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Agenda 2030: lo sviluppo sostenibile in 17 obiettivi           

Il programma d'azione globale, sottoscritto nel 2015 dai 193 paesi dell’Onu, ha l’intento di guidare governi, associazioni e aziende lungo la strada da percorrere per il raggiungimento di obiettivi comuni di sviluppo sostenibile e come strategia "per ottenere un futuro migliore e più sostenibile per tutti"

Maria Enza Giannetto
5 Novembre 2021

Diciassette obiettivi per un unico contenitore di intenti per il Pianeta e le persone. Ecco cos’è l’Agenda 2030 Onu per lo Sviluppo Sostenibile: un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità che è stato sottoscritto nel settembre 2015 Paesi dell’ONU e ingloba i 17 sustainable goals SDGs  per un totale di 169 ‘target’ specifici.

Agenda 2030: gli obiettivi

Foto Shutterstock

Agenda 2030 – Road map per lo Sviluppo sostenibile

L’Agenda 2030 è una sorta di road map, sottoscritta nel 2015 dai 193 paesi dell’Onu, che ha l’intento di guidare governi, associazioni e aziende lungo la strada da percorrere fino, appunto, al 2030 attraverso il raggiungimento di obiettivi comuni di sviluppo sostenibile. Questi obiettivi OSS (in inglese: SDG) sono, quindi, una serie di 17 target interconnessi, definiti dall’Organizzazione delle Nazioni Unite come strategia “per ottenere un futuro migliore e più sostenibile per tutti”. Il nome “abbreviato” Agenda 2030 deriva da quello più articolato del documento che porta per titolo Trasformare il nostro mondo. L’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, che riconosce lo stretto legame tra il benessere umano, la salute dei sistemi naturali e la presenza di sfide comuni per tutti i paesi. L’agenda, in effetti, è costituita da 92 paragrafi. Il paragrafo 52 delinea i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile affiliati ai 169 target.

Agenda 2030, un po’ di storia

Durante la Conferenza delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile del 2012 (Rio 2012 o Rio +20) quarant’anni dopo la Conferenza di Stoccolma sull’ambiente e vent’anni dopo il Summit della Terra di Rio de Janeiro, l’obiettivo che la comunità internazionale si era posta era quello di rinnovare l’impegno politico a favore dello sviluppo sostenibile, esaminarne i gap e i progressi nell’attuazione.

Da questo impegno nascono gli obiettivi di Agenda 2030, enumerati nella Risoluzione delle Nazioni Unite A/RES/70/1 approvata dall’Assemblea generale dell’ONU il 25 settembre 2015 e concordati, a partire dai principi inclusi nella Risoluzione A/RES/66/288, intitolata “Il futuro che vogliamo” (documento non vincolante elaborato dopo la Conferenza per sostituire gli Obiettivi di sviluppo del Millennio, che avevano come orizzonte temporale il 2015). Inoltre, mentre questi ultimi si rivolgevano in modo diversificato ai paesi sviluppati e in via di sviluppo, gli obiettivi di sviluppo sostenibile hanno carattere universale e sono fondati sull’integrazione tra le tre dimensioni dello sviluppo sostenibile (ambientale, sociale ed economico), quale presupposto per eradicare la povertà in tutte le sue forme.

Quali sono gli obiettivi di Agenda 2030

Gli Obiettivi per lo Sviluppo rappresentano, quindi, obiettivi comuni su un insieme di questioni importanti per lo sviluppo che dalla lotta alla povertà all’eliminazione della fame e, ovviamente, il contrasto al cambiamento climatico. Gli obiettivi fissati per lo sviluppo sostenibile hanno una validità globale, riguardano e coinvolgono tutti i Paesi e le componenti della società, dalle imprese private al settore pubblico, dalla società civile agli operatori dell’informazione e cultura.

L’elenco dei 17 Goals

  • Goal 1: Sconfiggere la povertà
  • Goal 2: Sconfiggere la fame
  • Goal 3: Salute e benessere
  • Goal 4: Istruzione di qualità
  • Goal 5: Parità di genere
  • Goal 6: Acqua pulita e servizi igienico-sanitari
  • Goal 7:  Energia pulita e accessibile
  • Goal 8: Lavoro dignitoso e crescita economica
  • Goal 9:  Imprese, innovazione e infrastrutture
  • Goal 10: Ridurre le disuguaglianze
  • Goal 11: Città e comunità sostenibili
  • Goal 12: Consumo e produzione responsabili
  • Goal 13: Lotta contro il cambiamento climatico
  • Goal 14: Vita sott’acqua
  • Goal 15: Vita sulla Terra
  • Goal 16: Pace, giustizia e istituzioni solide
  • Goal 17: Partnership per gli obiettivi  (1/2 – 2/2)

Strategia di Sviluppo Sostenibile e monitoraggio dell’Agenda 2030

Ratificata da tutti i 193 Stati membri delle Nazioni Unite, l’Agenda prevede quindi un impegno da parte di ogni Paese a declinare nella propria politica gli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Ogni anno i Paesi possono presentare lo stato di attuazione dei diciassette OSS nel proprio paese, attraverso l’elaborazione di Rapporti Nazionali Volontari (Voluntary National Reviews) che vengono monitorati dal Foro politico di Alto Livello (High Level Political Forum). Tutti i Paesi sono chiamati a impegnarsi per definire una propria strategia di sviluppo sostenibile che consenta di raggiungere gli obiettivi fissati, comunicando i risultati conseguiti all’interno di un processo coordinato dall’ONU. 

