Wise Society : Acqua Alta Tower di Venezia: dove si trova, funzione e importanza

Acqua Alta Tower di Venezia: dove si trova, funzione e importanza

di Emanuele Francati
29 Gennaio 2026

Tutto quello che c’è da sapere sulla piattaforma Cnr-Ismar Acqua Alta Tower

Non è un faro, non è una piattaforma petrolifera e non è nemmeno un monumento: l’Acqua Alta Tower è uno dei luoghi più silenziosi e strategici della lotta ai cambiamenti climatici, almeno in Italia. Al largo di Venezia, lontano dai riflettori ma al centro delle grandi questioni ambientali, parliamo di una torre di ricerca che osserva il mare giorno e notte, registrando dati preziosi sullo stato dell’Adriatico e sull’evoluzione del clima della zona. Un avamposto scientifico che racconta, numeri alla mano, quanto il rapporto tra uomo, mare e ambiente sia fragile e quanto sia urgente proteggerlo, oggi come oggi. Scopriamo tutto quel che c’è da sapere sulla piattaforma Acqua Alta Tower e sulle osservazioni scientifiche che ci permette di realizzare. 

acqua alta tower

Foto del CNR da www.cnr.it

Cos’è l’Acqua Alta Tower

Venezia è già famosa per il MOSE, il Modulo Sperimentale Elettromeccanico fatto da barriere mobili che servono a proteggere la città e la sua laguna dal fenomeno dell’acqua alta. Anche se in molti si confondono, l’Acqua Alta Tower non è la stessa cosa. Si tratta di una piattaforma oceanografica e meteorologica situata al largo della costa veneziana, che serve per il monitoraggio continuo del mare e dell’atmosfera della città. Gestita dal CNR–ISMAR (Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Scienze Marine), la torre è ad oggi uno dei principali punti di osservazione scientifica del Mar Adriatico settentrionale.

L’Acqua Alta Tower è stata costruita su una struttura fissa, in mare aperto, ed è dotata di strumenti estremamente avanzati che servono a rilevare: 

  • onde
  • correnti
  • livello del mare
  • vento
  • temperatura
  • salinità
  • qualità delle acque

I dati raccolti dalla piattaforma sono preziosi, a dir poco fondamentali per lo studio dei fenomeni di acqua alta, dell’erosione costiera e degli effetti dei cambiamenti climatici su Venezia e sull’intero ecosistema lagunare. Questioni che interessano la città da secoli, ma che soprattutto negli ultimi anni, complice il cambiamento climatico sempre più invasivo, hanno aperto nuove preoccupazioni, perplessità e, specialmente, la necessità di tenere d’occhio la situazione. 

Non solo ricerca scientifica, poi. La torre svolge anche un ruolo chiave per quanto riguarda la prevenzione dei rischi ambientali. Contribuisce, infatti, a sistemi di previsione e allerta che aiutano a proteggere la città e il suo patrimonio naturale e culturale. In questo senso, l’Acqua Alta Tower va oltre l’essere una semplice infrastruttura tecnica, ma diventa un presidio strategico per la tutela del mare. Cosa che, in una città come Venezia che sul mare ci vive, è ancora più importante. 

acqua alta tower venezia

Foto Wirestock

Dove si trova la torre oceanografica

La torre Acqua Alta si trova in mare aperto, nel Nord dell’Adriatico. Più di preciso, a circa 15 chilometri al largo della costa di Venezia, proprio di fronte al Lido. 

È installata su un fondale di circa 16 metri di profondità, in una posizione scelta proprio per essere lontana dalle interferenze della costa e della laguna. In questo modo, è più facile riuscire a rilevare dati affidabili sulle condizioni marine e atmosferiche.

Si tratta di una collocazione ben più che strategica, che consente alla torre di monitorare in modo continuo onde, maree, vento e variazioni del livello del mare che influenzano in modo diretto Venezia. Con questi dati, possiamo anticipare i fenomeni di acqua alta e contribuire, quindi, allo studio degli effetti del cambiamento climatico sull’Adriatico del Nord.

Ci siamo già chiesti -e risposti- se il Mose impatterà sulla laguna di Venezia, ma per quanto riguarda l’Acqua Alta Tower, invece, il discorso è molto diverso. La torre non modifica i flussi d’acqua né interviene fisicamente sull’ambiente marino. Si limita a osservare, misurare e comprendere, non alterare. Proprio per questo il suo impatto diretto sull’ecosistema è minimo, mentre il valore scientifico è enorme. 

piattaforma acqua alta tower

Foto di Mike Palmer da Pixabay

Storia e sviluppo dell’Acqua Alta Tower

Interessante capire anche come si è arrivati a questa soluzione. La storia dell’Acqua Alta Tower, chiaramente, è strettamente legata alle esigenze che ha fatto nascere il luogo stesso. Alla necessità di capire, di comprendere, ma soprattutto di prevedere un fenomeno che da anni e anni condiziona la vita di una città intera.

