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World Vegan Day: i falsi miti sull’alimentazione vegana

Elisabetta Pina
1 Novembre 2021

In occasione del World Vegan Day che apre al World Vegan Month, Babaco Market, il delivery 100 per cento made in Italy di frutta e verdura fuori dall’ordinario che combatte lo spreco alimentare che si origina dal campo al mercato, scende in campo per dare il suo contributo per aumentare la consapevolezza delle persone nelle proprie scelte alimentari. Per farlo si è avvalso della consulenza della dottoressa Silvia Goggi – medico specialista in scienza dell’alimentazione, autrice best-seller e divulgatrice – che da tempo si è concentrata sui sui benefici dell’alimentazione plant based e sullo sfatare alcuni dei più diffusi e popolari falsi miti in merito.

World Vegan Day

Foto Shutterstock

World Vegan Day: perché si sceglie l’alimentazione vegetale?

«La consapevolezza sull’impatto che le scelte alimentari hanno sul mondo e sulla qualità della vita degli esseri viventi aumenta tanto da diventare la prima e più importante ragione per decidere di abbracciare uno stile di vita vagano.

L’ultimo rapporto Eurispes ha evidenziato che il 2.4% degli italiani ha eliminato tutti i derivati animali dalla propria tavola. La maggior parte degli intervistati (23.1%) ha dichiarato che uno dei maggiori driver nella scelta sono state le ragioni ambientali e la salvaguardia del pianeta. Arrivano dopo le motivazioni salutistiche (21.3%) e animaliste (20.7%)», spiega Silvia Goggi.

I benefici di un’alimentazione plant based

In questo scenario Babaco Market che consegna a casa “i brutti ma buoni” che i includono eccellenze del territorio italiano tra cui presidi slow food, conferma che la spesa vegetariana e vegana fa bene all’ambiente: a solo un anno dal suo arrivo in Italia, il delivery italiano ha contribuito a salvare circa 140 tonnellate di frutta e verdura evitando che venissero immesse nell’atmosfera 350 tonnellate di CO2.

Tanti sono quindi i vantaggi ambientali e i benefici che il nostro pianeta può trarre da una dieta a prevalenza vegetale, come un maggiore risparmio di acqua, la riduzione di emissioni di gas serra e il minor utilizzo di terre fertili. Il 43% delle terre emerse (calcolate escludendo già ghiacciai e deserti) sono utilizzate per l’agricoltura intensiva e l’83% di queste servono per coltivare vegetali che diventeranno mangime, dati di uno studio del 2018 pubblicato su Science.

I falsi miti sul veganesimo spiegati da Silvia Goggi

Eppure il veganesimo e l’alimentazione vegetale destano ancora molte perplessità, soprattutto perché si tratta di uno stile alimentare circondato da molti falsi miti. Silvia Goggi ci aiuta smascherare le fake news sul mondo vegano. 

Silvia Goggi

Foto pagina Facebook di Silvia Goggi

I vegani hanno delle carenze proteiche

“Spesso si pensa che l’alimentazione vegana non fornisca un apporto proteico sufficiente all’organismo. Ma in realtà tutti gli aminoacidi, anche quelli essenziali, provengono dal mondo vegetale. Ciò che è importante da un punto di vista nutrizionale non è la percentuale di amminoacidi essenziali nel singolo alimento vegetale, ma quelli contenuti in totale nella dieta giornaliera e con un’alimentazione vegetale si riesce a superare la quantità di proteine consigliata”.

I vegani devono assumere tanti integratori alimentari

“L’aspetto dell’integrazione suscita spesso diffidenza nei confronti dell’alimentazione vegana. Tuttavia, l’unico integratore che un vegano deve assumere rispetto a un non-vegano è la vitamina B12, una vitamina di produzione batterica che si trova sia nel terreno sia nello stomaco di alcuni ruminanti. Vitamina di cui necessitano anche i vegetariani, i flextiariani (i vegetariani flessibili, ovvero che consumano carne con delle limitazioni e a frequenza sporadica) e talvolta anche chi consuma carne regolarmente, per motivi di mancato assorbimento o insufficiente apporto”.

Il ferro animale viene assorbito meglio dal nostro organismo

“Non è del tutto falso. Il ferro animale si assorbe in percentuale leggermente maggiore, ma senza possibilità di inibirne l’entrata quando invece se ne ha già in eccesso nei depositi – e un eccesso di ferro è pro-infiammatorio. L’assorbimento del ferro vegetale avviene in modo da mantenerne uno stato nutrizionale più che sufficiente in chi segue una dieta vegetale, senza pericolo di eccedere”.

Senza latticini non si assume abbastanza calcio

“Le mucche non producono il calcio, ma riversano nel loro latte quello presente nei vegetali che mangiano. Il calcio infatti è un minerale del suolo, che si concentra in alcuni vegetali in particolare. Consumando quindi verdure verdi in foglia, soia e derivati, crucifere, sesamo e mandorle, si è già a buon punto. Quasi tutte le bevande e gli yogurt vegetali presenti in commercio, inoltre, ne sono addizionati, rendendo il raggiungimento del fabbisogno di questo nutriente ancora più facile”.

L’eccesso di carboidrati fa ingrassare

“Una dieta vegana ha una densità calorica bassissima, il che, unito al suo elevato potere saziante, la rende uno stile alimentare vantaggioso per chi desidera mantenere il peso oppure deve intraprendere un percorso volto al calo ponderale. Con più carboidrati, si è solo più felici.”

È costosa e prevede troppi alimenti esotici

“A parità di frutta, verdure, cereali e frutta secca o semi oleosi che dovrebbero essere presenti anche in una dieta onnivora, quella vegana differisce per la fonte proteica utilizzata: i legumi costano molto meno della carne. Inoltre, gli alimenti che vengono da altri Paesi non sono affatto necessari per raggiungere l’adeguatezza nutrizionale della propria alimentazione vegana – lo si può fare anche a km0, preferendo l’olio di oliva all’avocado, il riso alla quinoa e le mandorle siciliane agli anacardi, per esempio”.

Elisabetta Pina

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