Infatti, ogni quattro anni si svolge un dibattito sull’attuazione dell’Agenda 2030 in sede di Assemblea Generale dell’ONU e la prima verifica di questo tipo è stata realizzata nel settembre 2019 quando la Commissione europea presentò un ricco programma d’azione da realizzare per i prossimi cinque anni (fino al 2024) e in cui emerge chiaramente la volontà dell’Unione di raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile, anche in relazione all’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici. Non a caso, il programma di ripresa e il Green New Deal europeo è centrato sulla green economy.

idea concettuale di economia circolare

Foto di Nagy Arnold su Unsplash

L’Agenda 2030 in Italia

L’attuazione dell’Agenda 2030 richiede, ovviamente, un forte coinvolgimento di tutte le componenti della società, dalle imprese private al settore pubblico, dalla società civile agli operatori dell’informazione e cultura. In Italia è stata istituita la Cabina di regia “Benessere Italia”, l’organo della Presidenza del Consiglio cui spetta il compito di “coordinare, monitorare, misurare e migliorare le politiche di tutti i Ministeri nel segno del benessere dei cittadini”.

La Strategia Nazionale di Sviluppo Sostenibile (SNSvS)

Lo strumento di coordinamento dell’attuazione dell’Agenda 2030 è rappresentato dalla Strategia Nazionale di Sviluppo Sostenibile (SNSvS): un provvedimento che prevede un aggiornamento triennale e “che definisce il quadro di riferimento nazionale per i processi di pianificazione, programmazione e valutazione di tipo ambientale e territoriale per dare attuazione agli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite”.

L’attuazione della Strategia deve raccordarsi con i documenti programmatici esistenti, in particolare con il Programma Nazionale di Riforma (PNR) e più in generale il Documento di Economia e Finanza (DEF) e ovviamente non c’è programma di ripresa che non metta in conto la sostenibilità. Le azioni proposte e gli strumenti operativi devono conciliarsi, inoltre, con gli obiettivi già esistenti e vincolanti a livello comunitario.

La Strategia Nazionale di Sviluppo Sostenibile 2017-2030 è lo strumento principale per la creazione di un nuovo modello economico circolare e di economia green, a basse emissioni di CO2, resiliente ai cambiamenti climatici e agli altri cambiamenti globali causa di crisi locali, come, ad esempio, la perdita di biodiversità, la modificazione dei cicli biogeochimici fondamentali (carbonio, azoto, fosforo) e i cambiamenti nell’utilizzo del suolo.

Un aspetto innovativo dell’Agenda 2030 è l’attenzione rivolta al fenomeno delle disuguaglianze. La Strategia Nazionale di Sviluppo Sostenibile si basa, infatti, su un approccio multidimensionale per superare le disuguaglianze economiche, ambientali e sociali e perseguire uno sviluppo sostenibile, equilibrato ed inclusivo.  La strategia è strutturata in cinque aree di intervento, corrispondenti alle “5P” dello sviluppo sostenibile proposte dall’Agenda 2030, ciascuna delle quali contiene Scelte Strategiche e Obiettivi Strategici per l’Italia.

Le 5 P e aree di intervento

  1. Persone: contrastare povertà ed esclusione sociale e promuovere salute e benessere per garantire le condizioni per lo sviluppo del capitale umano;
  2. Pianeta: garantire una gestione sostenibile delle risorse naturali, contrastando la perdita di biodiversità e tutelando i beni ambientali e colturali;
  3. Prosperità: affermare modelli sostenibili di produzione e consumo, garantendo occupazione e formazione di qualità;
  4. Pace: promuovere una società non violenta ed inclusiva, senza forme di discriminazione. Contrastare l’illegalità;
  5. Partnership: intervenire nelle varie aree in maniera integrata.

Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile – ASVIS

Logo Asvis

Immagine ASviS

Un cenno merita anche l’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (ASviS), creata nel 2016 su iniziativa della Fondazione Unipolis e dell’Università di Roma “Tor Vergata” con lo scopo di diffondere, a livello sociale ed istituzionale, la conoscenza e la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. L’ASvis – che organizza ogni anno il Festival dello sviluppo sostenibile – redige annualmente un rapporto dove vengono presentate sia un’analisi dello stato di avanzamento dell’Italia rispetto all’Agenda 2030 e agli Obiettivi di Sviluppo sostenibile, sia proposte per l’elaborazione di strategie che possano assicurare lo sviluppo economico e sociale del paese.

Maria Enza Giannetto

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