La torre nasce agli inizi degli anni Settanta, in qualità di progetto sperimentale di ricerca. In quel periodo, l’attenzione scientifica verso il rapporto tra mare, clima e città costiere cominciava a diventare sempre più centrale. Fin da subito, l’obiettivo a Venezia è stato quello di creare una struttura ben stabile, in mare aperto, capace di raccogliere dati continui e soprattutto affidabili. Dati impossibili da ottenere altrimenti, con le sole misurazioni costiere. 

Nel corso dei decenni, l’Acqua Alta Tower è stata via via potenziata, sia dal punto di vista strutturale che da quello tecnologico. Nuovi strumenti di rilevazione, sensori sempre più precisi, sistemi di trasmissione dei dati in tempo reale che hanno saputo trasformare la torre in un laboratorio avanzato sul mare. Quello stesso laboratorio, oggi è gestito dal CNR-ISMAR

In ogni caso, la torre ha subito uno sviluppo continuo, cosa che ha permesso alla piattaforma di adattarsi alle sfide sempre nuove che le poneva il cambiamento climatico, ampliando il campo di osservazione dalle maree all’intero sistema atmosferico e oceanografico del Mar Adriatico. Nata come semplice struttura di monitoraggio, l’Acqua Alta Tower è così diventata un punto di riferimento scientifico internazionale. E questo ha contribuito, in modo decisivo, alla conoscenza -e soprattutto alla tutela- di uno degli ecosistemi più fragili del Mar Mediterraneo.

cnr acqua alta

Foto di Neil Morrell da Pixabay

 

Le osservazioni scientifiche Cnr-Ismar

Le osservazioni scientifiche messe in atto dal CNR–ISMAR sull’Acqua Alta Tower non si limitano a banali misurazioni di routine, ma coprono decenni di monitoraggio continuo del mare Adriatico e delle sue dinamiche fisiche. Dal 1978 ininterrottamente, presso la piattaforma è stata raccolta una delle serie storiche più lunghe al mondo di dati direzionali sulle onde. Dati che consentono di descrivere con precisione il “clima ondoso” del Nord Adriatico e di identificarne trend e relazioni con i principali modelli meteorologici su larga scala. 

Incredibile la strumentazione permanente, che comprende stazioni meteorologiche e oceanografiche capaci di misurare, in tempo reale, grandezze fondamentali quali: 

  • marea
  • vento
  • temperatura dell’aria
  • temperatura del mare
  • salinità
  • ossigeno disciolto
  • correnti su più livelli di profondità

Alcuni sensori della piattaforma, peraltro, sono posizionati a diverse quote (1,6 metri, 6 metri e 14 metri) lungo la colonna d’acqua, mentre le sonde avanzate e i correntometri ADCP permettono di tenere sotto controllo la dinamica delle correnti e del moto ondoso nel dettaglio. 

Tutti dati che non si limitano ad essere semplici statistiche. Le serie storiche che sono state raccolte qui per più di quarant’anni sono oggi fondamentali per lo studio dei processi di generazione e propagazione delle onde, per la validazione di modelli satellitari e di previsioni numeriche globali e, infine per comprendere in che modo i fenomeni meteorologici e climatici possano influenzare il mare e le mareggiate costiere. 

Inoltre, ci sono state anche analisi più recenti basate sui dati di piattaforma, come per esempio quelle sulle anomalie di temperatura dell’aria e del mare. Questi studi ci mettono in evidenza tendenze coerenti con il cambiamento climatico: per esempio, alcuni studi del CNR-ISMAR indicano un incremento medio annuo della temperatura dell’aria di circa +0,09 °C a settembre nel corso di vent’anni di dati raccolti al largo di Venezia. Dati che ci possono allarmare, che devono farlo, ma grazie ai quali possiamo avere ancora più consapevolezza della situazione climatica che il nostro pianeta sta attraversando.

Tutti questi elementi, in ogni caso, fanno dell’Acqua Alta Tower molto più che un osservatorio fisico. Stiamo parlando di un vero e proprio archivio climatico di lungo periodo, nonché di una base per modelli previsionali più accurati, utili anche per la gestione del fenomeno dell’acqua alta nella laguna e per la formulazione di politiche di adattamento ambientale. Un modello da seguire, un esempio che tornerebbe utile in altre realtà del nostro Paese, come Trieste e Genova, ma anche in città sotto il livello del mare -come Rotterdam- e dovunque gli allagamenti cronici sono considerati un problema. Sempre più luoghi, a dir la verità, a causa anche del cambiamento climatico. Basti pensare al recente disastro di Valencia, inaspettato e insolito nonostante il fenomeno meteorologico che l’ha causato -la DANA, Depresión Aislada en Niveles Altossia tipica della zona. Semplicemente, è il mondo che si adatta e cambia reazione, diventando imprevedibile. E in certe località, come Venezia per l’appunto, abbiamo modo di porre rimedio con piattaforme come l’Acqua Alta Tower. 

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