrificato in nome della speculazione edilizia e di un turismo non sostenibile». Un paradiso di bellezza e di biodiversità da difendere e valorizzare.

Foto di r-z/flickr

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