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A Bristol il varo del primo battello a idrogeno

Dopo vari mesi di sperimentazione, è entrato in servizio il battello a basso impatto ambientale in grado di rivoluzionare il trasporto del Regno Unito. E non solo

19 luglio 2013

Immagine tratta da Bristolculture.comDopo una sperimentazione di vari mesi, finalmente l’Hidrogenesis, il primo battello made in UK alimentato a idrogeno, ha portato i primi pendolari da Arnolfini alla stazione di SS Great Britain, a Bristol sul fiume Avon.

Lungo 11 metri e costruito in acciaio è il prototipo che nelle intenzioni degli sviluppatori del progetto porterà ad una vera e propria rivoluzione nel campo dei trasporti e ovviamente dei combustibili a basso impatto ambientale. Una valida alternativa ai veicoli alimentati a benzina e gasolio rumorosi e inquinanti.

Nel primo giorno ufficiale di servizio passeggeri, l’Hidrogenesis ha potuto solcare le acque in silenzio dal momento che a bordo l’unico rumore che si sente non è quello del motore ma quello del cambio delle marce unito a quello degli schizzi dell’acqua che muove la sua prua. Come conferma il suo timoniere, Richard Rankin: “Si guida molto bene è silenzioso ed è incredibile quanto sia efficiente”. Costato 250.000 sterline finanziate dal Comune di Bristol il battello che può trasportare 12 passeggeri, è stato progettato e costruito da Bristol Hydrogen Boats, un consorzio di operatori di traghetti locali e da Auriga Energy Ltd.

Nelle intenzioni del Comune di Bristol il battello ad idrogeno, il primo a essere sperimentato nel Regno Unito, sarà molto utile per la conversione verde del trasporto urbano e indicherà i benefici della tecnologia a emissioni zero.

Nell’attesa che la stazione di rifornimento del battello costruita su misura venga completata, non mancano gli estimatori del progetto e coloro che vorrebbero replicarlo nelle proprie città. E’ il caso dei sindaci di Londra e Hannover.

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2 risposte a A Bristol il varo del primo battello a idrogeno

  1. klement

    Macché mobilità dolce, è lo stesso del corridoio Lisbona-Kiev.Ricostruire la presunta identità storica è lo stesso delirio che le grandi opere megalomani. Stavolta non si può dare la colpa ai palazzi del potere, perché è stato un referendum popolare a voler buttare all’aria Milano per riaprire i navigli. Invece di scimmiottare Amsterdam, potrebbero ricordare che a Vienna la Ringstrasse è stata costruita demolendo i bastioni

  2. klement

    550 km, due stati, due festival del cinema… Pura suggestione megalomane, magari da parte degli stessi che urlano contro il corridoio Lisbona-Kiev.
    NOn occorre essere grandi geografi per vedere che per andare dal Lago Maggiore al Po il tracciato più ovvio e lineare è il Ticino che porta direttamente a Pavia, mentre il collegamento con Milano è un altro paio di maniche. COmunque è del tutto strampalato buttare all’aria la metropoli per riesumare pure i navigli interni e scimmiottare Amsterdam. A Vienna nessuno si sognerebbe di rivolere i bastioni demoliti per costruire la Ringstrasse

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