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5G: cos’è e come cambierà (in meglio) le nostre vite

Andrea Ballocchi
30 Dicembre 2020

In che modo il 5G cambierà la nostra vita di utenti finali di telecomunicazioni? La grande protagonista è la velocità, innanzitutto. Lo standard di tlc di ultima generazione promette di infrangere ogni primato. È proprio di questi giorni la notizia del nuovo record mondiale di velocità sulla lunga distanza stabilito da Tim, Ericsson e Qualcomm con la tecnologia 5G applicata al Fixed Wireless Access (FWA). Sulla rete live di Tim è stata raggiunta la velocità di 1 Gigabit al secondo su una distanza di 6,5 Km dal sito.

Prima di addentrarci a spiegare cosa significhi questo record va detto che il 5G si è già imposto all’attenzione generale ed è una delle voci più ricercate sui motori di ricerca. Ma non è solo un trend di costume: è anche oggetto di forte interesse, economicamente parlando. Secondo le stime di Gartner, i ricavi del mercato mondiale delle infrastrutture di rete 5G sono attesi al raddoppio entro l’anno, prossimi a raggiungere 8,1 miliardi di dollari.

Detto questo, è bene comprendere ora che cos’è il 5G, quali siano le caratteristiche, quando potremmo contarci e quali vantaggi porterà a tutti noi.

Evoluzione fino al 5G

Foto di ADMC da Pixabay

5G: cos’è e qual è la sua storia

Innanzitutto il 5G è lo standard tecnologico di quinta generazione (da qui la sigla) per le reti cellulari a banda larga. Si tratta dell’ultima evoluzione delle reti di telecomunicazioni fondate su protocolli mobili, il risultato di un lungo percorso evolutivo cominciato 40 anni fa, con la fonia analogica, passato dieci anni più tardi a quella digitale (2G), degli sms e con le prime trasmissioni dati a 9.6 Kbps. Col 2000 siamo entrati nell’era 3G con il mobile web browsing, gli MMS e una connessione da 2Mbps, per poi passare circa dieci anni dopo al 4G e a disponibilità nell’ordine di 1 Gbps. Il 5G prende per mano gli entusiasti del 4G/LTE per proiettarli verso connessioni dell’ordine di vari Gbps.

Abbiamo detto del record mondiale a lunga distanza: ma già a settembre la connessione della rete Tim ha superato stabilmente la velocità di 4 Gigabits al secondo in downlink su rete live 5G.

Siamo solo agli inizi. Come si legge in un documento tecnico dell’ITU – International Telecommunication Union (ITU) – l’agenzia specializzata delle Nazioni Unite per le tecnologie ICT, la tecnologia 5G dovrà garantire una banda di picco in downlink di 20 Gbps: si tratta di una banda enorme, in grado di garantire lo scaricamento di un filmato in 4K in pochi secondi. Oggi gli attuali test hanno portato a risultati in ambiente controllato dell’ordine dei 4Gbps. Si tratta di un deciso miglioramento rispetto ai primi prototipi e che traccia il solco verso un traguardo ambizioso.

Tecnologia g5

Foto di mohamed Hassan da Pixabay

Le caratteristiche del 5G: la latenza

Il 5G pone una meta sfidante anche per quanto riguarda la latenza, ovvero il tempo di comunicazione, che intercorre tra l’invio di un’informazione e la sua risposta. Il 5G, infatti, si caratterizza non solo per la maggiore velocità di trasmissione dei dati, ma può essere utilizzato per ridurre la latenza di rete, stabilendo tale limite addirittura a 1 ms: si tratta di un parametro importante per le applicazioni real-time, ovvero per tutti quei casi in cui il ritardo tra i segnali diventa importante.

Un’ottima notizia per molti settori

Con il 5G è possibile contare su una latenza pari anche a un millisecondo (ms), un tempo minimo, ma strategico per molte funzioni. Pensiamo, per esempio, alla gestione di un drone: poterlo gestire in modo rapidissimo diventa fondamentale. Tralasciando i giochi on-line dove il famigerato “ping” (una particolare unità di tempo di risposta) è diventato il termine di confronto, una ridotta latenza consente la guida remota di un mezzo veloce, oppure un’applicazioni di telemedicina, dove la reattività tra il movimento della mano del chirurgo e l’esecuzione dell’azione sul paziente a distanza assume un significato preciso.

Non dimentichiamo inoltre il mondo Internet of Things. Oggi esistono già soluzioni che consentono la connettività dei sensori. Il 5G permette di collegare fino a un milione di oggetti per km2: di fatto un valore senza limiti. Una volta che sarà possibile contare sul 5G, le applicazioni a livello di telecomunicazioni forniranno opportunità straordinarie per vari settori, da quelli industriali al tempo libero.

Quando arriverà il 5G in Italia

I principali operatori hanno ormai iniziato i test e la copertura delle principali città. Pensiamo, per esempio, agli operatori come TIM e Vodafone che sul 5G hanno avviato i primi progetti, con il lancio su rete commerciale dapprima a Milano e in 28 comuni dell’area metropolitana, quindi a Roma, Torino (dove è stata installata la prima antenna d’Italia), Bologna e Napoli. Il capoluogo lombardo è arrivato già a una copertura del 90% della popolazione. A Genova sono stati avviati quattro progetti 5G dedicati alla sicurezza delle infrastrutture stradali e alla smart mobility.

Sono solo esempi, anche se per sperimentare le potenzialità dello standard di quinta generazione dovremo contare su un’infrastruttura molto più estesa e su un quadro regolamentare completo.

Intanto i produttori dei terminali propongono i primi modelli. Si tratta di soluzioni ancora costose e destinate alla fascia high end del mercato: è il prezzo da pagare per i primi utilizzatori. Non dimentichiamo inoltre i primi terminali FWA (fixed wireless access) che consentono di evitare la connessione in fibra, spesso costosa e non sempre disponibile in tutte le aree, e offrono una esperienza di navigazione confrontabile con l’equivalente rete cablata specialmente se in abbinamento a una rete locale in WIFI 6.

Il futuro non ha limiti

In definitiva stiamo assistendo a un viaggio verso un futuro che richiederà ancora qualche anno per una piena maturazione, ma ben distante da quella famosa telefonata del 3 Aprile 1973 con la quale Martin Cooper, un giovane ingegnere di Motorola, marcava l’inizio di un grande cambiamento. Prepariamoci allora: siamo pronti a intraprendere un viaggio verso il pieno sviluppo della smart home, della telemedicina e guardando più in là della smart city e nel futuro, chissà, di essere trasportati su auto a guida autonoma.

Andrea Ballocchi

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