Wise Society : La climatizzazione sostenibile arriva dalle acque reflue

La climatizzazione sostenibile arriva dalle acque reflue

di Marco Valsecchi
24 Giugno 2014

Avviene nel Depuratore di Nosedo, alle porte di Milano, grazie a due pompe di calore collegate all’impianto. E già si pensa al teleriscaldamento

Ripulire le acque cittadine e al tempo stesso assicurarsi una fonte termica rinnovabile che consenta di climatizzare in modo sostenibile ed economico gli edifici? Si può fare. Anzi, già si fa: succede al Depuratore di Nosedo, il principale impianto di trattamento dell’area milanese, con i suoi 150 milioni di metri cubi di risorse idriche rigenerati ogni anno.

Nell’ambito del progetto di inserimento ambientale promosso nel corso del 2013 dal Comune di Milano per valorizzare l’area che circonda il sito, si è deciso di utilizzare queste acque depurate come pozzo termico, in accoppiamento con le unità a pompa di calore acqua-acqua prodotte da Clivet, l’azienda incaricata di realizzare il sistema. Risultato: si è ottenuta una riduzione dei consumi energetici del 50% per quanto riguarda la climatizzazione dei due edifici adiacenti al depuratore. Minori costi di gestione, quindi, e nessuna emissione localizzata di tipo inquinante. Il tutto con un investimento minimo, visto che si è semplicemente trovato il modo di valorizzare delle infrastrutture già esistenti.

Nello specifico, i vecchi generatori basati su pompe di calore aria-acqua sono stati sostituiti con due pompe elettriche reversibili a sorgente idrotermica. Queste sfruttano l’energia termica delle acque depurate, che alla fine del trattamento hanno una temperatura che può variare dai 10 °C in inverno ai 24 °C in estate. Nei mesi freddi, dall’acqua viene estratto il calore mediante il lavoro di un compressore. In quelli caldi, le pompe rendono invece possibile una condensazione particolarmente efficiente, soprattutto se confrontata con quella che si ottiene dai sistemi ad aria.

L’efficacia del metodo ha già spinto a prendere in considerazione il suo impiego su scala più vasta. Il prossimo passo, in questo senso, sarà la costruzione di una centrale termica e frigorifera per il teleriscaldamento e il teleraffreddamento che potrebbe servire utenti fino a un chilometro di distanza. I primi a beneficiarne potrebbero essere l’Istituto Europeo di Oncologia (Ieo) e il futuro polo del Centro Europeo di Ricerca Biomedica Avanzata (Cerba) che dovrebbe essere completato in via Ripamonti entro il 2016, ma anche le nuove aree residenziali che stanno sorgendo in zona.

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