Wise Society : A Bologna apre il primo locale a spreco zero
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A Bologna apre il primo locale a spreco zero

Inaugurato nel centro del capoluogo emiliano alla fine di gennaio 2011, "Alce Nero", è un nuovo ristorante-caffetteria-punto vendita, dove tutto è rivolto al risparmio energetico. Dall'acqua ai piatti, dal riscaldamento alla raccolta differenziata. Certificato dal marchio bio di "Last Minute Market" dell'Università bolognese

da La Repubblica del 27 gennaio 2011
16 marzo 2011

Alce Nero Cibo Cucina Caffè BIO, Bologna

Un vero e proprio tempio del biologico, a due passi dalla centralissima piazza Verdi, con la filosofia dello “spreco zero“. Si chiama Alce Nero Cibo Cucina Caffè BIO ed è stato inaugurato il 27 gennaio: è uno spazio interamente concepito e volto al risparmio energetico, dal riscaldamento alle luci del bagno, dagli arredi alla scrupolosa raccolta differenziata. Quello che in precedenza era il piccolo market di Alce Nero-Mielizia, la società dell’appennino bolognese che raggruppa apicoltori e agricoltori biologici, si è trasformato in un negozio-bistrot con caffetteria e ristorante.

Il locale si è meritato la prima certificazione “Spreco Zero” del Last Minute Market, progetto curato dall’Università di Bologna e promosso da Andrea Segrè, preside della facoltà di Agraria. Un bollino bio che garantisce per la sua totale sostenibilità, a partire dalla lotta allo spreco del cibo: gli avanzi del ristorante vengono infatti portati alla mensa dell’Oratorio Santa Cecilia, a due passi dal bistrot situato in via Petroni .

Aperto da due anni come store dei prodotti Alce Nero Mielizia e Libera Terra, il locale è stato concepito anche in funzione anti-degrado, vista la sua posizione in una delle aree più problematiche della città, nel cuore della zona universitaria. La proposta culinaria va dal buffet (prezzo fisso 10 euro) ad un paio di menù alla carta che prevedono piatti vegetariani e pietanze provenienti dalle terre confiscate alla mafia, gestite da Libera Terra di Don Ciotti. L’acqua è “del sindaco”, cioè del rubinetto, e si spina da un lavandino a disposizione dei clienti direttamente nelle caraffe. Infine, i prodotti sugli scaffali sono a portata dei non vedenti: i loro nomi sono trascritti sulle confezioni anche in alfabeto braille. L’originale bistrot ha un suo gemello a Cesena e Alce Nero prevede di replicare presto in altre città con l’apertura di nuovi punti vendita-caffè.

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